Audiovisivo

Torino, la cinema Valley ingrana la marcia: oltre 200 le produzioni

di Filomena Greco

Una fase delle riprese del colossal indiano Radhe Shyam. Tra le location italiane anche la città di Torino

5' di lettura

Le produzioni cinematografiche, le serie, i documentari, l’animazione, e tutte le altre forme dell’audiovisivo. Torino ha costruito la sua carriera nel cinema pezzo per pezzo e oggi la città e il Piemonte intero sono molto di più che una location dove girare. «Tra i nostri ultimi lavori, il progetto di una serie dedicata ai Savoia, quest’anno abbiamo seguito e sostenuto 200 produzioni, superando i livelli del 2019» racconta Paolo Manera, direttore della Film Commissione e anima del Torino Film Industry, piazza business nata a fianco del Torino Film Festival e arrivata alla sua quarta edizione.
Cinema, tv, spot, documentari, reportage, in Piemonte passa un po’ di tutto. Qualche titolo: a fine anno sarà nelle sale The King’s Man - Le origini, l’ultimo film della saga di Matthew Vaughn, girato tra Torino, Venaria e Racconigi – «per certi versi, sarà per il Piemonte, quello che No Time To Die, l’ultimo James Bond è stato per la città di Matera» – mentre in questo momento si possono vedere in sala o sulle piattaforme e canali tv uno dei documentari arrivati finalisti all’Oscar, The Truffle hunter, dedicato ai cercatori di tartufo, la serie Cuori, con alle spalle un anno intero di riprese in città, mentre sono in arrivo 3/19 di Soldini, o la serie Netflix Guida astrologica per cuori infranti, o ancora Miss Marx, di Susanna Nicchiarelli, film ospitato a Venezia e pluripremiato al David di Donatello 2020. L’audiovisivo dunque ha ingranato la marcia e promette di superare i livelli del 2019: se si guarda alle settimane di riprese e a quelle di preparazione di film o serie tv, elementi che quantificano meglio l’effettiva incidenza in termini di lavoro e ricaduta economica, nel primo caso sono state 103 contro le 73 del 2019, nel secondo fino settembre ammontano a 135 contro le 65 dell’intero 2019.
Una delle attività qualificanti per le Film Commission regionali, ed è il caso di quella piemontese, è quella di costruire piattaforme di networking destinate alla presentazione di progetti e all’incontro con finanziatori, produttori, distributori. «Con Torino Film Industry – spiega Manera – abbiamo connesso esperienze complementari, quella della Film Commission a sostegno delle case di produzione piemontesi, il percorso del Torino FilmLab, che fa capo al Museo nazionale del Cinema e sostiene i progetti internazionali, fino al Torino Short Film Market, focalizzato sul cortometraggio, a cui si sono aggiunti i documentaristi con Italia Doc Screening Market e Cna Cinema audiovisivo piemontese, Anac e altri ancora».
Lo specifico tutto piemontese è la capacità di presentarsi come un vero e proprio distretto del cinema e non soltanto come una location dotata di strutture di ospitalità. E le giornate del Torino Film Industry rappresentano uno showcase del sistema piemontese del cinema, con i servizi sul mercato, le professioni del set disponibili, i fondi a sostegno delle produzioni indipendenti. Sostegno alle produzioni dunque, attività di service, competenze professionali. Ma anche sostegno a nuove idee e progetti. «Sostenere economicamente non solo la fase della produzione ma anche lo sviluppo dell’audiovisivo, dalla scrittura fino alla ricerca di finanziatori è importante» aggiunge Manera. Con i bandi Sviluppo, si punta a individuare delle storia che abbiano una base narrativa nel territorio, inoltre è stata avviata una selezione per individuare romanzi editi negli ultimi tre anni che si adattino ad essere trasposti sullo schermo. Sette le opere “selezionate” e presentati ai produttori nell’edizione che si sta concludendo in queste ore. Lo stesso scouting delle location, aggiunge Manera, è parte integrante del lavoro creativo: «Mi piace ricordare ad esempio l’incontro con Roberto Proia e Eagle Pictures da cui è nata la trilogia Sul più bello, Ancora più bello e Sempre più bello, con Ludovica Francesconi».
Negli anni il comparto è cresciuto, conta decine di case di produzione piemontesi, attive nel settore del documentario, dell’animazione ma anche nel lungometraggio, con la possibilità di lavorare come service per le grandi produzioni o come co-produttori. Sulla piattaforma della Film Commission sono registrate 177 società attive nell'audiovisivo, 219 strutture di servizio – catering, doppiaggio, costumi – oltre ad essere disponibili una serie di servizi offerta a chi viene a girare a Torino o in Piemonte, dai permessi fino all’ospitalità nella sede da 10mila mq destinata alle grandi produzioni, senza dimenticare i 250 attori. C’è una filiera vera e propria «e questo ci caratterizza rispetto alle altre regioni» aggiunge Manera, una vera e propria Film Valley ricca di luoghi, persone e servizi funzionali alla produzione audiovisiva. «L’altro giorno facevamo un sopralluogo per una nuova produzione internazionale – spiega il direttore della Film Commission Torino Piemonte– a cui raccontavo che a due isolati da lì Stanley Tucci stava girando la serie per la Cnn sul cibo e che poco più in là c’era il camion della produzione di una serie per Netflix, talvolta si fa fatica a comunicare questa vivacità perché non c’è un unico grande set o degli studios, si tratta di un sistema diffuso». Sono tante le pellicole in cui la città, in realtà, si mimetizza. Il Divo di Paolo Sorrentino è stato girato quasi integralmente a Torino pur non essendo un film “torinese”, così come Benvenuto Presidente di Claudio Bisio. Oggi il distretto piemontese dell’audiovisivo si è consolidato a 360 gradi, conta su un sistema consolidato di aiuti – 2,3 milioni di fondi regionali a sostegno delle produzioni – e ricadute stimate superiore ai 15 milioni, con un moltiplicatore di uno a cinque. he insieme ai dati su professionisti e società fanno del Piemonte la terza regione in Italia per l’audiovisivo. Si tratta di “effetti” economici comunque stimati al ribasso visto che sono definiti a partire solo dalle produzioni che hanno sostegni economici. «In realtà – conclude Manera – abbiamo sul territorio film, produzioni tv, spot o documentari che non passando dalla richiesta di contributi e producono ugualmente effetti più difficili da tracciare».

CINEMA VALLEY
400
Le imprese del distretto

L’audiovisivo a Torino e in Piemonte conta circa 400 aziende attive tra quelle che si occupano di produzione (177) fino alle società che offrono servizi (219), dal catering al doppiaggio.
Tra le prime nate in Italia, la Film Commission Torino Piemonte conta su un sistema consolidato di aiuti con fondi regionali ed europei pari a circa 2,3 milioni all’anno, con ricadute stimate in circa 15 milioni.
Il settore sta crescendo, ha recuperato il gap accumulato nel 2020 e ha superato i livelli del 2019 visto che ad esempio le settimane di ripresa, da inizio 2021 a settembre sono state 109 contro le 65 dell’intero 2019.

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