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Torino lavora per la mobilità del futuro: venti idee per il Most

In dirittura d’arrivo i bandi presentati per i settori della mobilità aerea e veicoli su strada, con una dote da 3,3 milioni. Intesa Sanpaolo sostiene gli investimenti con plafond di 500 milioni

di Filomena Greco

 I due bandi finanziano progetti innovativi destinati alla mobilità su strada – veicoli a emissioni zero elettrici e a idrogeno – e aerea per velivoli a emissioni ridotte

3' di lettura

Alle battute finali la prima sessione di bandi – per la mobilità su strada e il trasporto aereo – gestiti dal Centro Nazionale per la Mobilità Sostenibile, promossi dal Politecnico di Torino, in qualità di partner del Centro di cui fanno parte anche Intesa Sanpaolo, co-fondatrice, accanto ad una rete di università che funzionano come spoke di riferimento per lo sviluppo di tecnologie a basso impatto per l’intero comparto, dall’automotive al trasporto aereo e marittimo. Con una dotazione pari a 3,3 milioni di euro, i due bandi puntano in prima battuta a finanziare progetti innovativi destinati alla mobilità su strada (Spoke 2) – veicoli a emissioni zero elettrici e a idrogeno – e aerea (Spoke 1), per velivoli a emissioni ridotte.

Sono state presentate una ventina di domande, con una richiesta di contributi per 2,3 milioni che non esaurisce la dotazione finanziaria, segno che sarà necessario un lavoro aggiuntivo di promozione di questi strumenti presso le aziende. Tutte le domande sono confluite – la scadenza è il 31 ottobre – sulla piattaforma gestita da Unioncamere Piemonte. Una ventina in totale le domande presentate che al momento esauriscono circa i due terzi della dotazione finanziaria dei primi due bandi. «Come Sistema camerale siamo orgogliosi di supportare il Politecnico di Torino, con il quale abbiamo sviluppato una collaborazione istituzionale, nella gestione dei bandi a cascata alle imprese degli Spoke 1 “Air Mobility” e Spoke 2 “Sustainable Road Vehicle”» commenta Paolo Bertolino, Segretario generale Unioncamere Piemonte. Gli obiettivi principali di questi bandi, aggiunge, «coincidono con un’attività core delle Camere di commercio, potenziare il trasferimento tecnologico delle imprese. Tra le attività di particolare interesse per le aziende figurano sicuramente i cosiddetti “bandi a cascata”, ossia contributi a fondo perduto tesi allo sviluppo di progetti d’investimento in digitalizzazione e innovazione.La misura si rivolge alle imprese e alle start up che abbiano progetti di ricerca industriale e di sviluppo sperimentale destinati a integrare e favorire la collaborazione tra il mondo della ricerca e quello dell’industria, nell’ambito della strategia della rete dei 5 Centri nazionali per la Ricerca nati nell’ambito del Pnrr.

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Poli Torino e Intesa Sanpaolo

La misura promuove in particolare percorsi di affiancamento delle imprese per sviluppare progetti di ricerca di ricerca attraverso risorse in parte a fondo perduto, in parte tramite finanziamento agevolato grazie alla presenza del partner Intesa Sanpaolo. Le imprese che ottengono l’accesso al bando hanno la possibilità di collaborare con il Politecnico di Torino nello sviluppo di progetti di ricerca dedicati ai due settori legati alla mobilità del futuro. Inoltre possono contare sul supporto di Intesa Sanpaolo in termini che mette a disposizione finanziamenti per coprire le esigenze delle imprese oltre che consulenza specialistica, in capo al Desk dedicato del Gruppo. L’obiettivo dell’iniziativa è quello di favorire la creazione di filiere di ricerca e innovazione sui filoni tecnologici più sfidanti.

Il piano finanziario

Il modello del Centro Nazionale per la Mobilità Sostenibile di Milano viene in realtà replicato su tutti i Centri italiani, con una dotazione complessiva pari a 320 milioni di euro – assegnati dal Pnrr e destinati alle imprese nel periodo 2023-2025 – e un plafond di 500 milioni garantito invece da Intesa Sanpaolo. Il periodo di “gestazione” dei progetti, che dovranno avere una elevata dose di tecnologia ed innovazione strategica, arriva al 2026, in coerenza con le scadenze del Pnrr. Tra gli strumenti concreti che il Centro metterà in campo ci sono le Open Call, spiega il presidente Ferruccio Resta: «Sono rivolte alle imprese e alle startup, al fine di ampliare la rete di soggetti d’eccellenza che contribuiscono a valorizzare i risultati della ricerca nel campo della mobilità sostenibile».

Il modello Hub&Spoke

Il Centro per la Mobilità sostenibile ha la sua sede di riferimento a Milano ma mantiene gli stretti legami con il Politecnico di Torino e con Unioncamere Piemonte. È infatti operativa la piattaforma in capo all’ente camerale piemontese dove sono confluiti i progetti presentati da fine luglio scorso. Il sistema della distribuzione dei fondi assegnati al Centro nazionali per la Mobilità sostenibile si basa su un modello “Hub&Spoke”, con il MOST che fa da perno e i 14 Spoke Leader, tra cui il Politecnico di Torino, che lavorano per favorire le interazioni con l’ecosistema industriale nazionale e locale. L’Hub invece svolge funzioni di coordinamento, definizione delle linee strategiche, orientamento delle progettualità.

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