la manifestazione per il rilancio della città

Torino, oltre 30 mila in piazza per dire sì alla Tav. Appendino: «Accolgo le critiche»

di Filomena Greco

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3' di lettura

Una piazza Castello piena. Per manifestare il sostegno alla Torino-Lione e per chiedere un progetto di sviluppo per la Città che guardi alle infrastrutture e alle diverse vocazioni del capoluogo piemontese. Torino si è mobilitata in massa, si stima che in piazza ci fossero 30mila persone, a meno di due settimane dal voto, in Consiglio comunale, dell’ordine del giorno contrario alla Torino-Lione voluto dalla maggioranza Cinque Stelle. È stato questo passaggio politico ad aver innescato la mobilitazione, nata intorno all’iniziativa di sette donne, private cittadine e professioniste, e sostenuta dal mondo produttivo, dagli ordini professionali, da parte del sindacato.

In piazza nessuna bandiera di partito, le regole d’ingaggio sono state molto chiare sin dall’inizio, anche se la politica si è comunque mobilitata a sostegno dell’appuntamento, a iniziare dal Pd – i consiglieri comunali due settimane fa sono stati espulsi dall’Aula durante la discussione dell’ordine del giorno – dopo aver esposto dei cartelli a sostegno della Torino-Lione –, poi Forza Italia, che ha sostenuto la piazza di oggi ma ha deciso di organizzare una propria manifestazione il 17 novembre prossimo, e infine anche la Lega, che ieri sera ha diffuso una nota a sostegno della mobilitazione Pro-Tav.

Manifestazione Tav, le immagini della piazza

Manifestazione Tav, le immagini della piazza

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Le note dell'“onda che viene e che va” di Jovanotti aprono la manifestazione, poco dopo le 11, l’inno d’Italia chiude, un’ora dopo. Non c’è stato il tempo di montare un palco in piazza Castello, gli interventi sono stati ospitati dal tetto di un camion installato in un angolo della piazza. Hanno iniziato due studenti di ingegneria, poi è stata la volta di Mino Giachino, tra gli animatori della mobilitazione, ex sottosegretario: «Siamo qui per dire sì al futuro e sì al lavoro» dice, ricorda gli anni delle proteste e degli scontri e poi aggiunte «Da oggi cambia il vento – da oggi è a favore delle infrastrutture».

Tocca poi alle organizzatrici della manifestazione. «Vogliamo dire Sì agli
investimenti su eventi artistici, sportivi, culturali. Vogliamo dire Sì alla Tav, alla metropolitana, a una città sicura ed efficiente, attenta alle persone nella gestione dei servizi pubblici» ha ribadito Patrizia Ghiazza. Una piazza che ha scelto l’arancione come colore e che ha bandito le bandiere di partito e di associazione per ribadire il carattere civico della mobilitazione. In piazza c’erano gli striscioni Sì Tav e anche le bandiere delle Olimpiadi del 2006.

Per il presidente della Regione Piemonte, Sergio Chiamparino: «La manifestazione di ha inequivocabilmente chiarito che Torino e il Piemonte vogliono la Tav, e vogliono il collegamento con l’Europa, senza barriere».

Il tema dello sviluppo della città è al centro della mobilitazione, a partire dal sostegno al progetto della Torino-Lione: una protesta a favore di una idea di sviluppo e contro i no dell’amministrazione Cinque Stelle, prima quello alla candidatura per le Olimpiadi del 2026, poi quello in Aula sulla Tav. In mattinata in particolare una delegazione di associazioni di categoria ha consegnato un documento congiunto al prefetto di Torino, Claudio Palomba, per chiedere di «procedere speditamente nell’avanzamento dell’opera, nel rispetto degli accordi
internazionali sottoscritti tra l’Italia, la Francia e l’Unione Europea, della Legge 1/2017 e dei successivi atti approvati dal Cipe».

A ridosso della manifestazione è arrivato il il post della sindaca Chiara Appendino: «Oggi, in piazza Castello sono state sollevate delle critiche, che accolgo, ma c’erano anche molte energie positive» scrive sul suo blog. «La mia porta è sempre aperta» ripete la prima cittadina, che parla di istanze e energie positive in piazza: «Sono pronta a discuterne già dalla settimana prossima».

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