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Torino perde il Salone dell’auto, tensioni nella giunta Appendino

Dopo la rottura con Torino la kermesse guarda alla Lombardia per la prossima edizione - Sala: «Ascolteremo gli organizzatori»

di Filomena Greco


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Chiara Appendino (Afp)

3' di lettura

Sarà legato a Milano e alla Lombardia il futuro del Salone dell’Auto del Parco Valentino di Torino. L’addio tra il capoluogo piemontese e la creatura di Andrea Levy, ideatore e organizzatore del format di un Salone en plein air, che nell’ultima edizione ha attirato 700mila visitatori, si è consumato ieri pomeriggio lasciando una pesante scia di polemiche politiche e amarezza a Torino, con la sindaca Chiara Appendino che si è presa del tempo per fare le sue valutazioni politiche.

Gli organizzatori non si sbilanciano per il momento. Quello che si sa del futuro Salone dell’Auto è quanto scritto nel comunicato diramato ieri pomeriggio. Il Salone si svolgerà in Lombardia dal 17 al 21 giugno,sarà organizzato in collaborazione con l’Aci e avrà una «spettacolare inaugurazione dinamica a Milano nella giornata di mercoledì 10 giugno». Questo quanto finora emerso. Indicazioni che fanno pensare al fatto che non sarà solo Milano a ospitare la manifestazione, tanto che nella nota si dice che le novità dell’edizione 2020 saranno presentate «a settembre in una conferenza stampa ufficiale congiunta con le amministrazioni dei comuni coinvolti».

L’ipotesi di coinvolgere Monza
Oltre a Milano potrebbe essere in campo anche Monza con l’ipotesi che l’autodromo possa ospitare qualche momento della kermesse. In un primo momento si è inoltre parlato della possibilità che possa essere il Parco Sempione a rappresentare la nuova casa del Salone dell’Auto. Una cosa è certa: la kermesse che nel 2015 è riuscita a riportare a Torino un evento dedicato alle auto non cambierà pelle. Resterà un Salone all’aperto dal carattere internazionale. Il sindaco di Milano Giuseppe Sala sottolinea che non c’è «nessun atteggiamento ostile nei confronti di Torino», ribadisce la volontà di «ascoltare gli organizzatori del Salone dell’auto che hanno deciso per un trasferimento in Lombardia», ma chiarisce di non aver incontrato nessuno. «Vediamo la proposta che ci faranno perché sul tavolo non abbiamo nessuna carta. Se è una proposta di buon senso, dico perché no»

Dai vertici dell’Aci di Milano parole di soddisfazione. «Tutti insieme dovremo far squadra per realizzare un evento all’altezza delle aspettative» sottolinea Geronimo La Russa, presidente di Automobile Club Milano. La Russa ricorda che «a Milano e in Lombardia abbiamo una grande tradizione motoristica, basti pensare al Gran Premio d’Italia che
quest’anno festeggia la novantesimo edizione e al Museo dell’Alfa
Romeo di Arese» e fa appello alle istituzioni, Comune di Milano e Regione Lombardia, affinché ci sia il massimo sostegno.

La manifestazione del Parco Valentino, come ribadiscono gli stessi organizzantori, «si conferma pioniere di un nuovo concetto di Motor Show internazionale» e ha anticipato «le recenti evoluzioni introdotte
dai grandi Saloni internazionali: Ginevra, Detroit e Parigi hanno infatti annunciato saloni diffusi per la città e test drive di vetture elettriche per le prossime edizioni». Un Salone che ha fatto tendenza, dunque, e che ora consuma lo strappo con la città d’origine.

Lo strappo avrà una eco sulla maggioranza del Comune
Uno strappo che avrà una eco ancora lunga all’interno della maggioranza che governa il Comune. La stessa sindaca Chiara Appendino, che ieri si era detta furiosa per una scelta che danneggia la città, ha anche preso una posizione ferma verso una parte dei suoi consiglieri e verso il vicesindaco di Torino Guido Montanari, da sempre critici verso la manifestazione e l’occupazione degli spazi verdi del Valentino con gli stand dedicati alle autovetture. La Appendino si è presa del tempo per fare le sue valutazioni politiche.

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