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Torino si candida alla gigafactory di batterie di Stellantis

Il Consiglio comunale del capoluogo piemontese vota all’unanimità un ordine del giorno che auspica la riconversione di Mirafiori nella maxifabbrica di batterie per l’automotive green

di R.I.T.

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2' di lettura

Torino si candida a ospitare la gigafactory di batterie di Stellantis che il gruppo dovrebbe collocare in Europa entro la fine dell’anno. Il Consiglio comunale torinese ha approvato, all’unanimità, un ordine del giorno per il sostegno e la salvaguardia del settore automotive. Nel ribadire la necessità di armonizzare gli obiettivi del Pnrr in merito all’auto green, la Sala rossa auspica un ruolo attivo dello Stato su investimenti e salvaguardia dell’occupazione nel settore e candida il capoluogo piemontese a ospitare la gigafactory di batterie di Stellantis.

La candidatura, spiega l’odg, potrebbe avvalersi delle competenze scientifiche e delle professionalità esistenti nonché della vocazione del territorio, dalle Università alle imprese, ai lavoratori. Il Consiglio comunale ha espresso inoltre la volontà di implementare un piano energetico cittadino tramite l’implementazione del fotovoltaico e di progettare la infrastrutturazione del territorio con colonnine di ricarica per la mobilità con veicoli elettrici e di avviare una concertazione per un diverso utilizzo delle aree di Mirafiori che potrebbero ospitare la gigafactory. Una riconversione, dunque, in chiave green dello storico stabilimento torinese.

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Intanto sul fronte produttivo di Stellantis, la cassa integrazione allo stabilimento di Melfi continuerà fino al 27 giugno. La Cassa interessa a rotazione tra i mille e i 1.500 addetti sui circa 7mila della fabbrica e per il mese di giugno come ha sottolineato Marco Lomio della Uilm Basilicata si aggiungeranno «11-12 giorni di fermate collettive per le linee di produzione della Jeep Renegade e della Fiat 500X, che valgono circa il 60% della produzione dello stabilimento, mentre prosegue come previsto dalla cassa integrazione la produzione della Jeep Compass e dei modelli ibridi prodotti in fabbrica».

Una situazione che, come si legge in una nota congiunta dei sindacati Fim, Uilm, Fismic, Uglm e Aqcf riflette il «perdurare della crisi di mercato e soprattutto la mancanza dei semi conduttori che sta penalizzando fortemente tutto il settore dell'automotive», nella nota si sottolinea anche che «per il mese di giugno, anche grazie alle pressioni fatte dal sindacato, è stato rimodulato il calendario delle fermate che, a differenza di maggio, prevede una distribuzione più equa su tutti i turni collettivamente e inoltre le fermate singole saranno esclusivamente sul primo turno». Questo, spiegano i sindacati, «permette di salvaguardare meglio il salario dei lavoratori, così come per la maturazione dei ratei abbiamo utilizzato dei par, ancora nella disponibilità aziendale, sulla linea Jeep Renegade e 500x che ci permettono la maturazione della festività del 2 giugno ai fini del calcolo complessivo delle giornate lavorate».

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