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Torna l’ora legale: risparmi per 100 milioni di euro

Le lancette dell’orologio vanno spostate avanti di un’ora. Non sarà l’ultima volta: l’Italia ha chiesto alla Ue di poter mantenere l’attuale situazione, con il doppio orario

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(Agf Creative)

Le lancette dell’orologio vanno spostate avanti di un’ora. Non sarà l’ultima volta: l’Italia ha chiesto alla Ue di poter mantenere l’attuale situazione, con il doppio orario


2' di lettura

Torna l’ora legale e non sarà per l’ultima volta. Una certezza e un piccolo segno di normalità, in questo periodo confuso, che di normale non ha nulla. Avremo quindi un’ora in più di luce da goderci dai nostri balconi e dalle nostre finestre. Rigorosamente a casa, come è ovvio.

Perdiamo un’ora di sonno, ma a beneficiarne saranno, oltre che il nostro umore, anche i nostri consumi domestici. Minore, rispetto agli scorsi anni, sarà invece il risparmio per le aziende, vista la riduzione o chiusura di molte attività economiche dovute alle misure restrittive per contenere il contagio da Coronavirus.

Secondo i dati rilevati da Terna, la società che gestisce la rete elettrica nazionale, nei 7 mesi del 2019 durante i quali è stata in vigore l’ora legale, il sistema ha registrato risparmi pari a 505 milioni di kWh (quanto il consumo medio annuo di elettricità di circa 190mila famiglie), un valore che corrisponde a minori emissioni di anidride carbonica in atmosfera per 250mila tonnellate e un risparmio economico pari a circa 100 milioni di euro.

Valori che, come accennato, potrebebro quest’anno essere inferiori, ma comunque si tratta di un risparmio importante di consumi ed emissioni. Tra il 2004 e il 2019 – sempre secondo i calcoli di Terna – il minor consumo di elettricità in Italia dovuto all’ora legale è stato di circa 9,6 miliardi di kWh (pari alla richiesta annua di energia elettrica di una nazione come la Sardegna), con un risparmio per i cittadini di oltre 1,6 miliardi di euro.

Alla luce di questi dati si capisce perché l’Italia si sia opposta alla richiesta dell’Unione Europea di eliminare il passaggio dall’ora solare all’ora legale. Inizialmente, la Commissione europea aveva chiesto l’abolizione per tutti i Paesi membri della Ue, ma alla fine gli Stati hanno trovato un accordo e il Parlamento europeo ha lasciato liberi i singoli Paesi di decidere se adottare l’orario unico e quale scegliere (ora solare oppure legale) entro marzo 2021.

Il rischio caos è alle porte, visto che in Europa potrebbero crearsi così tanti diversi fusi orari, ma questo ha permesso all’Italia di depositare una richiesta formale, per mantenere la situazione attuale, con il doppio orario.

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