Tecnologia mobile

Torna il Mobile World Congress: dopo la pandemia punta su sostenibilità e lavoro ibrido

Da domani fino al 3 marzo riparte in presenza la più grande fiera dedicata agli apparecchi mobili. Dopo due anni di Covid-19 ecco protagonisti e novità nei telefonini

di Luca Salvioli

 Dopo due anni di pandemia la fiera di Barcellano riapre in presenza. Sono attesi fra i 40mila e i 60mila visitatori, a fronte di 1.500 espositori. L'edizione dell'anno scorso del Mobile World Congress si è tenuta a giugno e in forma ridotta.

3' di lettura

A febbraio 2020 la cancellazione del Mobile World Congress a pochi giorni dall’avvio fu una sirena che strillava all’Europa l’inizio di mesi difficili e inediti a causa dell’arrivo del nuovo coronavirus. Due anni dopo torna in presenza, sempre a Barcellona, dopo la formula ibrida e passata in sordina con il posticipo a giugno dell’anno scorso.

Sono attese tra le 40 e le 60mila presenze per quello che sarà uno dei più grandi eventi in persona da inizio pandemia, guastato dalla guerra in Ucraina che ha comportato la cancellazione del padiglione russo e di una serie di aziende del Paese che non saranno presenti, ha spiegato il Gsma, perché colpite dalle sanzioni.

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Si vedrà come questi due anni hanno impattato sul lato dell’offerta tecnologica. «La connettività non è mai stata importante, e vitale, come adesso - spiega Carolina Milanesi, analista di Creative Strategies -. Finalmente il 5G sembra qualcosa di reale, quando già c’è chi parla di 6G (Nokia dovrebbe mostrare qualcosa in tal senso, ndr), non tanto per i consumatori ma per quello che abilita in ambito iOT, auto a guida autonoma, smart cities. Questo dà più valore agli operatori e a chi fa cloud. L’eccitazione chiaramente sarà più sulle applicazioni. Un mondo che va da Nft, criptovalute e metaverso».

Una parola che tornerà spesso sarà “ibrido”, a connotare la fragilità di questo momento ma allo stesso tempo qualcosa che rimarrà a lungo, anche nel dinamico mondo degli eventi tecnologici dove «mi aspetto che la frequenza dei briefing in presenza non sarà la stessa di prima della pandemia: resterà la presenza dove il contatto con il prodotto fa la differenza», continua Milanesi.

«Il lavoro ibrido è un grande driver - conferma Roberta Cozza di Gartner -, mi aspetto più webcam intelligenti e auricolari. I vendor di Pc e Microsoft inoltre lavorano nella direzione di una maggiore produttività e interoperabilità tra device, come il “better together” di Android».

Altri segnali arrivano dalla diagnostica e monitoraggio applicati alla salute dove «mi aspetto diverse novità anche se ancora fatico a vedere una strategia», continua Roberta Cozza, secondo la quale anche la sostenibilità troverà conferme: «Ora l’attenzione si sta spostando oltre i materiali e si concentra sugli sforzi nella riparazione dei prodotti e in migliori profili energetici. Penso ad alcuni annunci fatti al Ces come Dell Project Luna, Acer Aspire Vero, Lenovo Yoga 6 refresh. L’attenzione su questa tendenza continuerà a Barcellona con i fornitori di dispositivi mobili».

Già, gli smartphone. Sono ormai alcuni anni che le innovazioni rilevate su questo fronte latitano, anche se dal punto di vista delle forme i foldable qualche risultato lo stanno portando a casa: «Il 2021 è stato un anno importante, modelli come il Samsung Flip hanno avuto un discreto successo. Non dico che sia mainstream, ma iniziano a vedersi» risponde l’analista di Gartner.

Carolina Milanesi: «Non sono preoccupata per il ruolo che avrà lo smartphone nei prossimi 5 anni, ma non sono nemmeno eccitata. Lo do per scontato. Credo che il foldable potrà diventare una opzione nella parte alta del mercato».

Secondo le anticipazioni troveranno più spazio che in passato i pc, con Galaxy Book di Samsung e un nuovo MateBook di Huawei. Tra gli altri grossi nomi in ambito smartphone ci saranno Honor, che nella nuova vita indipendente da Huawei presenterà top di gamma delle serie Magic 4; Xiaomi e Oppo.

Tra i protagonisti del mercato smartphone la vera novità è la sparizione di Huawei, che dopo il bando di Trump che gli ha impedito l’utilizzo del Google play store, non compare più tra i primi 5 nelle vendite globale, nell’ordine Samsung, Apple, Xiaomi, Oppo, Vivo (Gartner, dato 2021 completo). In Europa in testa Apple, Samsung, Xiaomi. «Nell’ultimo quarter abbiamo visto che ha fatto benissimo Apple ma tutti gli altri hanno sofferto. Può essere un effetto della carenza di chip, che nel 2022 ci aspettiamo rientri e che quindi possa spingere un recupero», conclude Roberta Cozza.

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