APPELLO ALLA LEGA A SOSTENERE L’INIZIATIVA

Torna lo scontro politica-giustizia: Fi presenta la proposta di legge sulla separazione delle carriere

di Andrea Carli

È iniziato in Commissione Affari costituzionali della Camera l’iter parlamentare della proposta di legge di iniziativa popolare sulla separazione delle carriere dei magistrati, incardinata in quota Forza Italia (foto Agf)

3' di lettura

Torna lo scontro politica-giustizia. È iniziato in Commissione Affari costituzionali della Camera l’iter parlamentare della proposta di legge di iniziativa popolare sulla separazione delle carriere dei magistrati, incardinata in quota Forza Italia.

Fi chiede alla Lega di sostenere la proposta
Promossa dall’Unione delle Camere penali, e presentata per la prima volta a Montecitorio nell’ottobre del 2017, la proposta è sostenuta dagli Azzurri. Il relatore, il deputato di Fi Francesco Paolo Sisto, che ha tenuto una relazione introduttiva, ha lanciato un appello alla Lega perché la sostenga in nome «di una battaglia che ha sempre accomunato Fi e la Lega».

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Un anno fa Salvini al banchetto tra i firmatari
A questo punto la palla passa al Carroccio. Tra i firmatari ai banchetti a Lucca, un anno e mezzo fa, c’era Matteo Salvini. Oggi Salvini è vicepremier di un governo sostenuto da una maggioranza in cui l’altro azionista, M5S, non è a favore della separazione delle carriere. Nel contratto di governo il tema non c’è, anche perché i Cinque Stelle si sono opposti all’inserimento della questione nel documento. La separazione delle carriere dei magistrati potrebbe dunque essere un altro dossier sul quale i pentastellati e la Lega si trovano su posizioni diverse.

La proposta di legge costituzionale mantiene l’obbligatorietà dell’azione penale che, tuttavia è esercitata «nei modi e nei casi previsti dalla legge».

La proposta: magistratura giudicante e requirente
La proposta, così come è attualmente formulata, punta a riformare l’assetto costituzionale, e in particolare la sezione I del titolo IV della parte seconda della Costituzione: l’ordine giudiziario è costituito dalla magistratura giudicante e dalla magistratura requirente, governate da distinti Csm. I pubblici ministeri, si legge nel testo della proposta, «continueranno ad essere magistrati e a godere delle garanzie di autonomia e indipendenza proprie dei magistrati, ma apparterranno a un ordine giudiziario distinto da quello dei giudici». I magistrati giudicanti e requirenti sono nominati in base a concorsi separati.

Come cambiano gli organi di autogoverno
La proposta prevede che venga modificata la composizione degli organi di autogoverno. Per quanto riguarda il Csm giudicante, rimangono componenti di diritto il Presidente della Repubblica e il Primo presidente della Corte di cassazione, mentre gli altri soo scelti per la metà tra i giudici ordinari e per l'altra metà dal Parlamento in seduta comune, tra i professori mordinari in materie giuridiche e gli avvocati con quindici anni di esercizio della professione. Quanto invece al Csm requirente, del quale sono componenti di diritto il Capo dello Stato e il Procuratore generale della Corte di cassazione, la restante parte è delineata con le medesime proporzioni del Csm giudicante. L'unica differenza è che la componente togata è scelta tra i pubblici ministeri ordinari. Sia al primo sia al secondo spettano le assunzioni, le assegnazioni, i trasferimenti,le promozioni dei magistrati che da loro dipendono, nonché i provvedimenti disciplinari.

Berlusconi: obiettivo giusto processo
Forza Italia sostiene la riforma. A cominciare dal suo leader: «Noi vogliamo la separazione tra i magistrati che accusano e i giudici che giudicano - ha spiegato l’ex presidente del Consiglio Silvio Berlusconi -. Solo così raggiungeremo quel giusto processo che è garantito dalla nostra Costituzione. E per questo ho molto gioito per la calendarizzazione alla Camera (della proposta di legge, ndr».

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