La battaglia legale

Torna il Tutor: velocità sotto controllo per 1.400 km. Ecco dove

Interessata l'Adriatica in diversi punti e la tangenziale di Napoli

di Maurizo Caprino

Antitrust, procedimento contro Autostrade per i pedaggi

2' di lettura

Sembra una presa in giro, con la paralisi che dilaga sulle tante autostrade soggette a restrizioni della viabilità per la seconda estate consecutiva. Ma dall’inizio della stagione, a metà giugno, Autostrade per l’Italia ha riattivato il Tutor su 10 nuove tratte, portando la copertura attuale a 144, per un totale di circa 1.400 chilometri (più di metà di quella originaria). Un avviso per chi ha la fortuna di trovare una carreggiata un po’ sgombra e si era riabituato a superare i limiti di velocità negli ultimi tre anni.

La battaglia legale

Tanto è passato dall’aprile 2018, quando la Corte d’appello di Roma ritenne il sistema che controlla anche la velocità media contraffatto da Aspi. Di qui lo stop. Una prima riattivazione avvenne con un sistema alternativo, ma su 30 tratte, a causa di limiti tecnici. La copertura aumentò dopo la sentenza di agosto 2019 con cui la Cassazione segnò l’ennesimo colpo di scena - stavolta a favore di Aspi - dell’ultradecennale contenzioso su brevetti e licenze software. E si arrivò a sfiorare i 1.000 chilometri di copertura , quasi 100 tratte (contro gli originari 2.500 (in 300 tratte).

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Non fu solo una soglia psicologica. Sulle principali direttrici, era comunque poco sensato accelerare dove il Tutor non era ancora ripristinato: dopo non molto si tornava nelle tratte sotto controllo. Così chi era abituato a una copertura sporadica ebbe brutte sorprese.

I punti in cui è riattivato

Lo stesso rischia ora chi era rimasto alla penultima riattivazione (dicembre 2020). Soprattutto sull’A14, dove il Tutor è tornato anche in zone “insospettabili”: il tratto urbano bolognese (dove la segnaletica era irregolare) e quello abruzzese dove non si volevano aggiungere motivi contenzioso e anche di malumore per cantieri e restrizioni (ma la percorribilità è un po’ migliorata). Così sono state riattivate le tratte Bologna Fiera-Bologna San Lazzaro in direzione di Ancona e Pescara Sud-Ortona (in entrambi i sensi).

Sempre sull’A14, ripristinata quasi tutta la copertura in Romagna e Puglia, su tre dei pochi “buchi” che erano ancora rimasti (allacciamento diramazione Ravenna-Imola, Cerignola Est-allacciamento A16 e Bitonto-Bari Nord).

Infine, torna piuttosto consistente anche la copertura della Tangenziale di Napoli, con le tratte Corso Malta-Capodimonte e Solfatara-Arco Felice, in direzione Ovest, e Arco Felice-Astroni e Solfatara-Agnano verso Est.

Fuori dalle autostrade

Ancora nessun ripristino sulla rete Anas, dove pesano ancora le questioni legali.

Ma fin qui è il passato. Sulla viabilità ordinaria iniziano a proliferare i sistemi di controllo velocità media diversi dal Tutor (soprattutto sulle provinciali della Lombardia e sul tratto dell’Alto Jonio cosentino della statale 106). Sullo sfondo, le smart road: presentate come necessarie alla guida autonoma e utili per segnalare problemi in tempo reale ai veicoli connessi al web, incorporano il controllo delle infrazioni. Secondo i programmi del ministero delle Infrastrutture, tutta le rete italiana di rilevanza europea dovrà esserne dotato entro il 2025.

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