nella sala palatina

Torna agli Uffizi il “Vaso di fiori”, dipinto trafugato dai nazisti

Dopo 75 anni torna in Italia il dipinto del pittore fiammingo Jan van Huysu, trafugato nel 1944 da un soldato della Wehrmacht nazista durante la ritirata delle forze di occupazione tedesche


La battaglia degli Uffizi per la restituzione del “Vaso da fiori”: storia di un’opera trafugata

3' di lettura

Torna il “Vaso di fiori”, dipinto di Jan van Huysum, trafugato nel
1944 da un soldato della Wehrmacht nazista durante la ritirata delle forze di occupazione tedesche. Un olio su tela appartenente alle collezioni di Palazzo Pitti fin dal 1824, quando fu acquistato dal granduca Leopoldo II per la Galleria Palatina. Per oltre un secolo il quadro fu esposto nella sala dei Putti. Poi, nel 1940 la reggia fu evacuata e il quadro venne trasferito a villa Bossi Pucci dove fu trafugato. Ora l’opera, dopo 75 anni, tornerà al suo posto in una sala della Galleria Palatina di Palazzo Pitti.

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Il 19 luglio torna a Firenze
Il 19 luglio a Palazzo Pitti a Firenze si terrà la cerimonia di restituzione del dipinto dell'artista olandese Jan van Huysum, alla presenza del ministro per i Beni culturali Alberto Bonisoli, del titolare della Farnesina Enzo Moavero Milanesi, in rappresentanza del Governo italiano, e del ministro degli Esteri tedesco Heiko Maas. «É una grande vittoria per l'Italia e per tutta l'umanità perché questo caso è uno tra migliaia di casi, ma è molto importante perché è una delle opere più significate e preziose che mancava da Palazzo Pitti e quindi questo tassello torna al suo posto e il mosaico si ricompone», ha commentato Eike Schmidt, direttore delle Gallerie degli Uffizi di Firenze. «Noi abbiamo vinto una battaglia che è iniziata già durante il tempo della guerra, dopo 75 anni questo capitolo si chiude. Il nucleo fiorentino del comando dei carabinieri tra dietro a questo caso dal 1991 e quindi anche qui dopo oltre 20 anni questo caso si chiude».

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Il lungo tragitto del quadro trafugato
Il dipinto trafugato fece tanta strada. Inizialmente fece tappa con le altre opere trafugate a Castel Giovio (Bolzano) poi scomparve. Riapparve solo nel 1991, poco dopo la riunificazione tedesca. Il direttore delle Gallerie degli Uffizi Eike Schmidt a gennaio lanciò un appello alla Germania perché fosse restituito. E fece un gesto eclatante, mettendo un cartello con la scritta “Rubato” sulla copia nella sala dei Putti. Una foto provocatoria che fece il giro del mondo.

La lettera trova che un soldato inviò a casa l’opera del pittore fiammingo
A raccontare la storia del quadro è stato Der Spiegel. Una lettera prova che un soldato tedesco, il caporale della logistica Herbert Stock, aveva inviato a casa il quadro del pittore fiammingo. Intorno al 2000 alcuni legali degli eredi Stock offrirono il quadro in cambio di soldi (2,5 milioni di euro che poi scesero a 500mila euro). I funzionari dei Beni culturali rifiutarono la proposta e denunciarono l'accaduto all'autorità giudiziaria. Il legale della famiglia tedesca che conserva il dipinto ha detto che il caporale avrebbe ottenuto il quadro scambiandolo.

La restituzione
Gli eredi avevano detto di volersi affidare a un arbitrato per una “equa restituzione”. Ma di fatto il quadro è di proprietà italiana. Rubato. Il quadro torni a casa, aveva detto il ministro per gli Affari esteri Michael Roth rispondendo a un'interrogazione del membro del Bundestag Fabio De Masi. Più volte il ministero aveva consigliato agli eredi di restituire volontariamente l'opera agli Uffizi. «Il governo tedesco riconosce ufficialmente ciò che noi sosteniamo da tempo: e cioè che la casa legittima del capolavoro di van Huysum è a Firenze, in Palazzo Pitti». E ora torna a casa. Ora si attende la sorte di Lisippo, l'atleta di Fano, ancora in mano al Getty.

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