L’ex ministro greco delle finanze

Torna Varoufakis: «I liberali? saranno più duri di Schäuble sull'austerità»

di Vittorio Da Rold

Yanis Varoufakis (Ansa)

3' di lettura

«Wolfgang Schäuble sta lasciando il ministero delle Finanze tedesco ma l'austerità resterà e avrà maggior vigore di prima con l'ingresso dei liberali nel governo a Berlino», commenta a caldo con il Sole 24 ore l'ex ministro delle Finanze greco, Yanis Varoufakis, 56 anni, in dialogo con Giuliano Pisapia, a margine del convegno «Cos'è la sinistra, cos'è la destra», organizzato a Milano dall'Osservatorio della democrazia, progetto di ricerca della Fondazione Feltrinelli.

«Schäuble in un certo senso era già più vicino ai liberali della Fdp che ai democristiani della Cdu. Come Schäuble anche i liberali continueranno a lavorare per la fragilità dell'eurozona, con lo scopo di alimentare la minaccia di uscita dalla zona euro, elemento che Schäuble ha sempre usato come sistema per mantenere la disciplina anche con l'Italia e i paesi del Sud Europa. Schäuble ha sempre visto la fragilità dell'eurozona come un obiettivo del sistema legato al mantenimento della disciplina interna all’eurogruppo», prosegue Varoufakis, che indossa jeans, maglietta e giacca nera di pelle, ed è seduto informalmente, su una bassa libreria posta davanti a una vetrata del moderno edificio della Fondazione Feltrinelli, che sorge non lontano da uno dei nuovi simboli della metropoli lombarda, il grattacielo di César Pelli diventato sede di UniCredit.

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«La tragedia dell'Europa è che questa fragilità del sistema è culminata in una grande recessione, deflazione e stagnazione del continente. L'obiettivo dei liberali tedeschi è quello di avere una rinnovata energia nel perseguire la stessa politica di austerità nell'eurozona», è l’analisi impietosa dell’economista oggi professore di Economia all’Università di Atene, vecchio conoscente di Schäuble, che ne provocò indirettamente le dimissioni nel 2015 dopo il referendum greco e il braccio di ferro con la troika (da cui fu chiesta la testa dell’allora ministro greco). Successivamente Varoufakis ha deciso di fondare un nuovo soggetto politico, Diem25, un movimento di sinistra transnazionale presentato a Berlino che si pone in contrasto con le politiche neoliberiste in Europa. L’obiettivo? Rifondare l’Unione europea e l’eurozona non uscirne.

Cosa farà ora dopo il voto tedesco del 24 settembre il presidente francese Emmanuel Macron?
Il grande perdente dopo il voto tedesco è proprio il presidente Macron e il suo progetto di riforma europeo, che è finito. Lo scambio con Berlino consisteva in uno scambio: Macron avrebbe riformato il mercato del lavoro francese alla tedesca e in cambio avrebbe avuto una federazione dell’eurozona leggera. Ora Macron ha speso tutto il suo capitale politico in Francia.

Cosa sta avvenendo in Grecia con il terzo salvataggio?
Ci sono in corso ad Atene contemporaneamente quattro fallimenti: quello dello Stato, delle banche, delle imprese e delle famiglie. Ognuno di questi soggetti detiene e vanta crediti che nessuno degli altri tre soggetti è in grado di pagare. E’ un circolo vizioso.

Cosa si può fare politicamente in Europa per fermare i populismi avanzanti?
Dobbiamo fare un New Deal europeo per fermare i populismi e dare una speranza ai popoli europei. Ci vuole un New Deal come fece negli anni ’30 il presidente democratico americano Franklin Roosevelt, dando nuovo slancio agli investimenti pubblici. Occorre rimettere in sesto il sistema bancario e farlo funzionare correttamente, creare una bad bank pubblica che compri i bad asset così come ha fatto in America la Federal Reserve, che li ha acquistati sul mercato e se ne è dimenticata mettendoli nel suo bilancio. In caso contrario le banche europee, tutte le banche anche quelle tedesche, resteranno delle zombie bank. Poi dovremmo creare un fondo europeo contro la povertà, decidere di procurare ai cittadini bisognosi dei food stamp, degli assegni alimentari, come avviene negli Stati Uniti. Ma l'importante è che ci mettiamo tutti insieme, noi europei, per evitare la fragilità e la divisione voluta e perseguita da Schäuble .

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