fase 2

Tornano Lotto e Superenalotto, tutti a caccia del 22 su Palermo e dei 36 milioni del jackpot

Con le estrazioni di martedì 5 maggio inizia la Fase 2 del gioco pubblico. Con il lockdown lo Stato ha perso 427 milioni di gettito nel primo trimestre 2020. In proiezione sull'anno oltre 1,6 miliardi di entrate in meno

di Marco Mobili

Coronavirus, come si stanno preparando le sale giochi alla fase 2

Con le estrazioni di martedì 5 maggio inizia la Fase 2 del gioco pubblico. Con il lockdown lo Stato ha perso 427 milioni di gettito nel primo trimestre 2020. In proiezione sull'anno oltre 1,6 miliardi di entrate in meno


2' di lettura

Caccia al 22 per gli amanti del lotto o ai 36 milioni messi in palio dal Super Enalotto. Martedì 5 maggio riparte ufficialmente la fase 2 anche per il gioco pubblico con il ritorno alle estrazioni e la raccolta delle giocate autorizzata ufficialmente dal direttore delle Dogane e dei Monopoli, Marcello Minenna da lunedì 4 maggio. Il gioco più antico, quello del Lotto, torna dunque con le sue tre estrazioni settimanali dopo il lockdown imposto alla “dea bendata” il 21 marzo 2020. E si riparte con gli appassionati tutti a caccia del 22 che non esce sulla ruota di Palermo da ben 184 estrazioni, come ricorda l'agenzia specializzata Agipronews. Ben 2 estrazioni di ritardo in più rispetto a uno degli ultimi ritardatari di sempre, ossia il numero 53 che non si è fatto vedere a Venezia per 182 estrazioni.

Torna il jackpot dei sogni
Con il Lotto tornano anche le puntate per centrare il 6 al Superenalotto che riparte dopo la pausa forzata del coronavirus dall’estrazione di sabato 21 marzo 2020 con un jackpot da 36 milioni di euro. Lontani certo dai 209 milioni vinti proprio a Lodi, dove l'emergenza sanitaria ha avuto ufficialmente inizio, il 13 agosto del 2019. Come ha sottolineato a Il Sole 24 Ore lo stesso direttore dei Monopoli la chiusura si era resa necessaria per rispettare misure di distanziamento sociale e, nella fase più critica dell'emergenza, che gli appassionati del gioco uscissero di casa per una giocata in tabaccheria o ricevitoria.

Lockdown salato per l'Erario
Lo stop al gioco pubblico è costato caro anche allo Stato. Con la sospensione immediata con l'inizio del lockdown dei giochi fisici svolti nelle sale dedicate come le new slot e le Videolottery, o ancora il Bingo, cui si sono aggiunte subito le scommesse sportive, anche perché prive di eventi su cui puntare, e poi il Lotto e il Superenalotto fermati direttamente con provvedimento dei Monopoli, le perdite di gettito se rapportate all'anno potrebbero raggiungere 1,6 miliardi in meno rispetto ai circa 14 miliardi incassati dallo Stato nel 2019. Nel primo trimestre, gennaio-marzo, le minori entrate sono state pari a 427 milioni con un calo rispetto al primo trimestre del 2019 è stato di circa il 44 per cento. Staccare la spina alle slot (Awp) e alle Videolottery è costato allo Stato circa 300 milioni di cui 200 con lo spegnimento delle Vlt e i restanti con lo stop alle slot. La chiusura delle sale Bingo è costata all'Erario 10 milioni di euro, altri 100 milioni di perdita di gettito sono legati alle lotterie (pure se rimaste aperte con la vendita del gratta&vinci) e ancora altri 20 con la sospensione del Superenalotto. Dal gioco on line, soprattutto per l'assenza di competizioni sportive, il recupero di entrate nel primo trimestre è stato modesto e par i a 15 milioni di euro.

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