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Lampedusa, in 161 salvati su barcone. Tornano nel Mediterraneo 5 navi delle Ong

Manca poco alla presentazione del decreto annunciato dal governo nelle prossime settimane sul cosiddetto codice di condotta delle Ong. Naufragio a largo di Lampedusa, morta una bimba

Aggiornato il 19 dicembre 2022 alle ore 11:35

(ANSA)

4' di lettura

Un nuovo salvataggio nel Mediterraneo è stato effettuato la scorsa notte dalla ong Emergency con la nave Life Support, la quale ieri mattina aveva già ricevuto l’autorizzazione per lo sbarco nel porto di Livorno a seguito di un altro soccorso di naufraghi. Intorno alle 4.30 la Life Support, inizialmente diretta al porto toscano, ha messo in salvo altre 72 persone nella zona Sar maltese-tunisina. Sono ora in tutto 142 i migranti a bordo. Il secondo soccorso non sarebbe compatibile con le regole del nuovo codice di condotta delle ong, non ancora in vigore, a cui sta lavorando il Governo.

Lampedusa, in 161 salvati su barcone

Un barcone alla deriva, con a bordo 161 migranti, è stato soccorso la notte scorsa al largo di Lampedusa dalla Guardia costiera. Il gruppo era composto da uomini originari di Siria, Pakistan, Etiopia, Bangladesh ed Egitto. Secondo quanto hanno riferito dai migranti, il peschereccio è partito da Zwara, in Libia, alle 2 di venerdì scorso e hanno pagato, per la traversata, dai 500 mila ai 700 taka i bengalesi e 3000 dollari gli etiopi. Tutti sono stati portati all’hotspot di contrada Imbriacola dove al momento ci sono 254 ospiti. E’ l’ennesimo sbarco nell’isola, a poche ore dal naufragio di altri migranti, dove una bimba di due anni è morta dopo essere stata trasportata già in gravi condizioni al poliambulatorio.

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Tornano nel Mediterraneo le navi Ong

Sono almeno cinque le imbarcazioni di altrettante Organizzazioni non governative tornate a navigare in mare in questi giorni per effettuare operazioni di salvataggio dei naufraghi al largo del Mediterraneo, quando manca poco alla presentazione del decreto annunciato dal governo nelle prossime settimane sul cosiddetto codice di condotta delle Ong. Si tratta della tedesca Rise Above e la panamense Life Support, che sbarcano con i migranti in queste ore a Gioia Tauro e Livorno, e la tedesca Sea Eye 4, a cui si aggiungono il veliero britannico Astral di Open Arms e la nave norvegese Ocean Viking di Sos Mediterranée appena salpata.

La tedesca Sea Eye non ancora sbarcata

La norvegese Geo Barents di Medici Senza Frontiere ripartirà subito dopo Natale mentre non si esclude che in seguito possa essere raggiunta anche dalle tedesche Humanity 1 e Louise Michel, che hanno appena terminato missioni con sbarchi a Bari e Lampedusa e sono attualmente ferme in Spagna assieme alla iberica Open Arms Uno. La Sea Eye 4 dell’omonima ong, che batte bandiera tedesca, ha a bordo 63 migranti soccorsi nelle ultime ore. Tra questi ci sono anche quelli recuperati dalla nave Rise Above (anch’essa tedesca e di Mission Lifeline) che, dopo aver fornito alle persone giubbotti di salvataggio e stabilizzato la situazione, le ha fatte salire sulla Sea Eye. Le autorità italiane hanno assegnato Livorno come porto di sbarco. Ma sembra che la nave al momento abbia cambiato rotta per eseguire un altro salvataggio.

Alla Life Support di Emergency assegnato il porto di Livorno

La Rise Above, che in seguito ha effettuato un altro salvataggio, ha poi ricevuto l’autorizzazione dalle autorità italiane per lo sbarco nel porto di Gioia Tauro di 27 siriani, di cui 9 donne, 2 bambini, 3 anziani e 1 minore non accompagnato. Alla Life Support di Emergency, che batte bandiera panamense, è stato invece assegnato il porto di Livorno dopo il soccorso di 70 naufraghi in zona sar libica. Tra i superstiti ci sono 5 donne di cui una incinta al settimo mese, 2 bambini al di sotto dei 2 anni di età e 24 minori non accompagnati a partire dai 13 anni. Provengono da Somalia, Egitto, Costa D’avorio, Camerun, Burkina Faso, Mali.

Open Arms Uno di nuovo in mare entro Natale

È in mare anche la Astral, che batte bandiera del Regno Unito, è una delle navi di Open Arms ed è impegnata soprattutto nelle operazioni di monitoraggio. Le ultime tre navi che hanno terminato le proprie missioni in questi giorni sono state le tedesche Humanity 1 di Sos Humanity (con 261 migranti provenienti soprattutto da Camerun, Egitto, Siria e Costa d’Avorio) e la Louise Michel dell’omonima ong (aveva a bordo 33 migranti di nazionalità egiziana), che hanno sbarcato i propri naufraghi rispettivamente a Bari e Lampedusa. Le due navi sono ferme in Spagna assieme alla iberica Open Arms Uno dell’omonima ong, la quale ha annunciato che riprenderà la navigazione in mare entro Natale. La norvegese Geo Barents di Medici Senza Frontiere, sbarcata a Salerno (con 248 migranti da Camerun, Eritrea, Costa d’Avorio e altri paesi africani) è ferma ad Augusta e ripartirà subito dopo Natale.

Naufragio a largo Lampedusa, morta bimba

Intanto va registrato un nuovo naufragio: 43 sono stati soccorsi al largo di Lampedusa. Ma è deceduta al Poliambulatorio di Lampedusa una bambina di cinque anni che era sulla barca affondata. La piccola viaggiava con la madre. A soccorrere i migranti sono stati i militari della Capitaneria di porto. Non vi sarebbero dispersi, secondo quanto emerge al momento.

Decreto ong: fare domanda su nave, accoglimento paese bandiera

Intanto, a quanto risulta in merito al codice di condotta per le ong (che sarà contenuto in un decreto previsto nelle prossime settimane) i soccorritori dovranno chiedere immediatamente ai soggetti a bordo, che sono stati messi in salvo, la manifestazione di interesse sull’eventuale domanda di protezione internazionale dei migranti, affinché sia il Paese di bandiera della nave a farsi carico dell’accoglimento del migrante dopo lo sbarco. Inoltre, secondo un’altra norma del codice, nel caso di intervento in area Sar, i soccorritori dovranno chiedere immediatamente un porto di sbarco, verso il quale la nave sarà tenuta a dirigersi immediatamente dopo il salvataggio, senza restare giorni in mare in attesa di altri possibili soccorsi.


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