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Torneremo ad approfondire l’arte, parola di Emanuel Layr

Taglio del 50% del business e dei costi. Il tempo ci dà spazio per studiare le opere, mi manca l’Italia

di Silvia Anna Barrilà

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Cécile B. Evans A Screen Test for an Adaption of Giselle, 2019 HD Video8:49 min Ed. 5 + 2 AP

Taglio del 50% del business e dei costi. Il tempo ci dà spazio per studiare le opere, mi manca l’Italia


5' di lettura

Il gallerista di Vienna Emanuel Layr con uno spazio anche a Roma, ha affrontato la crisi tagliando i costi e grazie all'aiuto di alcuni collezionisti fedeli. Nonostante le difficoltà per le produzioni interrotte, lo shutdown è stato per lui anche un momento di riflessione, per concentrarsi maggiormente sull'arte e tornare ad una dimensione di studio.

Quali sono stati gli effetti di Covid-19 sul business dell'arte?
Gli affari sono diminuiti drasticamente, tutto ciò che accade ora in termini di vendite si basa su conversazioni avvenute precedentemente. Ovviamente non ci sono le mostre, ma penso che il problema principale sia il fatto che le istituzioni e le grandi collezioni private hanno problemi finanziari oppure sono troppo impegnate in misure di ristrutturazione.
Naturalmente anche i collezionisti con budget più limitati sono preoccupati e molto esitanti con gli investimenti non essenziali. Ho la sensazione che alcuni clienti si stiano riaffacciando, ma non è facile comunicare opere più complesse attraverso la comunicazione online. Solo un certo tipo di arte è adatto.

Lili Reynaud-Dewar Untitled (Autumn 2019), 2020 Alluminio 140 x 50 x 72 cm Ed. 1 + 1 AP

In che modo la tua galleria ha affrontato la crisi?
Dopo il primo shock, ho fatto di tutto per ridurre i costi. Ci è voluto un po' di tempo per adattarci all'home office, ai nuovi programmi e alla comunicazione interna. Ora cerchiamo di fare del nostro meglio. Mi piacciono tutte queste nuove idee che fluttuano intorno a noi e ne sono impressionato, perché davvero per me non è il momento di reinventare qualcosa di grosso. Inoltre non voglio allontanarmi toppo da quello che faccio, spero che le opere, gli artisti e la galleria rimangano al centro di questa attività commerciale. Ciò che abbiamo capito è che dobbiamo diventare più precisi, rallentare, concentrarci su singole opere e idee. È importante ora e lo sarà molto probabilmente ancora di più in futuro.

Quali misure hai adottato per mitigare le conseguenze negative del blocco sull'attività della galleria?
Riduzione dei costi, rinegoziazione dell'affitto, meno mostre, ricerca di nuove collaborazioni, piattaforme condivise.

Matthias Noggler Untitled, 2019 Gouache e matita su carta 42 x 59 cm

Hai ricevuto aiuti dallo Stato o incentivi a sostegno dei dipendenti?
Non in relazione alla crisi. Non ci sono aiuti da parte dello Stato per le gallerie. Ci sono alcune misure per riorganizzare i sistemi It. Ma sono per le piccole imprese sotto i 10.000 euro. Ho un team meraviglioso che ha tanto lavoro e non posso metterlo in cassa integrazione. Le gallerie si trovano in una situazione difficile: svolgiamo un lavoro culturale, ma non siamo considerate istituzioni culturali. I governi ci vedono più come imprese, anche se sosteniamo gli artisti e offriamo mostre a ingresso gratuito tutto l'anno. Come impresa, siamo troppo piccoli per giovare degli aiuti alle aziende in quanto a dipendenti o prestiti, ecc.

Stano Filko Dalla serie Seven chakra colors (Nothing at all - Filko), c. 1990Pennarello e penna su carta 48 x 67 cm

A quante fiere dovevi partecipare? Hai dovuto sostenere qualche costo nonostante l'annullamento della fiera?
Finora l'unica fiera annullata alla quale avrei dovuto partecipare era Art Basel Hong Kong . La prossima fiera sarebbe stata Art Basel a Basilea, che ora è stata rinviata a settembre. La galleria, insieme agli artisti, ha prodotto opere d'arte o messo da parte opere molto speciali per queste occasioni. Per esempio un'importante opera storica di Stano Filko che non posso e non voglio mostrare prima della fiera, anche perché non è così facile capire il lavoro senza vederlo dal vivo. Lena Henke è nel mezzo di una produzione più ampia che avevamo programmato di mostrare a Basilea a giugno, stessa cosa per Cecile B. Evans. Ora dovranno aspettare. Giovani Carmine, il nuovo curatore di Unlimited a Basilea, ha selezionato un'installazione di grandi dimensioni di Philipp Timischl. I 30 schermi a LED per questo lavoro sono appena stati consegnati. E ora? Tutte queste opere possono essere anche mostrate più avanti, non sono lavori stagionali. Il problema è che tutti abbiamo investito nel prepararli e non saremo in grado di mostrarli o venderli a breve termine. Fortunatamente possiamo aspettare un po', ma la domanda è: quanto?!
Mi sento ancora fortunato a non aver programmato altre fiere prima dell'autunno. Ad essere sincero dovrò vedere come si svilupperà la situazione prima di impegnarmi in altre fiere, perché ciò che aiuta di più ora è mantenere i costi molto bassi. Per le fiere sarà difficile convincere le gallerie se c'è anche un minimo rischio. E temo che ciò valga per tutte ora tranne che Art Basel a Basilea. Ma per il momento nessuno può dire se le fiere in autunno si terranno. Se tutto va bene, potrei pensare di partecipare ad una seconda fiera in autunno.

Tillman Kaiser Vampier als Espressomaschine, 2005 Cartone, lamiera stagnata 66 x 50 x 50 cm

Quale sarà il modo di apprezzare l'arte dopo Covid-19? Galleria, online, in fiera?
Penso e spero che la galleria sarà di nuovo il luogo più importante. L'esperienza che ho fatto ora è che aiuta molto avere mostre più lunghe. Abbiamo cercato di aggiornare e intensificare la nostra presenza online, il nostro sito, mettendo online più materiale come testi, libri, video: i social media svolgono un ruolo più importante ora e penso che sia stato bello migliorare queste cose e ne avremo sicuramente bisogno anche in seguito. Ma dopo un approccio piuttosto isterico all'inizio della quarantena, mi sono reso conto che preferisco investire nel parlare con gli artisti, guardare più in profondità nel loro lavoro, rileggere i testi, cercare di capire meglio cose e contesti. Mi sono reso conto che mi mancavano alcune cose negli ultimi anni o che si legge troppo velocemente. Voglio concentrarmi nuovamente sulle opere d'arte e condividere questa esperienza nel miglior modo possibile. Quindi alla fine spero che mi piacerà ancora di più l'arte per poterla trasferire agli altri. Forse in passato sono state prodotte troppe opere d'arte. Nel 2021 vedremo esposti molti lavori del 2019 e sarà bello! Non ci vergogneremo più di rispondere alla domanda sul perché quest'opera del 2018 o 2019 non è ancora stata venduta.

I tuoi collezionisti hanno acquistato o mostrato interesse per l'arte online in questo periodo?
Sì, anche se non troppo. Non me lo aspettavo, ma ci sono state persone fantastiche, ad esempio una coppia di collezionisti tedeschi che mi ha contattato per un lavoro che volevano da tempo, dicendomi che pensavano che poteva essere proprio ora il momento giusto per acquistarlo. Lo hanno comprato e pagato subito. Un gesto totalmente inaspettato, mi ha toccato molto. Questo è successo nella prima settimana dello shutdown. Ho avuto altre reazioni simili da collezionisti svizzeri che hanno comprato un bel lavoro di Timschl inviato tramite Fedex la stessa settimana. Queste sono storie che non dimenticherò mai, perché all'inizio pensavo che non avrei mai più venduto un'opera. Gli affari sono comunque in calo del 50%, ma l'ottimismo è tornato.

Come vivono i tuoi artisti in questo momento?
Penso che tutti siano preoccupati e alcuni resistano meglio di altri. Inoltre, solo alcuni possono trarre profitto dalla situazione, ripensando alcune cose. In termini di prassi, ciò dipende in realtà dal loro modo di lavorare, ma anche dalla loro situazione specifica. Alcuni nel mezzo della preparazione delle mostre non sanno se la loro mostra verrà rinviata o addirittura cancellata. Penso che sia una cosa terribile non avere la certezza, mentre altri hanno dovuto smettere per esempio le produzioni cinematografiche in cui sono coinvolte altre persone. Di sicuro è complicato per tutti in modi diversi.

E la tua galleria a Roma?
Al momento è chiusa e io purtroppo non posso andare in Italia. Volevamo inaugurare la mostra di Matthias Noggler ad aprile, ma sfortunatamente non è più possibile. Finché non potrò viaggiare tra Roma e Vienna, non posso fare mostre. Vedremo che cosa succederà. Mi mancano molto Roma e l'Italia.

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