ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùGLI EFFETTI DEL CORONAVIRUS

Torri, cantieri in ritardo per il virus

I grattacieli in costruzione a Milano sono fermi per il lockdown. Per i più ottimisti le consegne slitteranno di due mesi

di Paola Dezza

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I grattacieli in costruzione a Milano sono fermi per il lockdown. Per i più ottimisti le consegne slitteranno di due mesi


2' di lettura

Città ferme, cantieri chiusi, immobiliare allo stop. Una frenata inattesa indotta dall’emergenza sanitaria che tocca tutti i comparti del real estate, da quello abitativo alle agenzie immobiliari, dal retail agli hotel. I cantieri fermi portano anche ritardi nella consegna delle costruzioni attualmente in atto. Quale sarà dunque il futuro delle numerose torri attese a Milano? Come cambieranno i tempi di consegna?

È innegabile che ci saranno dei ritardi, tutto dipenderà da quando finirà il lockdown. È anche vero che, secondo molti, se la crisi durerà ancora settimane molti lavoreranno ad agosto. Una volta ripartiti i cantieri si cercherà di rispettare i tempi. «Sicuramente dobbiamo mettere in conto circa due mesi di ritardo nei lavori» dice Mario Breglia, presidente di Scenari Immobiliari. Nella migliore delle ipotesi. Lo spostamento del termine finale della chiusura peggiora chiaramente lo scenario.

È fermo quindi il cantiere della torre Unipol a Porta Nuova, torre che sarà l’headquarter della compagnia assicurativa entro la metà del 2022 (data prevista di consegna prima della crisi coronavirus). La torre avrà 23 piani e sarà alta 120 metri di altezza, con i quali andrà ad arricchire il già nutrito numero di torri in città.

Poco lontano fino a circa un mese fa si lavorava alacremente per portare a termine entro il 2020 Gioia22, il grattacielo che Coima sta realizzando per conto dell’investitore Adia, il fondo sovrano di Abu Dhabi. Fermo oggi al tetto.
Dalla società fanno sapere di «essere attivi sul fronte della supervisione insieme ai professionisti incaricati la predisposizione da parte delle imprese generali dei protocolli di sicurezza e salute per i lavoratori al fine di riavviare tempestivamente i cantieri non appena terminerà il fermo cantieri adottando ogni più opportuna modalità».

Si dicono certi di rispettare i tempi del trasloco da Pwc, la società di consulenza che si trasferirà da ottobre 2020 nella terza torre del complesso Citylife a Milano. «La Torre sarà dichiarata agibile da luglio (data del collaudo) - dicono dalla società - e i lavori dovrebbero finire per giugno». All’esterno mancano pochi vetri per terminare la corona e all’interno il 75% dei piani è già terminato.

Ci sono anche torri residenziali in costruzione, come I giardini d’inverno in via Pirelli. China Investment, joint venture italo-cinese, sta realizzando appartamenti in una torre di 15 piani, tutti con serre per le piante che sostituiscono i classici terrazzi.

Torre Milano è un edificio residenziale che sta salendo nella zona Maggiolina.
«A oggi siamo abbastanza in linea con i tempi, ma è difficile fare ora previsioni - dice Stefano Rusconi, consigliere delegato di Impresa Rusconi -. È necessario capire non solo quando sarà consentito riavviare le lavorazioni ma se, anche allora, tutta la filiera che ruota intorno a un cantiere, sarà totalmente attiva».

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  • Paola Dezzavice caposervizio

    Lingue parlate: inglese, francese

    Argomenti: mercato immobiliare, architettura, finanza immobiliare, lifestyle, turismo, hotel e ospitalità

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