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Toscana: il vino di Carlo Magno si allea con l’università

di Augusto Grandi

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2' di lettura

Da un lato una famiglia arrivata in Toscana nel Trecento, la Venerosi Pesciolini, discendente da un conte franco paladino di Carlo Magno. Dall’altra la storica Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, un istituto universitario la cui origine risale al Settecentoquando il granduca Pietro Leopoldo di Lorena istituì il Conservatorio di Sant’Anna. Ora le due realtà hanno dato vita ad una operazione di cobranding, con il lancio di tre vini rossi prodotti dalla Tenuta di Ghizzano che fa capo per la conduzione a Ginevra Venerosi Pesciolini: il Ghizzano Igt e il Doc Terre di Toscana nelle versioni Veneroso e Nambrot (il nome del paladino). Tutti con i marchi della tenuta e dell’ateneo.

La Tenuta di Ghizzano è nel territorio di Peccioli (Pisa) e si estende su circa 350 ettari, ma solo 18 sono in produzione a vigneto mentre 25 sono a oliveto, 150 destinati a colture cerealicole ed il resto a boschi e pioppeti. Il fatturato sfiora i 700mila euro e la produzione di vino si aggira intorno alle 70mila bottiglie, oltre la metà destinate ai mercati internazionali. Dall’America del Nord al Giappone, dalla Russia alla Francia, dalla Germania alla Gran Bretagna.

Ginevra Venerosi Pesciolini ha deciso di puntare sull’agricoltura biodinamica, non solo per quanto riguarda il vino, ma anche per l’olio biologico. Continua ricerca, continua sperimentazione. Ed anche questo spiega lo stretto legame con un ateneo che della ricerca continua ha fatto l’elemento di successo. E la ricerca di Ginevra ha portato anche alla riscoperta dei vasi vinari utilizzati dai romani, dai fenici, ma anche in Georgia. Dall’opus signinum romano si è così passati al “cocciopesto drunk turtle”, ottenuto dall’impasto crudo di cocci laterizi macinati, frammenti lapidei, sabbia, legante cementizio ed acqua. Ed il vino Veneroso sarà affinato in queste anfore per rispettare il Sangiovese riducendo il più possibile l’influenza del tannino. Attualmente il Veneroso è prodotto in 25mila bottiglie mentre 30mila sono di Ghizzano rosso, 6mila di Ghizzano bianco, 8mila di Nambrot e le bottiglie restanti sono di passito.

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