Ciclismo

Tour de France: Van der Poel maglia gialla nel nome del nonno Poulidor

Mathieu Van der Poel ha vinto la tappa del Mur de Bretagne e conquistato come un predestinato la leadership. Sul traguardo ha indicato il cielo con un dito

di Dario Ceccarelli

L’arrivo al traguardo di Mathieu Van Der Poel (Ap)

2' di lettura

Chissà, dalla sua beata nuvoletta da cui si gode il Tour, cosa avrà pensato il vecchio Raymond Poulidor quando ha visto quel fenomeno di suo nipote, Mathieu Van der Poel, vincere in bellezza la tappa del Mur de Bretagne e conquistare come un predestinato la maglia gialla.

Un fenomeno pieno d'affetto e di gratitudine, questo Mathieu, perché la prima cosa che ha fatto, tagliando il traguardo, è stata quella di indicare il cielo con un dito, ben sapendo che nonno Poupou, oltre le nuvole, era diventato il nonno più felice del mondo. Un nonno storico del ciclismo, tenace avversario di Jacques Anquetil, che nonostante sia salito otto volte sul podio della Grande Boucle, non è mai riuscito in carriera a conquistare l'agognata maglia gialla.

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Il nonno, amatissimo eterno secondo

Che lo chiamassero “eterno secondo” in fondo gli importava poco. Che Il grande Jacques Anquetil lo sfottesse, pure. Ci aveva fatto il callo. Ma quella maglia gialla sempre sfuggita per un capello invece gli aveva fatto molto male. «Glielo avevo promesso quando è morto due anni fa» ha detto Mathieu in lacrime poco dopo l'arrivo. «Ci tenevo, perchè è sempre stato il mio eroe, un grandissimo. Quando ho capito d'aver vinto, ho pensato subito a lui. È una emozione fortissima, faccio perfino fatica a parlare» ha concluso Van der Poel al suo debutto al Tour e molto atteso in queste prime tappe in terra di Bretagna.

Per onorare il nonno, voleva vincere subito la prima, ma 24 ore di ritardo in fondo non sono nulla. Soprattutto a missione compiuta. E quando si tocca il cielo con un dito.

È una bella storia, quasi una favola piena di corsi e ricorsi, questa di Mathieu, che per chi non lo sapesse è anche figlio di Adrie Van Der Poel, importante corridore olandese degli Anni Ottanta che aveva sposato Corinne, la figlia di Poulidor, morto a 83 anni dopo aver vinto 181 corse in 17 anni di professionismo.

Campione multitasking

Se il nonno è stato un grande, e amatissimo dai francesi, Mathieu, 26 anni, olandese ma nato in Belgio a Kappelen, in questo strano ciclismo moderno e globalizzato rischia di fare perfino meglio. Lo si è visto bene per l'autorità con cui, a circa 800 metri dal traguardo, su uno strappo taglia gambe, è andato a prendere il nostro Sonny Colbrelli per poi staccare il mucchio selvaggio dei big guidati da Tadej Pogacar e Primoz Roglic, i grandi favoriti del Tour arrivati a 6 secondi dal vincitore. Un'azione devastante, quella di Vdp, che grazie anche agli abbuoni, gli ha permesso di sfilare la maglia gialla al francese Alaphilippe, vincitore della prima tappa.

Cacciatore di classiche, fortissimo anche nel cross e nella mountain bike, Van der Poel è un campione multitasking del nuovo millennio che svaria da una specialità all'altra senza farsi troppo condizionare. Un fenomeno che vince divertendosi, cosa non facile in questo ciclismo super programmato e super computerizzato.Tra i suoi programmi ci sono anche le Olimpiadi. Ora che ha conquistato la maglia gialla, potrà lasciare il Tour con maggiore serenità per andare a Tokyo. Con il consenso del nonno, naturalmente.

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