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Toyota investe 14 miliardi nelle batterie

Spinta sull’innovazione

di Giulia Paganoni

2' di lettura

Forti investimenti nell’auto elettrica e una spinta nella produzione di batterie per il cui sviluppo ha stanziato circa 14 miliardi di euro, molti dei quali andranno sul fronte della celle a stato solido che rappresentano lo step futuro delle e-car. Ecco la strategia del gruppo Toyota (che include Lexus, il portabandiera dell’elettrico nel gruppo). Il colosso insieme da altre aziende si sta muovendo anche in collaborazione con aziende tech giapponesi.

L’ultimo annuncio, in ordine di tempo, è arrivato dal Salone di Shanghai di aprile, dove il marchio giapponese ha presentato il crossover 100% alla spina sviluppato insieme a Subaru. Il bZ4X Ev sarà la base che porterà all’introduzione di 15 nuovi veicoli elettrici entro il 2025. Questo sarebbe un piccolo passo rispetto alla prevista gamma di 70 modelli in arrivo per Toyota che includerà anche ibridi e a idrogeno, ma dimostra che forse alla fine anche Toyota ha accettato di giocarsi le proprie chance sulle vetture Ev.

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Oltre all’elettrificazione, Toyota sta diffondendo anche lo stile offroad, infatti Yaris, Corolla e Rav4 sono stati presentati anche in versione Cross, che enfatizza la presenza su strada.

Ma, nonostante questo, la transazione energetica crea anche qualche dubbio. Il numero uno del gruppo Toyota e presidente dell’associazione dei costruttori giapponesi, Akio Toyoda, mette in luce nuovamente delle perplessità verso la diffusione delle auto elettriche mantenendo un approccio scettico e pragmatico.

I dubbi del Ceo derivano principalmente da tre punti: in primo luogo, ai costi di gestione di un Bev che sono più alti rispetto a un veicoli ibrido alla spina, quest’ultimo in grado ancora di enormi potenzialità di sviluppo. In secondo luogo, la transizione energetica mette a rischio milioni di posti di lavoro. Infine, va ricordato che in Giappone, come in Europa e in America, la produzione di elettricità è ancora oggi fortemente legata al carbone, al gas naturale e ai combustibili fossili. In Europa, infatti, la quota di energia derivante dal termoelettrico è pari a circa il 45% del totale, mentre il 12% deriva dal nucleare che tuttavia non è considerata una fonte rinnovabile. Insomma anche le auto elettriche non sarebbero carbon neutral.

I motori termici quindi saranno sempre una nicchia importante per il mercato ma Toyota guarda al futuro anche con le lenti delle celle a combustione a idrogeno. Ricordiamo infatti che Toyota insieme ai coreani di Hyundai e Kia sono gli unici a vantare questa tecnologia.

Il punto di fondo del passaggio all’elettrico riguarda la neutralità carbonica, obiettivo a cui punta il mercato giapponese. Ma, come sottolineato da Toyoda, nel raggiungere la neutralità carbonica, il nemico è l’anidride carbonica, non la combustione interna. Bensì è necessario mettere in campo delle iniziative sostenibili che siano in linea con le situazioni nei vari paesi e regioni.

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