Automotive

Toyota, jv tutta giapponese per le piccole kei car e camion

Alleati Suzuki, Daihatsu, Isuzu e Hino. Al primo gruppo mondiale dell’auto il 60%. «Mini-veicoli importanti nella realizzazione di una società carbon neutral»

di R.Fi.

Una key car Daihatsu

2' di lettura

Alcuni tra i maggiori gruppi automobilistici giapponesi si mettono insieme nel settore delle piccole auto elettriche. L’annuncio è arrivato oggi in una conferenza stampa in cui i gruppi hanno comunicato la creazione di una jv commerciale. Nel dettaglio Toyota - che in questa operazione fa la parte del leone - avrà una quota del 60% della Commercial Japan Partnership (capitale 91mila dollari) mentre i gruppi Suzuki (nel 2019 c’è stato uno scambio azionario con Toyota che ha acquisito il 5% e Suzuki lo 0,2%), Daihatsu (che dal 2016 è al 100% di Toyota), Isuzu (di cui Toyota ha acquisito un pacchetto azionario del 4,6% in marzo) e Hino (veicoli commerciali, camion e bus; acquisita sempre da Toyota nel 2001; dal 2018 ha una partnership strategica con Traton, gruppo Vw) manterranno una quota di partecipazione pari al 10% ciascuna.

La joint venture consentirà di incrementare lo sviluppo di mini-veicoli elettrici, le key cars un segmento automobilistico molto popolare in Giappone, che rappresenta quasi il 40% dei veicoli in circolazione nel paese, utilizzati in città soprattutto per le consegne. Sono una versione orientale delle micro car ed hanno motori da 660 centimetri cubici o 47 Kw nella versione elettrica.

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«I mini-veicoli possono svolgere un ruolo importante nella realizzazione di una società carbon neutral e nella diffusione delle nuove tecnologie automobilistiche (veicoli elettrici, connessi, condivisi e autonomi, ndr), ma in questa epoca di profonde trasformazioni, ci sono molte sfide che i produttori di mini-veicoli non possono affrontare da soli», hanno sottolineato le case automobilistiche nella nota congiunta. Toyota detiene anche la maggioranza del capitale del produttore di camion Hino e a marzo ha acquisito il 4,6% di Isuzu, gruppo giapponese specializzato in veicoli commerciali leggeri.

Il numero uno di Toyota, Akio Toyoda, ha riconosciuto che le aziende coinvolte sono rivali, ma devono collaborare a vantaggio dei clienti, riducendo i costi e aumentando l’efficienza. I modelli Kei non sono adatti all’export in Occidente ma hanno un potenziale per altre aree dell’Asia, come l’India, dove Suzuki è uno dei principali attori. Toyota e Suzuki hanno una partnership nel settore delle utilitarie dal 2016 e hanno una partecipazione azionaria incrociata dal 2019. Il presidente della Suzuki Toshihiro Suzuki ha affermato di considerare il kei come «opere d’arte» cruciali per la società giapponese. «Sono stato felice di apprendere che il presidente Toyoda ha la mia stessa visione», ha commentato Suzuki.

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