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Toyota Mirai atto secondo: come cambia e quando arriva la nuova elettrica a fuel cell

Nonostante una rete di di rifornimento molto carente sia a livello mondiale salvo che in Giappone, California e in Nord Europa Toyota continua a credere nell'idrogeno con il debutto della seconda generazione della berlina alimentata celle a combustibile

di di Corrado Canali

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Nonostante una rete di di rifornimento molto carente sia a livello mondiale salvo che in Giappone, California e in Nord Europa Toyota continua a credere nell'idrogeno con il debutto della seconda generazione della berlina alimentata celle a combustibile


2' di lettura

Attesa da tempo, debutta la nuova Toyota Mirai, la berlina Fcev (Fuel Cell Electric Vehicle) considerata il riferimento per le vetture a idrogeno.

La seconda generazione cambia innanzitutto a livello estetico, riproponessi come una berlina più filante e con forme più armoniose rispetto alla prima generazione lanciata nel 2014.

Basata sulla piattaforma modulare Tnga, ma nella versione che prevede la trazione posteriore, mentre prima era a trazione anteriore, la Mirai “atto secondo” è lunga 4.975 mm, larga 1.885 mm e alta 1.470 mm.

In aggiunta è ora omologata per ospitare cinque persone anziché quattro, grazie a una nuova disposizione dei serbatoi che ora sono tre in totale, uno lungo e due più corti tanto da contenere fino a un chilo di idrogeno in più. Al punto che l'autonomia sale del 30%, superando di molto i 500 km della prima generazione grazie anche ad un miglioramento dell'efficienza del sistema propulsivo.

I tecnici giapponesi hanno, poi, lavorato per migliorare la reattività del propulsore che si annuncia più rapido nel rispondere alle sollecitazioni dell'acceleratore.

E veniamo all'abitacolo che come l'esterno è stato protagonista di una vera e propria rivoluzione. A dominare la plancia è, infatti, il nuovo schermo da 12,3”, affiancato da un quadro strumenti digitale che riporta tutte le principali informazioni sul funzionamento del sistema propulsivo, oltre a diversi altri dati. Sia il guidatore che il passeggero anteriore sono separati dalle particolari forme della plancia che si fonde in un tunnel centrale con un supporto sul quale sono integrati i comandi per la gestione della trasmissione.

Da segnalare poi che già per la fine di quest'anno la Mirai potrebbe arrivare sui mercati internazionali, a partire da Giappone, Stati Uniti ed Europa. A che prezzo è presto ipotizzarlo, anche se si può supporre possa essere inferiore ai 100mila euro, sia pure non di molto.
Quanto alla possibile espansione della rete di rifornimento in Italia c'è da registrare che oltre al distributore di Bolzano formalmente non aperto ai privati, visto che è stata concepito per servire esclusivamente gli autobus e più in generale i veicoli ad idrogeno delle società pubbliche, un secondo è in arrivo a Milano grazie un accordo fra ENI e Toyota e un altro ancora, ma più avanti, potrebbe materializzarsi anche aVenezia dove da tempo la stessa Toyota ha attivato da tempo un esclusivo car sharing a vocazione eco-sostenibile.

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