AUTO ELETTRICHE

Toyota Mirai, come va l'auto a idrogeno di seconda generazione

Al volante della nuova Fcev (fuele celle electric vehicle) realizzata da Toyota.

di Nicola Desiderio

5' di lettura

MILANO - La Toyota Mirai arriva alla seconda generazione per riaffermare un messaggio: l'ultima frontiera della mobilità è l'idrogeno, secondo il costruttore di Nagoya. Non per nulla, il nome significa “futuro” in giapponese. Dunque prima di tutto un simbolo, ma assai meno della precedente, a cominciare dallo stile.

Se la prima infatti mimava con le sue forme il movimento dell'acqua – la miniera naturale dal quale l'idrogeno può essere estratto ritornandovi in forma di vapore acqueo – la nuova è una elegante coupé 4 porte lunga 4.975 mm (+85), più larga (+70 mm) e nettamente più bassa (-65mm). Il passo è cresciuto di 140 mm e le ruote sono montate su cerchi da 19 o da 20 pollici. Dunque linee nettamente più dinamiche ed emozionali che segnalano un'altra novità fondamentale: la trazione posteriore. La piattaforma di partenza è la GA-L, la stessa delle Lexus LS e LC, le sospensioni sono multi-link su tutte e quattro le ruote e cambia completamente anche la disposizione di tutti gli organi elettrici, meccanici e chimici oltre che dei serbatoi.

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Lo stack di fuel cell, dove l'idrogeno viene fatto incontrare con l'ossigeno contenuto nell'aria per produrre a bordo l'energia elettrica, è posizionato infatti ora sotto il lungo cofano e non sotto il pianale. Ha un numero di celle ridotto da 370 a 330, pesa il 42% in meno, ma la potenza passa da 114 a 128 kW (+12%) così che la sua densità di potenza è cresciuta da 3,5 a 5,4 kW/litro (+46%). Anche il compressore è più compatto del 30% e più leggero del 34%. La Mirai è anche la prima Toyota elettrificata con inverter al carburo di silicio: pesa 25,5 kg (-2,9 kg) ed è più efficiente del 10%. La batteria tampone è ora agli ioni di litio invece che al Ni-Mh ed è composta da 84 celle, pesa 44,6 kg (-2,3 kg), ha una capacità di 1,24 kWh e soprattutto una potenza superiore: 31,5 kW per 10 secondi invece di 25,5 kW, dando il proprio apporto effettivo sulla potenza totale del sistema che sale a 134 kW invece di 113 kW della precedente.

I serbatoi in materiale composito ora sono tre invece di due e la capacità in peso passa da 4,6 a 5,6 kg con un volume complessivo di 142 litri a 700 bar, ma con la capacità di sopportare pressioni fino a 2 volte e mezza quella soglia. Diversa anche la loro disposizione: uno sotto il bagagliaio, uno sotto il sedile posteriore e un altro posizionato longitudinalmente lungo il tunnel centrale. Il risultato è una vettura che ha prestazioni migliori (175 km/h, 0-100 km/h in 9 s.) e un'autonomia che cresce da 500 km a 650 km. I progressi più marcati riguardano però il baricentro, nettamente più basso e il bilanciamento delle masse, ripartite in modo paritario sui due assali. La Mirai denuncia 1.900 kg, peso poco più che normale per un'auto di queste dimensioni, da peso piuma per un'auto a trazione elettrica che ha l'altro vantaggio di poter fare il pieno in 5 minuti.

Decisamente cresciuto di tono anche l'abitacolo, sia per le forme sia per i materiali con alternanza di parti in grigio opaco, bianco e nero lucido. Ben studiata anche la disposizione di tutti gli elementi e i vani. La strumentazione digitale è supportata da un enorme head-up display e il sistema infotelematico ha uno schermo da 12,3 pollici, con piccoli pulsanti fisici sottostanti per richiamare le funzioni principali e visualizzazione organizzata attraverso schermate e tendina. Quelle più interessanti sono quella che mostrano i flussi di energia tra stack, motore, ruote e batteria e quella che invece mostra l'aria che la Mirai riesce a pulire. Lo stack infatti, per proteggere l'integrità delle sue preziose celle (che contengono metalli preziosi) ha un filtro catalizzato capace di catturare diversi inquinanti, tra cui il PM2.5, i NOx e i composti solforosi. Lo stack aspira 250-300 litri di aria al minuto e si calcola che in 10.000 km possa pulirne quella che un uomo respira in tutta la sua vita.

La dotazione di sicurezza comprende quanto di meglio Toyota offre attualmente sulle proprie vetture con il cruise control adattivo, con funzione stop&go, e la frenata automatica che, non solo vede i pedoni e di giorno anche i ciclisti, ma interviene anche alle intersezioni. Ci sono l'allerta per il traffico trasversale in retromarcia e l'angolo cieco e anche il sistema di evitamento dell'ostacolo, che interviene sullo sterzo per evitare l'impatto insieme alla frenata, il sistema di mantenimento della corsia, il riconoscimento dei segnali stradali e il monitoraggio dello stato di stanchezza del guidatore che, nel caso quest'ultimo non risponda agli avvisi visivi e sonori, interviene arrestando la vettura in sicurezza attivando la chiamata d'emergenza. Non eccezionale l'abitabilità per dimensioni, in particolare per chi siede dietro: il tunnel rende di fatto inutilizzabile la parte centrale del divano e c'è poco spazio per i piedi, in compenso ci sono i comandi dedicati per il sistema audio e la climatizzazione. Piccolo anche il bagagliaio: solo 362 litri.

La Mirai è auto che, anche psicologicamente, regala sensazioni particolari. Eccellente il comfort acustico grazie anche ai vetri stratificati e al sistema di soppressione attiva del rumore. Ottimo anche il lavoro delle sospensioni che, seppur prive di alcun controllo elettronico, assorbono le imperfezioni stradali offrendo al contempo un appoggio sicuro. Del resto, l'autotelaio della Mirai è nato per sopportare potenze ben superiori. Morbida l'erogazione, modificabile scegliendo una delle tre modalità di guida (Eco, Normal e Sport), accompagnata quasi impercettibilmente dal sibilo del compressore quando si preme di più sull'acceleratore. La manovrabilità è facilitata da un raggio di sterzata ridotto, dal sistema di visione perimetrico, dallo specchietto virtuale e dal sistema di parcheggio automatico. Omogenea la risposta dello sterzo e anche quella del pedale del freno, una delle migliori per un veicolo elettrificato. Curiosa la presenza del tasto H2O che permette di liberare il sistema dell'acqua residua.

La nuova Mirai è offerta in tre allestimenti (Pure, Essence e Essence+) con prezzi che vanno da 66mila a 76mila euro, dunque il 20% in meno rispetto a prima e meno sicuramente di un'auto elettrica di pari autonomia. Per la Mirai di terza generazione l'obiettivo è raggiungere il costo di un'auto full-hybrid. La seconda, tanto per cominciare, vuole decuplicare le oltre 11mila unità della precedente, un decimo delle quali in Europa dove ci sono in tutto 146 stazioni di rifornimento, una sola delle quali in Italia a Bolzano. Toyota ha stabilito accordi con Eni per nuove stazioni a Milano e a Venezia e le linee guida preliminari del piano nazionale per l'idrogeno prevedono un investimento di 2 miliardi e 40 stazioni. Il Green Deal dell'EU prevede un investimento di 470 miliardi di euro fino al 2050 e un ruolo strategico all'idrogeno per azzerare l'impronta di CO2 di tutto il Continente. Per questo, la visione dell'idrogeno di Toyota va oltre i veicoli e lo dimostra il sistema modulare di produzione dell'energia per utilizzi stazionari, presentato nei giorni scorsi, basato sulla stessa tecnologia della Mirai oltre che progetti già avviti in tutto il mondo che riguardano i treni, i veicoli commerciali, i bus e il trasporto pesante.

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