AUTO ELETTRICHE FUEL CELL

Toyota Mirai Concept, la nuova generazione della berlina a idrogeno fa il pieno in 5 minuti

La casa giapponese anticpa la prossima serie con una show car che sarà esposta settimana prossima al salone di Tokyo. Stile elegante e più sportivo, maggiore connettività a bordo e trazione posteriore per una guida coinvolgente. E in aggiunta ad un'autonomia aumentata del 30% fino ad oltre 600 km col pieno di idrogeno

di Corrado Canali


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2' di lettura

Con il lancio di Mirai, nel 2015 Toyota ha riaperto la “corsa” all'idrogeno, aprendo di fatto nuovi orizzonti per il settore automotive in tema di elettrificazione. Oggi Toyota, però, rilancia la sfida con la seconda generazione che debutterà al Salone di Tokyo in programma alla fine di ottobre. La vettura esposta ancora come concept, ma di fatto pronta per la produzione di serie che, infatti, sarà avviata entro il 2020 in vista del lancio all'inizio del 2021 porta in dote la tecnologia delle celle a combustibile (FcEv) su un nuovo livello.

Se, infatti, il modello attuale è diventato da subito un vero e proprio catalizzatore per sensibilizzare il pubblico all'impiego dell'idrogeno come soluzione ideale per un futuro sempre più pulito e sostenibile, vista la praticità di disporre di un'auto con un'autonomia di circa 500 chilometri e soprattutto con tempi di rifornimento di pochi minuti e con sole gocce d'acqua come emissione, lo step generazionale della nuova Mirai punta ancora più in alto.

Partendo dalla base di circa 10.000 Mirai vendute della prima generazione e offrendo però una base tecnica del tutto nuova e uno stile ancora più accattivante. Il nuovo design, infatti, si ispira a quello delle berline sportive in stile Lexus, mentre l'architettura è a trazione anteriore e dunque più sportiva, il tutto per offrire ancora di più un'auto con un maggiore appeal e piacere di guida.

Anche i nuovi interni confermazione la scelta di Toyota per la nuova Mirai. Oltre al pannello strumenti digitale standard da 8 pollici e al sistema di infotainment Toyota Premium Multimedia con touchscreen TFT da 12,3 pollici ad alta risoluzione, ci sarà, infatti, uno specchietto retrovisore digitale che visualizza le immagini riprese da una telecamera esterna.

Dal punto di vista dell'efficienza, inoltre, la seconda generazione Mirai promette di garantire il 30% di autonomia in più, fino ad oltre 630 km risultato del miglioramento delle prestazioni del sistema di celle a combustibile e da una maggiore capacità di stoccaggio dell'idrogeno. Come è noto a differenza delle normali auto elettriche, la Mirai genera la propria elettricità a bordo grazie ad un “miscela” di idrogeno e ossigeno. Le celle a combustibile sono infatti generatori chimici di energia elettrica che sfruttano il principio inverso a quello dell'elettrolisi dove la corrente elettrica scinde le molecole di acqua in idrogeno e ossigeno.

Al contrario, nelle fuel cell questi due gas reagiscono l'uno con l'altro producendo energia elettrica, liberando acqua. Una pila a combustibile è quindi composta da un elemento in cui idrogeno e ossigeno vengono a contatto creando una differenza di potenziali ai capi di un anodo e di un catodo separati, nei sistemi più moderni da una sottile membrana polimerica. E fu proprio il malfuzionamento di uno di questi generatori a far fallire la missione dell'Apollo 13 durante l'epopea per la conquista della Luna.

Il grande vantaggio rispetto alle vetture più convenzionali a batteria è che il rifornimento richiede appena cinque minuti in una stazione di rifornimento di idrogeno adeguata.

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