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Toyota raddoppia l'utile operativo ma la sfida è sulle elettriche in Cina

La prima casa del mondo per vendite ha un piano ma deve accelerare: concorrenti del Dragone e guerra dei prezzi stanno erodendo la quota di mercato

di Redazione Finanza

Un uomo cammina davanti alle insegne uno showroom Toyota a Tokyo (Photo by Kazuhiro NOGI / AFP)

3' di lettura

Toyota ha pubblicato risultati nettamente superiori alle attese per il primo trimestre 2023/24 (aprile-giugno), grazie in particolare alla produzione che ha ritrovato continuità, alla ripresa del mercato automobilistico globale e alla persistente debolezza dello yen. L’utile netto del gruppo nel periodo è così balzato del 78% a 1.311,3 miliardi di yen (circa 8,4 miliardi di euro). Gli obiettivi per l’anno in corso non sono stati cambiati.

La casa automobilistica numero uno per vendite al mondo e numero due per capitalizzazione (a distanza dopo Tesla) ha dichiarato che l’utile operativo per i tre mesi fino a giugno è stato di 7,85 miliardi di dollari, con un aumento del 94% rispetto all’anno precedente, oltre le previsioni del mercato.

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La sfida per il colosso giapponese, adesso, è realizzare il suo ambizioso piano di rilancio per competere al meglio nel mercato globale dei veicoli alimentati a batteria, oltre a dettagliare la sua strategia sull’idrogeno. Il nuovo numero uno, Koji Sato, ha imposto un’accelerazione, compreso l’annuncio di una nuova piattaforma: la Casa potrà contare su 10 modelli elettrici nella propria gamma entro il 2026. Sempre entro quella data, Toyota punta a vedere 1,5 milioni di auto elettriche per diventare un player importante in questo segmento in costante crescita.

Soltanto due anni fa Toyota aveva una visione diversa: una miriade di opzioni oltre ai soli veicoli elettrici entro i prossimi tre decenni. Una filosofia resa esplicita durante un’assemblea degli azionisti. «È troppo presto per concentrarsi su un'unica opzione, quella elettrica», era stata la risposta a un investitore sul motivo per cui la più grande casa automobilistica del mondo intendeva seguire un percorso di elettrificazione diverso rispetto a concorrenti come Honda, che già due anni fa puntava alla vendita di soli veicoli elettrici entro il 2040.

Ma a gennaio c’è stato il passaggio delle consegne da Akio Toyoda, 66 anni, nipote del fondatore dell'azienda e alla guida dal 2009, al chief branding officer Sato, 53 anni, nominato ceo e presidente. La gestione Toyoda era stata criticata proprio per essere rimasta indietro nel passaggio del settore ai veicoli elettrici.

Toyota adesso deve fare in fretta, in particolare in Cina, dove l’aumento dei concorrenti locali e la guerra dei prezzi di Tesla e altri sta erodendo la sua quota di mercato.

La concorrenza nel più grande mercato automobilistico del mondo è diventata «estremamente severa», secondo la casa nipponica. In più le fluttuazioni dei tassi di cambio e la risposta alle riduzioni di prezzo in Cina hanno influito negativamente sui risultati.

Toyota ha affermato che rafforzerà lo sviluppo della tecnologia sulle auto elettriche in Cina e mirerà a tagli significativi ai costi di produzione per diventare più competitiva.

In Nord America, altro mercato chiave, Toyota ha affermato di aver beneficiato della ripresa della domanda che coincide con lo svanire della lunga fase di carenza dei chip.

A livello globale, la società giapponese ha venduto circa 2,53 milioni di auto di lusso Toyota e Lexus nel trimestre, con un aumento dell’8,4% rispetto all’anno precedente, di cui circa il 34% sono ibridi e altri veicoli elettrificati.

La performance in Giappone è stata particolarmente solida, con un utile operativo più che raddoppiato rispetto all’anno precedente, pari a oltre il 60% dell’utile operativo complessivo, grazie all’aumento delle vendite di veicoli, agevolato anche in questo caso da una migliore offerta di semiconduttori.

Le azioni Toyota erano in rialzo dell’1,15%, poco prima della pubblicazione degli utili, ma hanno esteso i loro guadagni subito dopo e hanno chiuso in rialzo del 2,6% a 2.448 yen.

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