Auto

Toyota solo ibrido e no diesel

di Nicola Desiderio

Fra le novità della terza generazione di Toyota Auris c’è l’introduzione nella gamma motori di un powertrain full hybrid in due varianti: con motore termico 1.800 cc da 122 cv oppure con duemila da 180 cv. Alla berlina seguirà poi la wagon

3' di lettura

Avanti a tutto ibrido. È il messaggio che la Toyota lancia da Ginevra annunciando di voler abbandonare il diesel per le proprie automobili – non su commerciali e fuoristrada – per la fine del 2018 e dunque di puntare tutto sulla tecnologia che nel 1997 scelse di introdurre sulla Prius portandola nel 2010 sull’Auris. La compatta per l’Europa, che sarà ancora costruita a Burnaston, nel Regno Unito, è basata sulla piattaforma Tnga, la stessa della C-hr ed ha uno stile nettamente più sportivo della precedente. È infatti più lunga di 40 mm – dunque 4,37 metri in totale – ma è 47 mm più bassa e più larga di 30 mm, inoltre lo sbalzo accorciato di 20 mm esalta il frontale particolarmente affilato.

Ancora più importanti sono il baricentro più vicino al suolo di 20 mm e le sospensioni posteriori multi-link. La nuova Auris sarà in vendita dall’inizio del 2019 e non si ha nessuna notizia sulla dotazione di sicurezza né sull’abitacolo, nascosto dai vetri schermati. Si sa invece che la gamma motori comprenderà l’1.2 da 116 cv e non uno, ma due ibridi: 1.8 da 122 cv e il nuovo 2 litri da 180 cv. E poi non ci sarà il diesel, ma si tratta di una decisione che ha poco di ideologico ed è invece assai pragmatica.

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L’unico motore a gasolio Made in Toyota è l’1.4 e andrebbe ulteriormente rivisto per le nuove norme di omologazione, così come andrebbero sostituiti per lo stesso motivo l’1.6 e il 2 litri di origine Bmw.

Conviene davvero farlo quando solo il 15% delle Toyota vendute in Europa sono a gasolio, la quota dell’ibrido è del 41% e ha addirittura toccato il 69% in Italia nei primi 2 mesi del 2018? Scelta giusta o sbagliata che sia, il clima è favorevole e per la casa giapponese può scaricare definitivamente un fardello industriale e commerciale da sempre portato con poca convinzione. La Toyota aveva già rinunciato nel 2009 al progetto per un nuovo 1.6 da realizzare insieme ad Isuzu e, più recentemente, aveva cassato nella culla un 3 cilindri 1.5.

Ma soprattutto è l’occasione giusta per sfruttare tutto il vantaggio competitivo accumulato in 4 lustri di elettrificazione e 12 milioni di ibridi raggiungendo già nel 2017 il traguardo annuo di 1,5 milioni di unità previsto per il 2020. Per allora, saranno pronte 10 elettriche, un paio di anni e avremo le batterie allo stato solido – più dense, sicure e veloci nella ricarica – e nel 2025 ogni modello avrà almeno una versione ibrida. Per il 2030 Toyota prevede di produrre 5,5 milioni di auto elettrificate in vario grado, delle quali un milione elettriche e fuel cell. I tre concept i, i-Road e i-Walk sono un antipasto di come a Nagoya immaginano l’auto elettrica, connessa e intelligente.

La Fine Comfort Ride promette di portare l’auto a idrogeno al traguardo dei 1.000 km di autonomia. Quel che è sicuro è che Toyota si prepara ad un 2019 davvero esplosivo dove, oltre alla nuova Auris, vedremo anche le nuove Rav4 e Yaris e la rediviva sportiva Supra. Nel frattempo la casa delle Tre Ellissi rinfresca la Aygo con paraurti più massicci, un nuovo frontale e una dotazione di sicurezza che comprende l’assistenza alla frenata d’emergenza e l’allerta per l’abbandono della corsia. Rivisti anche sospensioni e sterzo mentre il 3 cilindri mille è stato preparato per nuove norme di omologazione e, per l’occasione, potenziato a 71 cv (+3 cv) e, allo stesso tempo, reso più efficiente del 5 per cento.

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