L’OFFERTA PER I RISPARMIATORI

Tra gli Alternativi il più democratico è il fondo Demos 1

di Gaia Giorgio Fedi


2' di lettura

Ad investire nell’economia reale sono sopratutto i Fia (Fondi di investimento alternativo), veicoli d’elezione che puntano all’economia reale. Secondo l’ultimo rapporto Preqin al 2018 in Italia si stimavano 27miliardi di asset. Si tratta di soluzioni che devono sottostare alle regole della Direttiva Europea 2011/61/UE (Alternative Investment Fund Managers Directive, recepita in Italia nel 2015). Vengono così ricondotti all'interno del perimetro della AIFMD i fondi e veicoli societari, quotati o non quotati, con caratteristiche alle volte molto diverse tra loro per struttura interna, strategia di investimento, mercati di riferimento e che storicamente gravitavano fuori dalla gestione collettiva del risparmio Ucits. All'interno della grande famiglia di FIA, il sottogruppo relativo ai FIA chiusi sta vivendo un momento di particolare dinamicità, grazie alla possibilità di investire con una strategia tipicamente di medio e lungo termine in una gamma ampia e diversificata di strumenti.

Allo stesso tempo favorisce l'investimento in asset class di economia reale, tipicamente non tradizionali e di difficile accesso diretto, m che facilitano l'ottimizzazione del profilo di rischio-rendimento. Rispetto ad altre asset class i fondi in economia reale attraverso private equity, venture capital e private debt hanno garantito in media il 12% circa negli ultimi 10 anni, contro il 7,5% delle società quotate, giustificato anche dalla maggiore illiquidità e da un livello di rischio più elevato rispetto al normale investimento azionario. Inoltre, questi asset hanno solitamente andamenti decorrelati rispetto a quelli dei mercati finanziari, quindi dedicare una porzione del proprio portafoglio a questi investimenti può costituire una fonte di diversificazione per risparmiatori che abbiano però una propensione al rischio più elevata. Azimut ha fatto da apripista in questo settore perché rispetto ai tradizionali fondi Fia che prevedono investimenti elevati con Demos 1, primo fondo chiuso di private equity, consente alla clientela retail di investire con un importo minimo di sottoscrizione di 5mila euro. Il fondo ha una dotazione di 350 milioni di euro da investire in aziende italiane con un fatturato compreso tra i 30 e i 250 milioni e un “ticket” di investimento per operazione dai 20 ai 60 milioni di euro. «Abbiamo chiamato questo fondo Demos perché democratizza il mercato offrendo anche ai risparmiatori la possibilità di accedere a rendimenti e opportunità fino ad oggi riservati agli investitori istituzionali o ai family office», ha commentato il presidente di Azimut Pietro Giuliani.

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