Il miracolo del Rione Sanità: la bellezza sotterranea di Napoli vista con i ragazzi della Paranza

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Tra gli archi di Palazzo dello Spagnuolo


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Palazzo Spagnuolo (foto di Enrico Caracciolo)

Vale una sosta il Palazzo dello Spagnuolo, fra le meraviglie barocche del Rione Sanità, in via delle Vergini 19, attraversando il mercato e chioschetti di street food: in primo piano “frittata ‘e maccarune” e trippe lavate, lessate, sbiancate, tagliate a pezzi e disposte in cuoppi di carta oleata, cosparse di sale e limone (anche piede di maiale e muso di vitello, “'O père e 'o musso”). Caleidoscopico, decorato il stile rococò, l'edificio è caratterizzato da una scala a doppia rampa, ad “ali di falco”. Costruito nel 1738 per volontà di Nicola Moscati, marchese di Poppano, è attribuito a Ferdinando Sanfelice, fra gli architetti più creativi del Settecento napoletano. È stato il set cinematografico di molti film: “Il Giudizio universale” di Vittorio De Sica, “Piedone lo sbirro” di Steno, “La pelle” di Liliana Cavani, “Mi manda Picone” di Nanni Loy e più recentemente “Passione” di John Turturro. Dovrebbe ospitare il museo di Totò, Ma è ancora tutto da definire.

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