Progettazione

Tra architetti e ingegneri cadono le barriere delle professionalità

La crescita da studio ad azienda strutturata permette di vincere le commesse con un mix di competenze

di Paola Pierotti

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Il progetto di Crew Cremonesi Workshop per la riqualificazione della stazione di Riga in Lettonia

La crescita da studio ad azienda strutturata permette di vincere le commesse con un mix di competenze


3' di lettura

Su scala internazionale è da tempo superata la distinzione tra architettura e ingegneria. Racconta Carlo Marchesoni, Jacobs, società di ingegneria nella top10 internazionale Interior Design Magazine, dove tra i 300 dipendenti del team Italia, un quarto sono architetti: «Nei paesi anglosassoni la componente creativa dell’architettura è molto più diffusa che in Italia dove i nostri architetti sono più esperti di progettazione esecutiva e con successo dialogano con gli architetti di fama mondiale. La contaminazione per noi è strategica e ormai i progetti complessi si possono gestire solo in un team di specialisti, con economisti, scienziati, chi si occupa di social value o esperti del digitale».

In Italia è il mercato a definire la tendenza: «A fronte di un Codice che parla indistintamente di servizi attinenti all’architettura e all’ingegneria – spiega Gabriele Scicolone, presidente Oice (l’Associazione delle organizzazioni italiane di ingegneria, architettura e consulenza tecnico-economica) – si accorpano le due discipline e si innesca spesso una sovrapposizione di competenze». Ecco che le società di ingegneria si popolano di architetti che di fatto eseguono servizi molto vicini a quelli dell’ingegneria civile, e si genera una strana competizione del tutti contro tutti: sempre più spesso nelle stesse gare, ma anche nei concorsi di progettazione, si confrontano in campo aperto società di ingegneria e studi di architettura.

La sede di Biogen a Solothurn in Svizzera, a cui ha lavorato Jacobs

Nel nostro Paese si stanno affacciando anche società internazionali, già con commesse acquisite, pronte a comprare quote di società di ingegneria o di studi di progettazione, per un bottino veloce di requisiti. Competitor corazzati che fanno capolino in un Paese dove ancora manca una legge per l’architettura, a tutela del progetto e, soprattutto, del processo che vede coinvolti attori plurali. Il mercato guida e le società con fatturati più alti, etichettate come “di architettura”, fondano il loro successo sulla capacità di organizzazione, sulla massa critica e sulla forte carica di servizi legati alla progettazione tecnica, continuando, nella realtà, a tenere separate le competenze. Per fare due esempi: One Works è cresciuto con le consulenze nel settore aeroportuale, Lombardini 22 ha spinto l’acceleratore muovendosi su più ambiti, da quello degli uffici a quello dell'hotellerie.

Per il nuovo campus della Bocconi di Milano firmato Sanaa, un ruolo determinante è stato svolto dalla società Progetto Cmr che è stata coinvolta per la direzione lavori, il progetto definitivo ed esecutivo. Tre anni di cantiere per un team che figura nella classifica delle società di architettura e che di fatto, commentano dallo studio guidato da Massimo Roj, «svolge servizi che consentono ai clienti di avere un partner che dia un sostegno consulenziale a 360° rispetto a tutte le attività: questo può definirsi un approccio innovativo rispetto alla tradizionale idea di studio di architettura». Da studio a azienda, e così facendo il fatturato relativo all’ingegneria arriva anche a toccare il 35% di quello globale della società.

Soluzioni ibride, contaminazioni ma anche acquisizioni. Nel 2017 Italconsult ha comprato lo studio Altieri, con un know how consolidato nel settore ospedaliero. È passato poco più di un anno invece dall’acquisizione da parte del Gruppo Fs Italiane – attraverso la sua società d’ingegneria Italferr – della maggioranza di Crew Cremonesi Workshop, società bresciana nota nel settore delle infrastrutture. I primi risultati di questo matrimonio si raccontano anche con un progetto, quello per la riqualificazione e l’ampliamento della stazione Riga in Lettonia, tra i più significativi del programma Rail Baltica, finanziato dall’Ue per la realizzazione di una linea che collegherà la Polonia alla Finlandia. Alleanza strategica, «con l’obiettivo – spiegano da Fs – di sviluppare progetti infrastrutturali di alta qualità in Italia e all’estero; condividere il know-how nei settori dell’ingegneria e dell’architettura; integrare le reciproche competenze e specializzazioni nella progettazione di modelli architettonici e ingegneristici per committenti pubblici e privati, e avvalersi dell’expertise di un gruppo di ingegneri e architetti, per un approccio multidisciplinare, per esportare all’estero l’esperienza tecnica acquisita in termini di sostenibilità e innovazione nella realizzazione di grandi progetti italiani». Con CREW, Italferr ha incrementato anche la specializzazione nella progettazione con la metodologia Bim. Ed è proprio il driver della digitalizzazione che altre società nate sotto il segno dell’architettura, come quella dei romani di It's o dei bresciani di DVisionArchitecture, hanno utilizzato per intercettare nuove opportunità offrendo un servizio ad alto valore aggiunto, senza perdere l'opportunità di guidare il processo fin dal concept.

«In Italia la qualità dell’architettura – commenta Gianni Massa, architetto e ingegnere, vicepresidente del Consiglio nazionale ingegneri – è polverizzata in realtà minuscole di grande eccellenza ed è evidente che le società che emergono nel panorama nazionale sono quelle con competenze integrate. Questo è il futuro. Il nostro Paese deve fare ancora un percorso culturale per emanciparsi dalla considerazione che l’architettura sia un concept da ingegnerizzare. Oggi il progetto deve comporsi dei linguaggi dei progettisti, dei costruttori, dei manager del procedimento».

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