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Tra arte e design, l’epopea della casata Orange-Nassau narrata in una mostra

A Fulda in Germania si iniziano le celebrazioni dei 250 anni dalla nascita di Guglielmo I dei Paesi Bassi

di Paola Testoni

4' di lettura

Chissà se il severo Guglielmo I dei Paesi Bassi sarebbe stato soddisfatto di vedere celebrato il suo 250esimo genetliaco con la mostra “Design & Dinasty” nel suo splendido palazzo barocco di Fulda in Germania. Secondo noi sì, e soddisfatti saranno sicuramente i visitatori che vogliono cogliere un'occasione speciale per vedere il meglio del Dutch design accostato ad oggetti unici d'arte olandese provenienti, ça va sans dire, anche dalla collezione privata della famiglia reale Orange-Nassau.

La location non lascia niente al caso: si tratta del Palazzo della tedesca Fulda che nella sua ricchezza decorativa barocca pare perfetto per dialogare con il minimalismo del design olandese che però qui fa spesso delle divertenti eccezioni e sembra strizzare l'occhio allo stile ornamentale che lo circonda.

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“Design e dynasty” in mostra a Fulda

“Design e dynasty” in mostra a Fulda

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Germania

Perché in Germania?Ma andiamo per ordine. Innanzi tutto perchè si celebra l'anniversario di un sovrano olandese in Germania? Prima di arrivare al trono Gugliemo fu mandato in esilio da Napoleone Bonaparte che poi per ricompensarlo gli affidò alcuni piccoli principati tedeschi che aveva confiscato quando aveva invaso la Germania nel 1806. Uno di questi era l'antico principato abbaziale di Fulda che l'allora Guglielmo Federico d'Orange (1772-1843) scelse come residenza e dove regnò per soli 4 anni apartire dal 1802. Si dice che proprio qui il principe apprese il “mestiere” di re. Le belle sale del palazzo ci mostrano quale fosse la cultura a corte e diventano lo scenario perfetto per questa mostra curata da Nicole Uniquole, già conosciuta in Italia per la curatela di Masterly a Palazzo Turati, il padiglione olandese durante il Salone del Mobile di Milano.

”Design & Dynasty”

La mostra”Design & Dynasty” vuole raccontare la vita e l’opera del primo re olandese accostando dipinti e oggetti provenienti dagli archivi reali con il migliore dutch design contemporaneo, come dire “eravamo grandi e lo siamo tuttora”. Infatti negli allestimenti che ritraggono la vita di Guglielmo e di tutta la dinastia Orange c'è grande sfoggio di oggetti storici: mobili antichi, argenti, porcellane, gioielli dell'importante Maison Mellerio fornitori della Real Casa, una collezione unica di ritratti in miniatura e financo i servizi utilizzati dai reali per i banchetti di stato. Tutto questo sarebbe già più che sufficiente per interessare il grande pubblico ma è sicuramente dal dialogo con il design contemporaneo che la mostra prende vita e dinamicità. Utilizzando come fil rouge le loro funzioni originali, le tante stanze del palazzo vengono arricchite dall'accostamento di questi pezzi antichi a opere originali di importanti designer olandesi, come Hella Jongerius, Jan Taminiau, Joep van Lieshout, Scholten & Baijings e fotografie di Vincent Mentzel, Erwin Olaf e Gemmy Woud-Binnendijk.

La mostra accompagna il visitatore anche attraverso le varie ali del palazzo cittadino che sotto la direzione artistica di Uniquole e Maarten Spruyt, diventa un vero punto di forza. Gli elementi espositivi si armonizzano con i tanti elementi in stile barocco e i perfetti accostamenti cromatici: anche i giovani talenti trovano posto tra le mura di questa splendida location barocca che, con la sua grandiosità e con il maestoso parco, fanno la loro parte aiutando il visitatore ad immergersi completamente non solo nell'arte e nel design ma anche nella storia della famiglia regnante olandese. Non può essere un caso che gli Orange provenienti dalla cittadini tedesca di Nassau abbiano continuato anche in tempi molto recenti a sposarsi con principesse o nobili tedeschi e questa mostra sembra voler sottolineare questa importante relazione diventando un vero e proprio “Gesamtkunstwerk”, che esalta il carattere degli spazi, sottolinea la bellezza del luogo e diventa il punto di partenza per allargare il raggio di azione ed attenzione, uscire dal palazzo e inoltrarsi nel centro della cittadina è sicuramente il passo successivo.

Fulda e la Orange route: luoghi da favola

Basta infatti una corta passeggiata lunga una strada che è ancora un bellissimo esempio di classicità per giungere al maestoso Duomo barocco costruito sui resti della famosa Abbazia. Oppure allontanarsi dal centro per trovare in un paesaggio idilliaco il grande palazzo della “Fasanerie” che allora fungeva da residenza estiva del principe e oggi ospita una collezione d’arte che riflette gli stretti rapporti che i Langravi d’Assia avevano con le altre case regnanti europee, come gli stessi Orange. Fulda non è ovviamente l'unica cittadina legata a questa famiglia reale. Tracce olandesi si trovano in un ampio raggio in tutta la Germania. Testimone è la creazione della Orange route che in un totale di 2.300 km tocca 23 luoghi con stretti legami con la Casa Reale olandese. Tra questi molto pittoreschi sono anche Braunfels, Dillenburg e Siegen e tutti valgono sicuramente una visita. Sembra iun’immagine da libro di fiabe quella del castello di Braunfels con le sue imponenti torri e più in basso il cuore della cittadina con la romantica piazza del mercato e le sue case a graticcio: un vero tuffo in un Medioevo disneyano. Oltre ad essere il luogo di nascita nel 1602 della contessa Amalia van Solms, maritata poi con un Orange, Braunfels è una famosa città termale immersa nel verdeggiante Parco Naturale del Taunus e della Valle di Lahn. Il primo Guglielmo d’Orange invece nacque nel 1533 nel castello di Dillenburg che poi nel 1706 venne distrutto. Per ricordarlo si è posto rimedio nel 1760 con la costruzione della Willemstoren da visitare insieme alle casematte difensive e i dintorni della cittadina dove passano alcuni dei sentieri escursionistici più belli di questa area: Rothaarsteig, Westerwaldsteig o Lahn-Dill-Berglandpfad sono solo alcuni nomi.

Siegen

E' comunque Siegen che occupa un posto centrale nella regione, non solo perchè ha svolto un ruolo importante nella storia degli Orange Nassau (che divenneno “arancioni” proprio grazie ad un lascito testamentario francese) ma anche per il fatto che a Siegen in due diversi castelli (uno divenuto oggi la sede dell'università) vivevano i due rami della famiglia, quello rimasto cattolico e quello divenuto protestante. Oltre al mausoleo del principe Johan Maurits (quello che darà il suo nome alla pinacoteca de L'Aja, la Mauritshuis che ospita la “Ragazza con il turbante” di Vermeer), nel Castello Superiore si possono ammirare delle splendide tele di Rubens che nacque nel 1577 in questa cittadina dove il padre avvocato era consigliere legale di Anna van Saksen, seconda moglie di Guglielmo d'Orange.La mostra resta aperta fino al 25 agosto


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