73ma festa della repubblica

A Roma la parata del 2 giugno. Salvini contro Fico su dedica a migranti e rom

di Vittorio Nuti


Dal 2 giugno il Quirinale si apre al contemporaneo

3' di lettura

Ha preso il via alle 10 la tradizionale parata militare a Roma per il 73° anniversario della Festa della Repubblica, quest'anno segnata da qualche assenza e accompagnata da rivendicazioni e polemiche. Sul palco d'onore non ci sono infatti alcuni generali ex capi di stato maggiore di forza armata (per protesta dopo il taglio alle pensioni d'oro). Assenti anche la leader di FdI Giorgia Meloni e l'ex ministro della Difesa, Ignazio La Russa, per protesta contro la ministra della Difesa Elisabetta Trenta che per le celebrazioni 2019 ha scelto il tema dell’inclusione: «Troppe disattenzioni verso le Forza armate», «no alla sfilata Peace&Love».

Polemica Salvini-Fico sulla dedica della festa ai migranti e rom
Altro motivo di polemica, a sfilata ancora in corso, sono state poi le parole del presidente della Camera, Roberto Fico, che parlando con i cronisti prima di assistere alla parata ha dedicato la festa «ai migranti, ai rom, ai sinti, che sono qui ed hanno gli stessi diritti» degli italiani. «Le parole di Fico mi fanno girare le scatole e sono un torto a chi ha sfilato oggi. C'è gente che rischia la vita per gli italiani. Di legalità ce ne è poca nei campi rom», ha replicato poco dopo il ministro dell'interno Matteo Salvini. In un tweet, il vicepremier della Lega ha quindi dedicato la Festa della Repubblica «all'Italia e agli Italiani, alle nostre donne e uomini in divisa che, con coraggio e passione, difendono la sicurezza, l'onore e il futuro del nostro Paese e dei nostri figli».

Sfilata sul tema dell’inclusione
Tema della sfilata è dunque l'inclusione, «quale affermazione - spiega lo Stato Maggiore della Difesa che ieri si è ufficialmente dissociato dalle proteste degli ex generali - del diritto di ogni singola persona di avere accesso ed esercitare, nella società di cui è parte, le stesse opportunità».Su via dei Fori Imperiali hanno sfilato in 3.975, con 75 bandiere e stendardi, 23 gonfaloni di Regioni, Province e Comuni, 50 Labari delle associazioni combattentistiche, 14 bande musicali e fanfare, 56 cavalli e 9 unità cinofile.

Bagno di folla per il premier Conte
«La Festa della Repubblica è la festa di tutti», si è limitato a dire il premier Giuseppe Conte prima di lasciare i Fori Imperiali alla fine della parata. Per lui le celebrazioni sono state l'occasione per un vero e proprio bagno di folla, tra selfie, strette di mano, e inviti a non mollare. Il capo del governo, infatti, ha scelto di percorrere a piedi il tratto dei Fori Imperiali fino quasi a Piazza Venezia e appena sceso dalla tribuna, è stato circondato da decine di cittadini. «Conte non mollare», «Conte sei il migliore», sono state alcune delle parole che i cittadini hanno rivolto al premier. E Conte non si è sottratto, trattenendosi per circa 30 minuti con persone venuta da tutta Italia e scattando spesso lui stesso il canonico selfie.

L'omaggio di mattarella al Milite Ignoto
Questa mattina, il capo dello Stato Sergio Mattarella scortato dai Corazzieri a cavallo ha dato il via ufficiale alle celebrazioni depositando all'Altare della Patria una corona d'allora al Sacello del Milite ignoto. Ad accompagnarlo c'erano la ministra della Difesa e il capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Enzo Vecciarelli. Presenti anche il premier Conte, i presidenti di Senato e Camera, Elisabetta Casellati e Roberto Fico, e il presidente della Corte costituzionale, Giorgio Lattanzi. Ieri, nel suo intervento in occasione del concerto per il corpo diplomatico che sempre precede le celebrazioni, Mattarella ha sottolineato che «soltanto la via della collaborazione e del dialogo permette di superare i contrasti e di promuovere il mutuo interesse nella comunità internazionale», sottolineando che «libertà e democrazia non sono compatibili con chi ricerca un nemico».

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