danza

Tra Beethoven e Mahler Hamburg Ballett danza la nostalgia

Neumeier per il Ravenna Festival ha immaginato in prima nazionale un programma prezioso, meditativo, intimista con una particolare attenzione alla musica

di Silvia Poletti


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3' di lettura

Ogni volta che l'Hamburg Ballet viene invitato in un nuovo teatro John Neumeier studia accuratamente il programma da presentare. Una lezione imparata presto, e proprio in Italia: pensando che tutti i nostri teatri fossero appunto “all'italiana”, raccolti, ovattati e intimi, ideò per il Maggio Musicale Fiorentino 1975 un programma con pochi danzatori, su partiture cameristiche e addirittura senza musica.

Fu però davvero arduo fare arrivare le intenzioni delle sue coreografie alla vasta platea della nuova sala, ricostruita dopo l' alluvione. E dal momento che lui considera l'atto teatrale come un'esperienza emozionale che mette in dialogo autore interpreti e pubblico, da allora ha tenuto bene presente la lezione.

Beethoven Fragments, Hamburg Ballett, © Zani CAsadio

Così, tornato al Ravenna Festival dopo nove anni dalla prima esibizione nell'enorme Pala De André e questa volta ospitato nel raccolto Teatro Alighieri il coreografo ha immaginato in prima nazionale un programma prezioso, meditativo, intimista con una particolare attenzione alla musica ( pressocché eseguita dal vivo), comme il faut per un festival del genere. In cartellone quindi Beethoven – per il quale si iniziano le celebrazioni del 250 anniversario. Leonard Bernstein, come Neumeier americano ma attratto dallo spirito umanista fiorito e coltivato in Europa. E naturalmente Gustav Mahler, musicista delle risonanze interiori, particolarmente caro a Neumeier.

At Midnight, Hamburg Ballett, © Zani CAsadio

Non a caso proprio At Midnight, creato nel 2014 sui Rückert Lieder, a chiusura di serata lascia il pubblico con la consapevolezza di aver visto qualcosa di veramente ispirato e meditato da parte dell'autore. Pianoforte ( Benjamin Appl) e baritono (James Ballieu) sono il centro focale e emozionale del pezzo: tutto dilaga dal canto e dalle sonorità di Mahler.

Immersa in uno spazio dalle luci cangianti, la danza amplifica attraverso linee adamantine, geometricamente asciutte che tagliano lo spazio e puntano all'infinito questa tensione verso qualcosa che il protagonista Edvin Revazov vagheggia: espressione carezzevole e ineffabile della Sehnsucht, che trova incarnazione -se così si può dire- nell'impalpabile etereo volteggiare di Silvia Azzoni, immagine di una perduta ma sempre sognata felicità. Di diversa atmosfera Beethoven fragments, estratto da una più lunga recente creazione del coreografo americano – debutto 2018 – esplora un altro tema a lui caro: il travaglio creativo dell'artista. Non una biodance, se si passa il neologismo, ma emozioni e sensazioni ispirate empaticamente dal Beethoven giovane e già intimamente combattuto tra estri creativi e regole accademiche.

At Midnight, Hamburg Ballett, © Zani CAsadio

Neumeier sceglie le Variazioni Eroica -eseguite da Michail Blalk- con quella ribattuta ostinata delle note che irrompono nella melodia per raccontare attraverso un movimento nervoso guizzante e vigoroso i travagli ribelli del giovane Ludwig cui Aleix Martinez dà il suo gagliardo atletismo e una partecipazione emotiva che divora la sala.

Fantasmi e figure simboliche attraversano lo spazio: spose mai conquistate, nobili autoritari e imponenti, creature di armoniosa bellezza ideale. Martinez abbraccia il piano, vi si tuffa dentro, si avvinghia alle sue gambe. Movimenti meccanici si alternano a esplosioni di energia; la quiete è solo nel salvifico abbraccio materno sull'intimo Largo del Trio degli Spettri. Peccato per il finale sfilacciato, che si dilunga poi con rischio di prolissità, quando in quel duetto si era già detto tutto.

Birthday Dances, Hamburg Ballett, © Zani CAsadio

La compagnia amburghese in pieno ricambio generazionale è come sempre notevole: le briose Birthday dances sul Divertimento di Bernstein ne hanno confermato qualità stile e tenacia. Piace segnalare un neo primo ballerino italiano: Jacopo Bellussi genovese di ventisei anni cui si prospetta,come già per la veterana Azzoni, una carriera prestigiosa. Lo si potrà verificare al Teatro alla Fenice a Venezia, dove l'Hamburg Ballet è annunciato con Alessandra Ferri per la prima nazionale di Duse dal 5 al 9 febbraio 2020.

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