il graffio del lunedì

Tra Champions e Giro vince la noia (e per fortuna c’è la Ducati di Petrucci)

di Dario Ceccarelli


Il Liverpool conquista la sua sesta Champions

1' di lettura

Ma che noia mortale la finale di Champions! Roba Pesante. Bisogna pur dirlo: per mesi abbiamo magnificato il calcio inglese, ritmo, spettacolo, fantasia, poi Dio ce ne scampi. Come una mezza partita di serie A, bloccata dalla paura di sbagliare. Buon per il Liverpool, e il suo allenatore Jurgen Klopp che stava rischiando di finire come Max Allegri, crocefisso (lautamente) al cliché di finalista perdente. Una finale da dimenticate. Per non parlare di quel rigore, figlio di un regolamento assurdo, concesso dopo 40 secondi. Anche il Giro d’Italia, a dirla tutta, ha deluso.

Vedrete, vedrete, cosa succederà nell’ultima settimana con tutte quelle salite, dicevano in tv. Ci saranno botte da orbi, ritardi da segnare con la sveglia. Alla fine, invece, è rimasto tutto come una settimana fa, dopo la tappa di Courmayeur. Bravo Carapaz, ma insomma… Le uniche botte che abbiamo visto sono state quelle che il Colombiano Lopez ha rifilato a quel cretino che, correndo per farsi vedere in Tv, l’ha fatto finire a terra.

Meno male che, a consolarci, è arrivata la fantastica vittoria della Ducati di Danilo Petrucci al Mugello. Quello sì che è spettacolo, signori. Come lo scontro delle due grandi navi a Venezia. Curioso: ti mandano via per un panino, o una cartaccia, ma per tutto il resto neanche una multa. Andiamo avanti tranquillamente, come il Titanic. Tra un botto e un mini bot , sembra di vedere il nostro governo mentre litiga su qualsiasi cosa si muova o respiri. Per mettere ordine, dopo questa pazza festa delle Repubblica, ci vorrà Conte: quello bravo, il nuovo allenatore dell’allenatore dell’Inter.

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