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Tra i «design lovers» cresce l’influenza del web e il peso dell’ecommerce

di Giovanna Mancini


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(Olycom)

2' di lettura

L’incidenza dell'ecommerce sui ricavi complessivi del settore arredamento è ancora molto basso: il 4%, secondo i dati elaborati dall’Osservatorio del Politecnico di Milano per l’ultimo rapporto di Netcomm. Una percentuale bassa se confrontata con altri Paesi o con altri settori economici (dal turismo, con il 32%, all’informatica, con il 21%, alla moda, con il 7%) e tuttavia in rapida crescita. A dirlo è una ricerca realizzata dal potale specializzato Lovethesign, che ha analizzato le abitudini di un campione di oltre 3mila “design lovers”, che si connettono a Internet almeno una volta al giorno.

D’accordo, si tratta evidentemente di un pubblico “di parte”. ma è comunque significativo che il 60% di loro cerca ispirazione online quasi quotidianamente . Il 68% del campione più giovane (25-35 anni) dichiara inoltre di essere influenzato negli acquisti di arredo-design soprattutto dal web. Numeri che, spiegano da Lovethesign, rispecchiano quelli che un tempo caratterizzavano soltanto la moda.

La ricerca

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I numeri dell’ultimo Rapporto Netcomm conferma del resto che arredamento e Home Living, con una crescita del 27% quest’anno, sarà uno dei settori che trainerà il mercato dell’ecommerce in Italia, destinato ad aumentare del 16% fino a superare i 23 milirdi di euro. Gli altri settori sono Food&Grocery (+37%), Informatica & Elettronica di Consumo (+26%) e Abbigliamento (+25%).

Secondo la ricerca di Lovethesign, inoltre, l’89%dei design lovers tra i 25 e i 35 anni fa già acquisti per la propria casa più di sei volte l’anno e il 42% fa quasi un acquisto al mese. Non si tratta di consumatori sprovveduti, pronti a cedere al fascino compulsivo dei brand o dei designer di maggior richiamo. Marchio e progettista sono certamente importanti, soprattutto nella fase di ricerca di un’ispirazione, ma prima di compiere un acquisto gli utenti web che cercano prodotti di arredo si documentano sui cataloghi online, sui social network o su web magazine. Nelle fasce di età meno giovani hanno ancora una forte influenza le riviste cartacee e i negozi fisici.

Un elemento decisivo, sottolinea la ricerca, è la comunicazione, capace di influenzare nelle scelte anche più della storia o della “reputation” di un marchio.

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