slogan per il governo

Tra la discontinuità di Zingaretti e la continuità di Di Maio, Conte sceglie la «novità»

di Mariolina Sesto

Sostenitori M5S davanti al Senato: vogliamo un Conte bis

2' di lettura

«Non sarà un governo “contro” ma un governo per modernizzare il Paese e per i cittadini. Realizzerò un governo nel segno della novità, è quello che richiedono anche le forze politiche». L’arte della mediazione è una delle peculiarità caratteriali del premier uscente e re-incaricato. E Giuseppe Conte l’ha usata fin dal primo discorso della nuova avventura di governo. Lo slogan «Governo della novità» è infatti già un modo di far convivere le istanze di discontinuità sollevate dal Pd e di continuità (pur con una nuova compagine governativa) reclamata dal Movimento Cinque Stelle.

La discontinuità chiesta da Zingaretti
Nel discorso post-consultazioni tenuto ieri dal segretario Pd Nicola Zingaretti, la parola di scontinuità ha avuto un ruolo centrale. «Abbiamo confermato risolutamente l’esigenza ora di costruire un governo di svolta e discontinuità» ha sottolineato il leader dem. E subito dopo ha ulteriormente spiegato che il nuovo governo dovrà comprendere l'impegno per un «nuovo modello di sviluppo verde che abbracci una chiara discontinuità delle ricette economiche in chiave redistributiva e di attenzione all’equità sociale, territoriale, generazionale e di genere».

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La continuità evocata da Di Maio
Stesso palcoscenico, palazzo del Quirinale, per il leader M5S Luigi Di Maio. Ma parole diverse, in qualche modo di segno opposto a quelle di Zingaretti: «Non rinnego il lavoro fatto insieme alla Lega in questi 14 mesi» ha precisato Di Maio nel suo discorso. Trait d’union tra il vecchio e il nuovo governo per il M6S è ovviamente il premier Conte «interprete di un nuovo umanesimo». Nuovo umanesimo ripreso, non a caso, dallo stesso discorso di oggi del premier: «Molto spesso negli interventi pubblici sin qui pronunciati ho evocato la formula di un nuovo umanesimo, non ho mai pensato fosse lo slogan di un governo ma l’orizzonte ideale del Paese». Volendo poi sintetizzare, semplificare e mediare tra i due azionisti del governo, Conte ha lanciato il «Governo della novità», sintesi tra da discontinuità zingarettiana e la continuità dimaiana.

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