La ricerca di illimity

Tra green pass e smart working, cosa succede in settembre? Per 6 italiani su 10 l’incertezza pesa su vacanze e rientro

La modalità di lavoro ibrida, in presenza – smartworking, riguarderà il 36% di chi ha partecipato alla ricerca, ossia poco più di uno su tre degli intervistati. Il lavoro da remoto risulta molto gradito al 73% dei lavoratori

di Cristina Casadei

(aquar - stock.adobe.com)

4' di lettura

L’incertezza da rientro frena i progetti dei lavoratori italiani internet friendly, soprattutto sulle vacanze. Solo il 60% risponde che andrà, o è già andato, in vacanza, mentre gli altri si dividono tra chi è già sicuro di dover rinunciare, e cioè il 21%, e chi non sa ancora se potrà partire. Tra i motivi della rinuncia ci sono quelli economici per un lavoratore su due, mentre solo uno su cinque, il 19%, dice di voler rinunciare per preoccupazioni legate alla pandemia. Per chi partirà, meta indiscussa sarà l’Italia: a dirlo è l’83% degli intervistati nel corso di una survey promossa da illimity, la banca di nuova generazione fondata da Corrado Passera, su un campione di 635 persone tra i 18 e i 65 anni, molto ristretto quindi, ma selezionato all’interno di una community che frequenta assiduamente le rete o attraverso i social o per svolgere il proprio lavoro. Per realizzarla è stato utilizzato il bacino della community della Banca “Vai oltre la forma” e i canali social.

Come si lavorerà al rientro?

All’origine dell’incertezza c’è anche il fatto che al rientro, in settembre, un italiano su 5 ancora non sa ancora con quale modalità lavorerà dopo la pausa di agosto. Solo il 7% afferma che lavorerà secondo questa modalità al 100% da settembre, mentre il 37% dice che tornerà al lavoro in presenza full time. La modalità di lavoro ibrida in presenza – smartworking riguarderà il 36% degli italiani, ossia poco più di uno su tre degli intervistati. L’evoluzione del quadro pandemico ha in qualche modo frenato la contrattazione su questo tema che è però molto sentito dai lavoratori. La ricerca comunque conferma che lo smartworking è una modalità di lavoro molto gradita: il 73% vorrebbe infatti replicarla in futuro e il 40% pensa sarà possibile anche la prossima estate.

Loading...

Smart working estivo potenziato

Questo è anche quello che è accaduto in illimity dove dal dialogo e dall’ascolto con i lavoratori è emerso che «per il periodo estivo, terminate le scuole, lo strumento sarebbe stato molto gradito per la flessibilità che consente di trasferirsi a lavorare fuori città nella casa della famiglia d’origine o nella seconda casa o in una casa in affitto più grande», afferma l’hr manager della banca, Marco Russomando. Le regole della banca, all’interno della cornice definita nel contratto nazionale, prevedono fin dallo scorso settembre sostanzialmente il 50% di lavoro in presenza e il resto da remoto, con due “deviazioni”, come le chiama Russomando. La prima riguarda il fatto che nelle regioni, dalla zona gialla in poi, si sarebbe lavorato sempre in smart working, eccetto per chi aveva l’esigenza di tornare in ufficio. Dalla zona gialla in su, quindi in zona bianca, si sarebbe lavorato per il 50% in presenza e per il resto da remoto, fatta eccezione per i casi di persone preoccupate dai rientri per ragioni di salute o familiari. Per la fase estiva, però, è emersa la richiesta dal basso di poter portare da 2 a 3 le giornate da remoto a settimana.

«Sullo smart working sarebbe utile una maggiore flessibilità a livello aziendale – osserva Russomando – anche per fasi transitorie, come è emerso dall’ascolto dei nostri 700 illimiter. Dopo le esperienze fatte, oggi possiamo dire che anche psicologicamente il lavoro da remoto al 100% non è una modalità sostenibile troppo a lungo. Al di là della difficoltà a separare vita privata e lavoro, lavorare sempre intermediati da uno schermo non è nella nostra natura che si esprime anche attraverso la condivisione, co-creazione e formazione gomito a gomito. Trovare il giusto equilibrio credo sia la chiave migliore per disegnare presente e futuro, ragionando sui reali benefici dei diversi modelli e non per slogan».

Nuovo approccio al lavoro

Ci sono però due temi che emergono in maniera forte analizzando i comportamenti delle persone. Il primo è la cultura aziendale. «La mia esperienza mi dice che avere investito su una cultura del dialogo e dell’ascolto con uomini e donne molto diversi tra loro per provenienza e competenze, ma uniti da una visione e valori comuni, è stato decisivo per affrontare un lungo periodo in cui abbiamo dovuto lavorare fisicamente lontani», dice Russomando. Il secondo tema è invece più generale e riguarda tutti: «Finalmente possiamo sperimentare un nuovo modo di lavorare in cui le persone sono valutate in base agli obiettivi e non in base alle ore che passano in ufficio, come dovrebbe essere nel terziario avanzato di un paese davvero moderno».

E il green pass?

Su tutto però pende la spada di Damocle dell’utilizzo del Green pass in azienda che è un tema di riflessione e discussione in molte realtà e anche nel Governo. Questa sera i sindacati sono stati convocati a Palazzo Chigi per affrontare il tema del green pass in fabbrica e nei luoghi di lavoro. Per illimity si tratta di «uno strumento prioritario e l’auspicio è che le autorità governative vadano quanto prima in questa direzione».

Riproduzione riservata ©

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti