avanguardia della crescita

Tra multinazionali e Pmi il tempo delle sinergie

Alla terza tappa del Roadshow di Confindustria-Audi a Brescia il confronto tra Audi e Icap sulle best practice di gestione delle imprese. Longo (Audi): le ricadute sociali della mobilità hano declinato l’innovazione in chiave etica. Marini (Icap): la crescita è un’opportunità culturale

di Andrea Ferro


default onloading pic

2' di lettura

Una grande multinazionale di fronte ad una piccola impresa. Il confronto è scambio, vale una contaminazione di esperienze, idee, riflessioni sulle quali mettere in circolo strategie e prospettive di crescita parametrandole alle dimensioni e agli obiettivi.
È il senso del Roadshow “Piccola Industria Avanguardia di crescita” organizzato da Confindustria con Audi che, dopo i primi due incontri di Ivrea e Turi (Bari), il 31 ottobre ha fatto tappa a Brescia, nel cuore della tradizione manifatturiera nazionale. Per valore aggiunto complessivo la provincia è infatti al quinto posto preceduta da Milano, Roma, Torino e Napoli.

Capitale della manifattura
Se si prendono in considerazione solo le attività manifatturiere è terza. Una varietà di produzioni, molte di eccellenza, che valica i confini di tutto il mondo. Nel 2018 le vendite all’estero di prodotti made in Brescia hanno sfiorato i 17 miliardi di euro. «Le relazioni di filiera e la spiccata vocazione all'innovazione rappresentano il valore aggiunto del territorio», ha sottolineato Elisa Torchiani, presidente Piccola industria dell'associazione industriale bresciana che ha ospitato il Roadshow.

Il filo conduttore
Innovazione, sostenibilità, filiere, sviluppo tecnologia, capacità di sapersi adattare di fronte alle sfide sono stati i fili conduttori del confronto tra Paolo Marini, amministratore delegato di Icap Group (impresa di Latina specializzata nell’automazione dei settori manifatturieri, dal farmaceutico all’alimentare fino al packaging), Fabrizio Longo, direttore di Audi Italia e Carlo Robiglio, presidente della Piccola Industria di Confindustria.

Il modello per l’automotive
«Quello bresciano è un distretto significativo per l’automotive al quale siamo storicamente legati, alcune piccole e medie imprese sono nostri fornitori di eccellenza - ha detto Fabrizio Longo -. Nel comparto durante gli ultimi 15 anni è accaduto quello che non è successo negli ultimi 70, non solo è cambiato il modello di business, contemporaneamente si è imposta una nuova idea di mobilità che va oltre la funzione d’uso: pensiamo alle ricadute sociali, alla sicurezza, all’impatto ambientale».
«Quindi - ha aggiunto il direttore di Audi Italia - il concetto di
innovazione va sempre più declinato in un’interpretazione etica».

Cultura d’impresa
Per Carlo Robiglio, presidente della Piccola industria di Confindustria «dalla filiera la grande impresa trae linfa vitale per il suo sviluppo, oggi la filiera attraversa i confini e va a cercare le capacità delle piccoli imprese».
«Parlare di cultura di impresa non è da visionari - ha spiegato Robiglio -, cultura vuol dire apertura totale al cambiamento, all’innovazione, significa essere capaci di modificare il proprio pensiero, oggi la persona è al centro, non è più il tempo del titolo ma della competenza. Più in particolare l’imprenditore deve saper essere resiliente, avere la capacità di cambiare pelle per affrontare le difficoltà».

Le sinergie necessarie
Per Paolo Marini, amministratore delegato di Icap Group, «per un’azienda la crescita va intesa come un’opportunità, prima culturale, poi dimensionale. Come titolari dell’azienda di famiglia per favorire lo sviluppo abbiamo inserito competenze esterne delegando ruoli e mansioni - ha raccontato Marini - Oggi nell’ambito delle filiere le grandi imprese rispettano le piccole, in qualche modo le tutelano. Fondamentale diventa stabilire sinergie con altre aziende».

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti
Loading...