Attualita

Tra muscoli e volt la nuova Eldorado ora è nelle due ruote

Aspettando i nuovi investimenti per il 2026 è il business della bicicletta a rilanciare il territorio

di Luca Orlando


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Bormio

4' di lettura

«Cosa manca? Il mare». Una battuta, quella del sindaco Roberto Volpato, ma fino a un certo punto. Perché per il resto, in effetti, Bormio non può certo lamentarsi. Natura e storia hanno fornito alla cittadina dell’Alta Valtellina una dotazione non banale da mettere a disposizione dei turisti. Che arrivano da sempre copiosi d’inverno per sfruttare i 50 chilometri di piste (110 nel comprensorio allargato) e magari cimentarsi nella mitica “nera” Stelvio, una delle icone della discesa mondiale. Ma che anche d’estate affollano alberghi e agriturismi per impegnarsi in attività diverse, dalla semplice passeggiata al trekking più estremo; dal relax termale alla bicicletta.

I numeri certificano per l’area una capacità di attrazione crescente, con presenze annue lievitate di 100mila unità tra 2014 e 2018, arrivando a quota 532mila, il massimo di sempre. E se in passato a trainare gli arrivi era soprattutto lo sport invernale ora l’estate è in netto recupero. Grazie alla nuova star assoluta: la bicicletta.

«È il fenomeno certamente più significativo degli ultimi anni - spiega il direttore di Bormio Marketing Maurizio Seletti -e grazie a questo boom ormai qui a Bormio stagione estiva e invernale sono quasi in pareggio, mentre in passato il rapporto era almeno 70-30 a favore della neve. Con il vantaggio ulteriore di avere allargato la fruizione ai mesi di maggio e settembre, in passato molto meno dinamici, distribuendo in modo più omogeneo i flussi degli arrivi».

Trend favorevole alle due ruote assecondato con l’ampliamento dell’offerta esperienziale, prevedendo granfondo ed eventi a tappe dedicati agli appassionati. Così come servizi aggiuntivi tra cui escursioni ad hoc con ammiraglia al seguito, bike-shuttle, guide dedicate, lavanderie overnight per provvedere alle esigenze di chi per definizione viaggia leggero, colazioni “rinforzate” con la possibilità di avere spaghetti anche alle 7 del mattino, massaggi defatiganti a fine giornata. «Le 40 bici da corsa che c’erano qui in negozio tre anni fa - ci racconta Matteo, addetto di Sky&Bike - oggi sono diventate 70. E spesso non bastano, perché ormai per noleggiarle ci chiamano da tutto il mondo, anche con sei mesi di anticipo».

Numeri crescenti che spingono le amministrazioni a percorrere nuove strade. Come la chiusura dei passi al traffico veicolare, iniziativa che dopo una prima sperimentazione nel 2018 viene ora ampliata in modo stabile a tre week-end estivi. Chiusure delle strade a rotazione il venerdì, sabato e domenica per consentire agli appassionati di bicicletta di cimentarsi su Stelvio, Gavia e Mortirolo senza l’incubo di auto e moto. «Il primo appuntamento è andato benissimo, con migliaia di partecipanti - aggiunge Seletti - e ci aspettiamo un grande seguito anche per il fine settimana 30 agosto-1 settembre, con passi chiusi in coincidenza della scalata alla Cima Coppi, che prevede la chiusura dell’ascesa alle auto nei tre versanti».

Altro contributo all’allargamento della platea turistica è rappresentato dalla progressiva diffusione delle e-bike. “Sacrilegio” per i puristi, che offre però vantaggi indubbi. Da un lato (per i modelli off-road) consentendo di allargare i sentieri fruibili del Parco dello Stelvio; dall’altro ampliando le comitive consentendo a famiglie e bambini di affiancare gli “scalatori” in grado di cimentarsi solo con i muscoli su pendenze a doppia cifra.

Più stabile invece il quadro delle attività invernali, che dopo il corposo round del 2005 in coincidenza con gli ultimi mondiali di sci alpino non ha visto nuovi grandi investimenti. Un quadro che ora certamente cambierà , dopo l’assegnazione delle Olimpiadi invernali del 2026, che calendarizza a Bormio tutte le gare maschili di sci alpino.

«Cosa mi piacerebbe avere per quella data? Dovendo scegliere - commenta il sindaco - direi il treno». L’atavico nodo del territorio, la pochezza delle infrastrutture di collegamento, resta in effetti irrisolto e il grande sogno, oltre che il miglioramento della viabilità stradale, è certamente quello della ferrovia: quei 30 chilometri che separano Tirano da Bormio e che potrebbero cambiare la vita dell’area. «Sarebbe effettivamente la svolta - spiega Volpato - perché ci avvicinerebbe ad un pubblico molto più ampio. Speriamo che il 2026 rappresenti lo stimolo giusto per questo investimento».

Che in termini di ricadute economiche avrebbe un impatto notevole, tenendo conto che in media la spesa pro-capite di un turista a Bormio è di 656 euro (analisi Liuc Business School, divisione Ricerca Applicata e Advisory), «non trattandosi certo di un luogo “mordi e fuggi” - spiega il ricercatore Liuc Andrea Venegoni - ma piuttosto di una meta che spesso prevede più pernottamenti».

Massa di risorse (tenendo conto dei 166mila arrivi si tratta di oltre 100 milioni di euro l’anno) che spinge gli abitanti nella fascia medio-alta dei redditi pro-capite dell’area: qui a Bormio si arriva a 22300 euro, 2mila in più della media della provincia di appartenenza, Sondrio.

Entrate legate in parte anche all’ultimo tassello dell’offerta, che storicamente rappresenta un elemento differenziale rispetto a località concorrenti: le terme. Le nove sorgenti, da cui sgorga acqua tra i 37 e 43 gradi, attraggono clientela di fascia d’età più avanzata, dando un contributo nei periodi di bassa stagione. Una nicchia, certo, che tuttavia cresce a tassi del 40%.

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