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Tra un Napoli che vola e l’Inter in caduta libera la Juve torna a vincere

La giornata di campionato segna anche l’ottimo debutto di Maria Sole Ferrieri Caputi, 32 anni, prima donna ad aver arbitrato una partita della serie A maschile

di Dario Ceccarelli

(Afp)

5' di lettura

Povera Inter! Sempre in mezzo ai guai. O a qualche complicata crisi esistenziale da cui, nonostante la buona volontà dei protagonisti, non riesce mai uscire. Nelle sue convulsioni ricorda vagamente, se è lecito, le vicissitudini del Pd, come l'Inter quasi ogni giorno sul banco degli accusati.

Fateci caso: anche quando si parla d'altro, magari di giardinaggio, prima o poi qualcuno interviene dicendo: «Beh, certo, la colpa è del Pd…» Un mantra che funziona sempre. Garantito.

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Uguale per l'inter: spararle addosso è il passatempo preferito dei suoi stessi tifosi. Basta guardarli e li riconosci subito. Sono sempre molto nervosi. Alzano gli occhi al cielo, imprecano contro Simone Inzaghi - l'attuale capro espiatorio di ogni errore, anche quelli della società - e poi si lasciano andare alla consolazione della memoria. Alla nostalgia canaglia di quando sulla panchina nerazzurra dominavano i due supereroi, Josè Mourinho e Antonio Conte. Ah bei tempi… Con loro non saremmo qui con quattro sconfitte già sul groppone.

La traballante panchina del tenero Inzaghi...

Lo special One è stato santificato perfino questa volta che la Roma ha battuto (2-1) l'Inter, perchè è comunque un trascinatore. Un pifferaio magico che, alla fine, fa credere anche ai rospi di essere belli e vincenti. Quanto ad Antonio Conte, basta nominarlo che tutti scattano sull'attenti come se fossero dei marines. Il sergente Conte rivitalizza anche i morti. Con lui non si scherza. Ad Handanovic, portiere vicino alla pensione, dicono i tifosi interisti, gli avrebbe fatto il pelo e il contropelo. Uno come Skirinanr, l'uomo mercato da difendere con le unghie che poi si fa uccellare da Smalling, sarebbe già stato retrocesso a fare l’autista o il magazziniere. Almeno fino a quando non si fosse riscattato con 100 piegamenti al giorno.

Un sergente duro come l’acciaio di tutt'altra pasta rispetto al tenero Inzaghi, sempre lì a ripetere che è un vero peccato aver perso...; che mai come questa volta abbiamo giocato bene...eccetera eccetera. Parole forse condivisibili, quelle di Inzaghi. Peccato che l'inter continui a prendere schiaffi. In otto giornate ha perso quattro volte. Cosa che non accadeva da dieci anni. Anche in questa incapacità ad avere un guizzo o una reazione potente, Inzaghi ricorda il suo equivalente, Enrico Letta, ormai in uscita dalla panchina del Pd. Toni pacati, analisi giuste, disponibilità al confronto, ma intanto quante bastonate, amici miei...

Tornando all'Inter, il suo problema è che è già stato detto tutto. Gli errori sono sempre gli stessi: passaggi orizzontali che finiscono in bocca agli avversari, imbarazzanti dormite sui cross in area, inspiegabili cali di tensione, incapacità di gestire il vantaggio senza farsi rimontare. Solo che cambiare Inzaghi è un problema. Gli allenatori buoni sono già seduti altrove. E poi con i chiari di luna che ci sono in cassa, forse non è una grande idea buttare via altri milioni per un nuovo tecnico che nulla garantisce. Il rientro di Lukaku è un altro mistero da svelare. E anche Lautaro non sta troppo bene. Martedì 4 ottobre c'è il Barcellona. L'impresa è disperata, ma con l'inter non si sa mai. A volte è proprio nell'eccezionalità che ritrova sé stessa. Che fatica, però.

Napoli lanciato: che sia l’anno giusto?

Intanto, mentre il Milan si sta specializzando in spettacolari vittorie in extremis (grazie anche alle magie di Leao) che gli permettono di rimanere secondi con la Lazio a tre punti della vetta, Napoli e Atalanta non perdono un colpo rimanendo al comando a quota 20. Con modalità diverse, però: l'Atalanta con questo suo nuovo basso profilo che comunque le permette proseguire la sua marcia. Non brilla, segna poco (anche con la Fiorentina ha vinto per un gol di Lookman), ma intanto mette tanto fieno in cascina per il futuro. Diciamolo: questa con il braccino corto non è la solita Dea che fa innamorare gli esteti. Ma intanto Gasperini se la gode: spesso accusato di troppa bellezza e scarso pragmatismo, adesso al comando ci sta lui. Non è bella, la sua Atalanta, ma è una bella che piace. E piace soprattutto ai suoi tifosi, in passato delusi per le troppe promesse mancate.

Il Napoli invece viaggia come un treno ad alta velocità. Un treno dei desideri che va dritto a destinazione. Se poi sarà lo scudetto si vedrà. Ma intanto è un piacere guardarlo. Con il Torino, grazie a una doppietta di Anguissa, ha chiuso la partita in 12 minuti. Dopo il terzo gol di Kvaratskhelia (anche questo strepitoso) i partenopei si sono un po' rilassati concedendo ai granata di non sfigurare segnando il gol dell’orgoglio con Sanabria, il migliore del Torino. Ma ciò che colpisce del Napoli è la sua fluidità. Quando Anguissa e Kvara vanno in profondità, succede sempre qualcosa. Sono due front man di una band scatenata: Politano, Zielinskj e Lobotka non solo tengono il ritmo, ma improvvisano anche assoli da sballo.

Un gran lavoro quello di Spalletti che fa sorgere l'inevitabile domanda: è l'anno giusto per il Napoli? Domanda da incrociare le dita in una città che dopo 32 anni attende con un filo di ansia (eufemismo) lo scudetto. Ora tutto gira al meglio. I nuovi acquisti si sono integrati alla perfezione. Spalletti è riuscito a silenziare perfino il suo presidente, De Laurentiis. Un miracolo che neanche San Gennaro. Insomma le premesse fanno ben sperare. Però restano dei però. Soprattutto il timore di quel “mal di primavera” che, anno dopo anno, disunisce la squadra facendola deragliare. “Napule è mille colure, ma anche mille paure” ricorda Pino Daniele. Vedremo quale due anime avrà la meglio.

Ottimo debutto di Maria Sole, la prima donna arbitro in A

Chiudiamo con due novità da rimarcare. La prima riguarda l'ottimo debutto di Maria Sole Ferrieri Caputi, 32 anni, la prima donna ad aver arbitrato una partita della massima divisione maschile. Maria Sole ha diretto con autorevolezza la partita Sassuolo-Salernitana, finita in una goleada (5-0) per gli emiliani. Un buon segnale per il calcio, sport spesso criticato, poco remunerato al femminile, ma che prova faticosamente ad adeguarsi. Quando non ci stupiremo più di una donna arbitro, vorrà dire che qualcosa è davvero cambiato.

La seconda novità, da segnare sul calendario, è che la Juventus di Max Allegri è tornata alla vittoria battendo 3-0 il Bologna. In questo campionato è terza la volta (su otto) che la Juve conquista i tre punti. Dopo aver perso con il Monza, e pareggiato in casa con la Salernitana, quella dei bianconeri è pur sempre una impresa. “Un passo alla volta...” ha commentato Allegri. Perfino Vlahovic è tornato a realizzare una doppietta (il terzo gol è di Milik). A poco a poco il mondo calcistico sta tornando alla normalità. Manca solo l'Inter, la più svagata e pazza del gruppo.

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