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Tra gli operatori cresce l'ottimismo su borsa e spread. Il crollo cripto non fa paura

Maggiore fiducia per le prospettive dei mercati nei prossimi mesi con un recupero graduale anche dell'euro rispetto al dollaro. E il differenziale Btp-Bund potrebbe restringersi ulteriormente

di Corrado Poggi

4' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Cresce per il secondo mese consecutivo l’ottimismo degli operatori finanziari sull’andamento delle Borse per i prossimi sei mesi. E’ quanto emerge dal sondaggio di novembre condotto da Assiom Forex fra i suoi associati in collaborazione con Il Sole 24 Ore Radiocor. Secondo i risultati dell’indagine, infatti, il campione di quanti si attendono rialzi dei mercati nei prossimi mesi sale dal 41% di un mese fa all’attuale 43% con un 3% che si attende guadagni in doppia cifra. Sale al tempo stesso il numero di quanti si attendono mercati stabili (sono il 43% contro il 36% di ottobre) mentre cala significativamente, dal 23% al 14%, la percentuale di quanti si attendono ribassi, che per l’1% potrebbero essere superiori al 10%. “Si rafforza ulteriormente l’ottimismo degli operatori – spiega il direttore di Assiom Forex, Massimo Mocio -. L’86% degli intervistati ritiene infatti che il mercato non andrà a testare livelli di supporto inferiori a quelli attuali in quanto gran parte dei rialzi dei tassi e della revisione degli utili societari sembra ormai incorporata in questi prezzi. In attesa di quello che potrebbe diventare un piccolo rally di fine anno, restano ancora tutte aperte le principali incognite (conflitto ucraino-russo, Covid policy cinese, durata del picco inflattivo) che potrebbero determinare un rialzo improvviso della volatilità, anche se, rispetto agli scorsi mesi, sembra esserci una maggiore visibilità anche nel determinare l’ampiezza del movimento recessivo, con il consensus che pare posizionarsi su una ripresa veloce, soprattutto negli Stati Uniti”.

Per il 91% euro stabile o in rialzo in prossimi mesi

Il trend di recupero dell’euro dopo i minimi toccati a luglio quando è sceso alla parità con il dollaro è destinato a proseguire. Secondo un complessivo 91% di operatori, infatti, l’euro, che oggi naviga attorno alla soglia di 1,05 dollari, massimi da giugno, si rafforzerà ulteriormente nel corso dei prossimi mesi o quantomeno rimarrà sui valori attuali. Nello specifico per il 39% degli operatori la divisa comune metterà a segno rialzi che per il 2% saranno molto significativi. Un mese fa la quota complessiva dei “rialzisti” era al 26%. Secondo il 52% degli operatori invece (da 57%), il rapporto euro/dollaro rimarrà stabile. Sul fronte opposto da registrare il netto calo di quanti si attendono un nuovo indebolimento dell’euzo: sono il 9% contro il 17% di ottobre. “La minore rigidità sul fronte dei rialzi dei tassi americani – spiega il presidente di Assiom Forex Massimo Mocio - sta supportando la ripresa dell’euro nei confronti del dollaro, tanto che ben il 91% degli operatori crede che la moneta unica non tornerà più sotto la parità (almeno nella prima parte del 2023), e probabilmente contribuisce a delineare uno scenario più tranquillizzante anche per la Bce, che, nonostante il Quantitative Tightening, si è riservata la facoltà di utilizzare tutti gli strumenti di politica monetaria a sua disposizione per non impattare eccessivamente sui titoli periferici”.

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Spread: calano le tensioni, per il 59% resterà sotto i 200

Aumenta la fiducia tra gli operatori dei mercati finanziari sulla tenuta dello spread nei prossimi mesi. E’ quanto emerge da sondaggio di novembre condotto da Assiom Forex fra i suoi associati in collaborazione con il Sole 24 Ore Radiocor. Se un mese fa solo il 24% degli operatori riteneva che il differenziale potesse rimanere in maniera stabile sotto quota 200 punti base, ora questa percentuale è al 59%, con un 46% che vede lo spread navigare fra i 150 e i 200 punti (oggi si aggira attorno a quota 185) e un ulteriore 13% che invece ritiene possibile un restringimento sotto quota 150 punti. Un mese fa questo scenario era considerato possibile solo dal 7% degli intervistati. Scende di conseguenza al 37% dal 62% di un mese fa il campione di quanti vedono il differenziale navigare fra i 200 e i 250 punti mentre solo un ulteriore 4% (da 14%) ipotizza una fiammata dello spread che lo porti a superare la soglia dei 250 punti.

Per l'81% nessun rischio sistemico da crollo Ftx

Nessun rischio di contagio per il sistema finanziario più ampio dal crollo della seconda piattaforma di trading di criptovalute, Ftx, e dalle ripercussioni che questo sta avendo sugli altri operatori del settore. E’ la risposta netta data dall’81% degli operatori secondo cui non vi è alcun rischio di un contagio in stile Lehman Brothers come paventato da alcuni analisti e le conseguenze del crollo di Ftx dovrebbero rimarranno confinate al mondo delle criptovalute. Una posizione che segue la linea della Bce che nei giorni scorsi ha sostenuto in un blog che l’universo crypto è avviato verso l’irrilevanza. Secondo il rimanente 19% degli operatori invece vi è la possibilità di un contagio poiché i legami del settore crypto con il sistema finanziario sono oggi molto più ampi e le gravi perdite accusate da diversi fondi potrebbero generare tensioni anche sul sistema finanziario “Le conseguenze relative al fallimento di FTX non sembrano impensierire eccessivamente gli operatori – spiega il presidente di Assiom Forex Massimo Mocio - che non lo considerano un elemento in grado di generare un contagio sui mercati finanziari come successe ai tempi del crack di Lehman Brothers”.

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