IL CALENDARIO 

Tra sicurezza bis e Tav, inizio agosto in salita per il governo al Senato

Il primo del mese si aprirà a Palazzo Madama la discussione sul provvedimento voluto dal ministro dell’Interno Salvini. Il 7 agosto è invece attesa in aula una risoluzione contro la Tav. C’è poi la mozione di sfiducia al leghista depositata dal Pd

di Andrea Carli


Dl Sicurezza bis, dalle maximulte alle Ong al Daspo fino a 10 anni allo stadio

3' di lettura

Non solo il negoziato per definire le misure della prossima manovra, già entrato nel vivo con i primi tavoli al Viminale e a Palazzo Chigi (lunedì nuovo round sul Sud): una trattativa che si preannuncia in salita, a cominciare dal nodo flat tax-cuneo fiscale e dall’aumento dell’Iva che potrebbe scattare a gennaio 2020. Anche al Senato la maggioranza giallo verde dovrà affrontare un inizio agosto “politicamente caldo”.

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La fronda dei Cinque Stelle alla Camera
Il primo del mese, giovedì, stando alla tabella di marcia indicata dalla Conferenza dei capigruppo di Palazzo Madama, si aprirà la discussione sul decreto sicurezza bis. Ieri il provvedimento voluto dal ministro dell’Interno Salvini, nell’ottenere il via libera della Camera, ha registrato una fronda nei Cinque Stelle: 17 deputati pentastellati non hanno partecipato al voto, e il presidente della Camera Roberto Fico, non nuovo a posizioni critiche nei confronti del ministro dell’Interno Matteo Salvini e della politica dei porti chiusi, ha lasciato l’aula al momento del voto. Il 7 agosto è invece atteso in aula un testo contro la Tav, una risoluzione.

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Il nodo fiducia sul sicurezza bis
Al Senato il governo giallo verde può contare su 164 voti, appena tre sopra la maggioranza a quota 161 (compresi i sei senatori a vita): 58 per la Lega e 106 per il M5S. Il via libera alla Tav (parte oggi la lettera del Mit all’Inea, l'Agenzia esecutiva per l’innovazione e le reti della Commissione europea), sommato alla decisione di Salvini di evitare il confronto sul caso dei presunti finanziamenti russi alla Lega, hanno fatto montare l’insofferenza e le fibrillazioni all’interno dei Cinque Stelle: il timore è che il gruppo possa non reggere nel voto al Senato sul decreto sicurezza bis: almeno una decina di senatori potrebbero decidere di non votare. In M5S, secondo quanto si apprende, si starebbe valutando la possibilità di non blindare il testo, ovvero di non porre la questione di fiducia, come invece è accaduto alla Camera. Una soluzione che avrebbe lo scopo di non far emergere le spaccature nel Movimento prima e nella maggioranza poi, con Fratelli d’Italia che potrebbero risultare determinanti nei numeri. Dall’altra parte, la Lega non vede di buon occhio la scelta di non blindare il provvedimento: è infatti incline a porre la questione di fiducia, evitando così emendamenti che potrebbero far tornare il testo alla Camera, con conseguente slittamento dei tempi di approvazione a dopo la pausa estiva.

La risoluzione anti Tav
La prova sulla risoluzione sulla Tav potrebbe destabilizzare ulteriormente la situazione. Tra le ipotesi, quella che è circolata nelle ultime ore prevede una richiesta al premier di riferire in aula sulla decisione del Governo, forse già la prossima settimana. Un’informativa su cui M5S presenterebbe una risoluzione, contraria, che voterebbero soltanto i pentastellati.

La mozione di sfiducia del Pd contro Salvini
C’è poi un’altra sfida che minaccia la maggioranza al Senato. Il gruppo del Pd ha depositato una mozione di sfiducia individuale a Salvini.

L’ingorgo dei Ddl
Peraltro la settimana che si apre registrerà al Senato, a partire dal martedì 30 luglio, un nutrito numero di provvedimenti. Oltre al sicurezza bis, alcuni Ddl: delegazione europea 2018, proroga termine di riforma del codice della nautica da diporto, distacco Comuni di Montecopiolo e Sassofeltrio dalle Marche all’Emilia-Romagna; Ddl insegnamento educazione civica, valorizzazione piccole produzioni alimentari di origine locale, partecipazioni in società lattiero-casearie, Ddl delega sull’ordinamento sportivo, Ddl costituzionale sul referendum, Ddl abrogazione norme costituzionali su Cnel e rendiconto e bilancio interno Senato. Inoltre, nella giornata di mercoledì è prevista la prosecuzione dell’esame dei documenti della Giunta delle elezioni sui seggi da assegnare in Sicilia, Calabria ed Emilia-Romagna.

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