INFOTAINMENT

Tra smartphone e automobile nozze difficili ma necessarie

di Luca Figini


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Un sistema di infotainment con Android Auto.

3' di lettura

Si chiama infotainment ma si legge “sicurezza a bordo”. Le plance connesse, che tanto stanno stravolgendo l’interfaccia d’uso e la modalità di dialogo con il veicolo, sono in primis un requisito fondamentale per mantenere elevati i criteri di sicurezza. Basti pensare al fatto che lo smartphone collegato al cruscotto permette di attivare la chiamata d’emergenza al numero unico europeo, così da inviare segnalazioni automatiche in caso di incidente.

Nei modelli più evoluti si può anche avere un dialogo remoto con call center specializzati o la compagnia assicurativa, che può addirittura misurare la qualità di guida. E tutto ciò riduce la pericolosità in condizioni non ottimali: è vietato impugnare qualsiasi cosa mentre si è al volante; figuriamoci avere in mano lo smartphone, elemento disturbante e monopolizzante dell'attenzione anche fuori dall'auto. Usare in modo corretto i sistemi previsti a bordo, studiati per essere intuitivi e a impatto ridotto sulla concentrazione, consente di non rinunciare a chiamate, messaggi e alle risorse del cellulare, senza però aggiungere variabili di rischio mentre si viaggia. A tutto vantaggio della sicurezza complessiva, limitando le distrazionie con indubbie declinazioni positive sulle spese assicurative.

Se la funzione di elevare la sicurezza è al primo posto per importanza, va considerato il secondo grande impatto benefico dell'infotainment: personalizzare l'utilizzo dell'automobile.

L’impianto InControll Apps di una Range Rover velar che esegue CarPlay a seguito della connessione con un iPhone

Le plance, siano esse collegate a Internet in modo indipendente o collegate allo smartphone, stanno profondamente cambiando il modo in cui si interagisce con comandi, impostazioni e addirittura con la lettura delle informazioni a bordo. I classici tasti e le coinvolgenti manopole stanno lasciando il posto ai più esaustivi e moderni display. I touchscreen sono lo strumento principe. Così come sui dispositivi mobili, anche sulla console di bordo provvedono a fornire un'elevata quantità di informazioni e a virtualizzare i comandi. Si ottiene il risultato di non limitare l'interazione ai pochi tasti, ma di estendere le risorse accessibili con i soli limiti imposti dagli sviluppatori software. Si può insomma adattare il funzionamento di ogni risorsa sulla base dei propri gusti (in molti casi si può cambiare perfino l'illuminazione interna).

Ecco dunque che l'interfaccia utente fa la differenza: è una funzione scientifica quella data dalle variabili design, comfort ed ergonomia. Bisogna trovare il giusto equilibrio tra semplicità, raffinatezza e intuitività, nel senso di ridurre al massimo l'area di disattenzione generata dall'utilizzo del display mentre si guida.

Così il display è arrivato anche in corrispondenza del cruscotto, togliendo spazio ai più romantici indicatori analogici. Nelle auto c'è sempre almeno uno schermo: si trova al centro della plancia. Nei modelli più sofisticati si arriva a due, perché c'è anche dietro al volante e consente di replicare molte delle funzioni e informazioni per fare in modo che siano ben visibili. Nelle generazioni più recenti si somma anche il terzo pannello, di solito dedicato a massimizzare la comodità di viaggio (condizionamento, qualità dell'aria e così via). La configurazione così proposta crea sinergia funzionale, più che strutturale, e porta a un livello superiore la possibilità di adattare il funzionamento dell'auto alle proprie necessità. Con il risvolto di una frammentazione nella standardizzazione.

Alcuni comandi e icone sono simili su tutte le plance, ma ognuna di queste necessita un periodo di tempo per l'addestramento per comprenderne il funzionamento. Gli smartphone hanno un ruolo di normalizzazione: Android Auto e iOS Carplay sono insiti nel telefonino che, una volta connesso al cruscotto, sfrutta il display principale riconfigurandolo con l'interfaccia del sistema operativo mobile. Ciò permette di avere sia le preferenze, sia la medesima esperienza di utilizzo su tutti i veicoli compatibili con le due piattaforme. Per contro, i menu riadattati sul display di bordo dei due sistemi latitano ancora per finezza e, soprattutto con Android Auto, ergonomia. Basterebbe un semplice aggiornamento, nell'ottica di semplificare ulteriormente, per fare il balzo di qualità che ne decreterebbe il successo finale.

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