Industria 4.0

Tracciabilità e controlli in corsa

Grandi performance per chi propone soluzioni per l’identificazione univoca dei prodottiDall’evoluzione della logistica interna e dall’upgrade dei sistemi di ispezione il carburante per la crescita

di Luca Orlando


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2' di lettura

«Il cambiamento? Beh, ad esempio qui da noi incontro gente che non conosco». Per il direttore commerciale Giovanni Codegoni tenere il passo non è banale. I nuovi ingressi in azienda sono in effetti ormai quasi continui, con un organico già quasi raddoppiato tra 2015 e 2018 (da 21 a 38 unità) e in continua espansione anche ora, toccando quota 55. Innesti del resto necessari per tenere il passo dei ricavi: poco più di nove milioni nel 2015, saliti oltre i 20 lo scorso anno, ora in accelerazione ulteriore con stime 2019 a 27,5. Il percorso recente di Lab Id testimonia forse più di altri il cambiamento pervasivo avvenuto nell’industria. Che il direttore commerciale della Pmi emiliana vede tradursi in nuovi clienti, a caccia dei sistemi di tracciabilità Rfid realizzati dall’azienda. Un esempio chiaro dell’impatto della digitalizzazione all’interno dei processi produttivi, dove ormai nulla o quasi nelle realtà più avanzate è governato in termini esclusivamente analogici. A partire dalle fasi iniziali della progettazione, dove modellazione virtuale e utilizzo di manifattura additiva abbattono in modo drastico il time to market dei prodotti. Per procedere poi con il controllo dei processi interni, dove sempre più spesso è un software ad organizzare e attrezzare gli impianti per la specifica lavorazione, anche in questo caso riducendo in modo evidente i tempi di fermo-macchina, migliorando per questa via la produttività dell’azienda. Impatto chiaro vi è anche nella logistica interna, che vede l’utilizzo sempre più massiccio di carrelli a guida laser e magazzini automatici. Strumenti in grado di gestire masse crescenti di semilavorati o prodotti finiti, localizzabili in modo univoco proprio grazie ai nuovi marcatori tecnologici, ad esempio i tag Rfid.

Crescita dirompente grazie a a questa tecnologia anche per Temera, specializzata nelle applicazioni di tracciabilità nel mondo luxury e clienti che spaziano da Armani a Prada, da Bulgari a Fendi, da Versace a Cavalli. Per l’azienda toscana i ricavi sono passati dai 3,5 milioni del 2015 ai 13 del 2018, con addetti quadruplicati a 58 unità. Anche in questo caso l’accelerazione successiva è evidente, con ricavi 2019 visti in crescita del 25% e un organico lievitato a 74 unità. «Ci siamo specializzati in un settore di nicchia -spiega il direttore finanziario Cristiano Basile - e dopo anni in cui i clienti avviavano sperimentazioni parziali oggi vediamo da parte loro un utilizzo più pervasivo e massiccio della tracciabilità. E infatti per tenere il passo delle crescita le nostre assunzioni proseguono». Altro passo in avanti rilevante compiuto grazie alla digitalizzazione dei processi è nei controlli di qualità, dove sistemi ispettivi sempre più evoluti consentono di abbattere al minimo errori o difetti. Diffusione di nuovi strumenti ben rappresentata dalla corsa dei ricavi di Antares Vision, tra i “big” della classifica Leader della Crescita, forte nel 2015 di un fatturato di partenza di 45 milioni di euro, già moltiplicati per tre grazie ai suoi sistemi di ispezione e tracciabilità, diretti in particolare verso l'industria farmaceutica. L’azienda, da pochi mesi quotata sul listino Aim di Piazza Affari, ha in parallelo sviluppato il proprio organico, più che triplicato dal 2015. Un progresso che peraltro continua, perché i 357 addetti di gruppo di fine 2018 a giugno erano già diventati 429.

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