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Tracciamento Coronavirus, in arrivo 2mila operatori

Per contenere il virus e alleggerire la pressione sugli ospedali il governo accelera anche sulla somministrazione dei test rapidi da parte di medici di famiglia e farmacie. Lunedì la Conferenza Stato-Regioni

di Barbara Fiammeri

Covid, Gimbe: è saltato il tracciamento e manca una strategia

Per contenere il virus e alleggerire la pressione sugli ospedali il governo accelera anche sulla somministrazione dei test rapidi da parte di medici di famiglia e farmacie. Lunedì la Conferenza Stato-Regioni


3' di lettura

Duemila «tracciatori» in più arriveranno presto nelle Regioni per inseguire il Coronavirus. A confermarlo è stato il ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia durante l’incontro di giovedì 22 con le Regioni. E sempre per contenere il virus e alleggerire la pressione sugli ospedali si accelera anche sulla somministrazione dei test rapidi da parte di medici di famiglia e farmacie, che sarà al centro della Conferenza Stato-Regioni di lunedì 26. «Già in alcune regioni in farmacia si fanno i test sierologici - ha ricordato il ministro della Salute Roberto Speranza - proviamo a fare una sperimentazione, come sta avvenendo a Trento, per effettuare gli antigenici».

Il via libera non è scontato. Ci sono ancora resistenze da parte di medici e farmacisti per l’assenza di spazi e strumenti dove poter effettuare in sicurezza i test. Quanto ai tracciatori, Boccia ha spiegato che il contingente sarà istituito con un’ordinanza della Protezione civile e verranno individuati attraverso un bando: 1.500 saranno destinati a fare i tamponi e gli altri 5mila lavoreranno sulla richiesta di informazioni e la procedura da seguire.

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Misure restrittive al centro del confronto

Al centro del confronto tra Governo e Regioni (che prosegue anche oggi) restano le misure restrittive per contenere i contagi. I dati infatti continuano ad essere allarmanti. Siamo a oltre 16mila contagiati in più in un giorno. Mercoledì l’incremento era stato di 15mila. E quei mille di differenza ci sono nonostante siano stati fatti meno tamponi (170mila contro il 177mila del giorno prima). Risultato: l’indice di contagio - e cioè il rapporto tra tamponi e positivi - sale ancora dall’8,5 di mercoledi al 9,4 di ieri. Salgono anche i morti (136) e le terapie intensive, che arrivano a sfiorare quota mille (992) così come quasi 10mila sono in totale gli ospedalizzati, con altri 637 in più rispetto al giorno prima.

Ma il dato nazionale è una media. In alcune Regioni e città, in primis Lombardia e Milano, dove giovedì sera è scattato il coprifuoco dalle 23 alle 5 del mattino, la situazione è molto più grave. Oggi riapre l’ospedale della Fiera: «Purtroppo sarà molto utile» , ha detto Fontana, che confida siano sufficienti le restrizioni decise con l’ultima ordinanza per contenere la curva. Stesso obiettivo degli altri Presidenti. Questa sera comincia il coprifuoco in Campania alle 23 mentre nel Lazio l’ora x per restare a casa è mezzanotte. A breve chiuderà anche la Sardegna. Il Governatore Christian Solinas sta ultimando l’ordinanza che mette tutta la regione in lockdown per due settimane: chiusi porti, aeroporti e le principali attività.

Regioni in ordine sparso su Dad e misure anti-movida

Dopo la Lombardia, anche il governatore della Puglia Michele Emiliano ha deciso una stretta sulle scuole sospendendo fino al 13 novembre tutte le attività didattiche in presenza per il triennio delle scuole superiori. E didattica a distanza sarà anche in Veneto, dove Luca Zaia per il momento esclude lockdown («meglio la mascherina»). Ci sono poi le ordinanze dei sindaci anti-movida, l’individuazione di possibili zone rosse nelle grandi città. Ci si muove insomma in ordine sparso.

Oggi Boccia torna a incontrare le Regioni per coordinare le diverse iniziative, per lo più tutte condivise anche dall’esecutivo. Quanto a possibili nuovi provvedimenti generali, al momento vengono esclusi. Ma abbiamo imparato in questi mesi che a dettare l’agenda è il Covid e quindi non sarebbe sorprendente se nel giro di pochi giorni si decidesse di chiudere ad esempio le palestre e nei week-end i centri commerciali su tutto il territorio nazionale.

Quasi tutti gli esperti concordano che le misure prese non sono sufficienti: «Il lockdown generalizzato può essere evitato se vengono prese misure rapide, urgenti e forti adesso, ma non con quelle prese attualmente», ammonisce il consulente di Speranza, Walter Ricciardi, sostenendo che si è arrivati a questa situazione «perché non abbiamo fatto quello che avremmo dovuto fare 2 settimane fa». Del resto la Francia era a 16mila positivi al giorno solo un mese fa. Oggi sono più di 40mila e Parigi sta esaurendo i posti negli ospedali.

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