Memorie#Tradimenti

Traditur e la metafora spaziale delle relazioni umane


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Traditur, installazione di Flavia Bigi (photo@Marcello Leotta per Flavia Bigi)

2' di lettura

Due grandi dadi, uno di marmo bianco e uno di granito nero. Che prendono vita roteando nel video che completa l’installazione. Dadi con incisi simboli ispirati ai blasoni delle casate protagoniste di controverse e complesse vicende storiche, quelli delle famiglie Floridi, Doria e Pamphilj. É suggestiva l’installazione che ha vinto il premio Memorie#Tradimenti indetto dal Trust Floridi Doria Pamphilj, proiettata a Roma, nella piazzetta della Chiesa di Santa Maria in Cappella dell’Ospitale di Santa Francesca Romana, nel cuore di Trastevere. La seconda edizione del premio di arte contemporanea chiedeva di interpretare il “lato oscuro” della memoria e della storia: quello dei tradimenti e dei travisamenti.

Traditur e la sorte incerta del destino umano
Ha vinto il progetto “Traditur - Metafore spaziali delle relazioni umane” di Flavia Bigi, artista che vive e lavora fra Roma e Parigi. E ha realizzato mostre con le sue opere in Stati Uniti, Francia, Finlandia, Slovacchia, Austria e Svizzera. Una scelta, quella del gioco dei dadi, che è simbolo per eccellenza dell’alea e quindi della sorte incerta del destino umano. Come la storia di una casata è legata ad alleanze e tradimenti spesso imprevedibili, che come le facce dei dadi di Flavia Bigi si presentano in accostamenti inaspettati. «Le molteplici sfaccettature di posizioni di forza e l'interpretazione contraddittoria di avvenimenti storici - spiega Flavia Bigi - sono dinamiche che continuano ciclicamente a ripresentarsi, creando nuove combinazioni inimmaginabili fino all'istante precedente, in un perpetuo ripetersi dei giochi di potere». L'artista si contraddistingue per l'osservazione multidimensionale che connota la sua produzione.

La memoria tradita/tramandata
Il titolo dell’installazione Traditur vuole richiamare la tradizione e il racconto di storie lontane. La parola latina evoca proprio la parola italiana tradire. I dadi per Flavia Bigi diventano l’alibi per trattare del rapporto dell’uomo con la memoria “tradita/tramandata” e per interpellarne la sua inesorabile caducità. I dadi, uno bianco e uno nero, «possono comporre uno schieramento tattico, come nel gioco degli scacchi, oppure una disposizione casuale, appunto come nel gioco dei dadi. La diversa sistemazione installativa delle sculture incise può quindi essere vista come la metafora spaziale della complessità delle relazioni umane».

Sarà poi nella Villa del Principe di Genova
L’installazione, fino al 5 aprile a Trastevere, si sposterà poi a Genova, nella Villa del Principe e in altre sedi storiche della famiglia in Italia, per finire il tour di nuovo a Roma a Palazzo Doria Pamphilj in via del Corso nel mese di dicembre. Senese d’origine, Bigi vive e lavora a Roma, dove ha fondato con altre due artiste romane lo spazio contemporaneo L29 in Via Labicana 29, uno spazio polivalente, pensato come art studio, atelier, galleria no profit d'arte contemporanea e luogo di confronto e di scambio culturale.

Premio Memorie#Tradimenti del Trust Floridi Doria Pamphilj
Opera vincitrice: Traditur di Flavia Bigi
Dal 9 marzo 2019 al 5 aprile
Piazzetta della Chiesa di Santa Maria in Cappella dell’Ospitale di Santa Francesca Romana in Trastevere
Vicolo Santa Maria in Cappella 6
Roma

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