inchiesta per omicidio colposo sui fatti di torino

Tragedia per la finale di Champions, avvisi alla Appendino e al questore

(Ansa)

3' di lettura

È cominciata a Torino la notifica dei provvedimenti giudiziari nell’inchiesta sui fatti di piazza San Carlo. Si tratta di inviti a comparire per un interrogatorio. Fra i destinatari figurano il sindaco, Chiara Appendino, il suo ex capo di gabinetto Paolo Giordana, la dirigente comunale Chiara Bobbio, responsabile eventi dei «soggetti terzi»; poi il capo di gabinetto della questura, Michele Mollo, e il commissario di polizia Angelo Bonzano che la sera del 3 giugno aveva delle responsabilità di ordine pubblico; quindi Maurizio Montagnese e Danilo Bessone, presidente e dirigente di Turismo Torino, l’agenzia del Comune che si occupò dell’organizzazione dell’evento in piazza.

Ci sarebbe anche il questore Angelo Sanna fra i venti destinatari dei provvedimenti giudiziari. Il dirigente di polizia lo scorso 3 giugno si era insediato a Torino da appena un mese. In totale gli indagati sono 20. La Appendino ha diffuso lei stessa la notizia su Twitter. «Mi è stato notificato un avviso di garanzia per i fatti di piazza San Carlo. Offrirò come sempre la massima collaborazione agli inquirenti», ha scritto in un tweet.

Loading...

Nel fascicolo si ipotizza la «cooperazione in omicidio colposo» in relazione al caso di Erika Pioletti, la donna di Domodossola morta il 15 giugno per le ferite riportate durante la calca; poi le «lesioni colpose», a seguito delle 315 querele arrivate a Palazzo di Giustizia. Il procedimento, trattato dal procuratore capo Armando Spataro e dai pm Vincenzo Pacileo e Antonio Rinaudo si innesta sull’articolo 40 del codice penale, in base al quale «non impedire un evento che si ha l’obbligo giuridico di impedire equivale a cagionarlo».

Titolo sommario (fonte)
Loading...

Alla ricerca delle cause della tragedia
Le indagini non hanno accertato le cause che scatenarono le ondate di panico fra le migliaia di spettatori presenti in piazza San Carlo per la proiezione della finale di Champions. L’inchiesta riguarda i fatti del 3 giugno, quando fu proiettata nella piazza principale del capoluogo piemontese la sfortunata partita che contrapponeva Juventus e Real Madrid. Quella sera ondate di panico provocarono la morte (dopo 12 giorni di agonia) di una donna di 38 anni e il ferimento di oltre 1.500 persone. Gli indagati sarebbero una ventina e gli avvisi di garanzia, destinati a rappresentanti nelle catene di comando di vari enti e istituzioni.

Le lunghe e minuziose indagini, coordinate dal procuratore Armando Spataro, dal procuratore aggiunto Vincenzo Pacileo e dal sostituto Antonio Rinaudo, hanno riguardato tutte le fasi nella preparazione e nell’allestimento del maxi-schermo nel «salotto» di Torino, la gestione nella piazza per quanto riguarda la sicurezza nelle ore precedenti la diffusione della partita di calcio e durante la partita, quando il panico scoppiato all’improvviso ha generato la calca nella quale centinaia di persone sono rimaste travolte.

Documenti al vaglio degli inquirenti
Sono stati analizzati tutti i documenti per l’allestimento dell’evento, la predisposizione di transenne, le vie di fuga, il numero delle persone ammesse, le forze di polizia presenti per la gestione dell’ordine pubblico e per i controlli di venditori abusivi. È stata ricostruita tutta la giornata del 3 giugno e anche le attività dei giorni precedenti nel preparare la piazza, le omissioni, come i mancati controlli nel maxi-parcheggio sotto piazza San Carlo da cui sarebbero entrati i venditori abusivi con le bibite in vetro. La folla cominciò ad accalcarsi nella piazza già nel primo pomeriggio e a molte ore dall’evento - la finale di Champions si giocava alle 20.45 - non furono pochi i torinesi e i turisti che rinunciarono ad andare in piazza, allarmati dalla presenza di bottiglie in vetro sul selciato molto prima della serata.

I pm si sono avvalsi del lavoro di un pool di investigatori della Digos, che in cinque mesi hanno raccolto la testimonianza
di quasi 200 persone. Resta da capire, anche, la causa che ha scatenato il panico, ma soprattutto gli investigatori hanno voluto capire cosa non ha funzionato nell’organizzazione e nella gestione della serata. Un insieme di omissioni e lacune avrebbero provocato il disastro, con il rischio di una tragedia di proporzioni maggiori. In piazza San Carlo resta tuttora transennata l’area, vicina a un bar, dove fu travolta Erika Pioletti, la 38enne di Beura Cardezza spirata dopo 12 giorni di vane cure all’ospedale San Giovanni Bosco. «Sono serena e ho piena fiducia nella magistratura», ha ripetuto nei giorni scorsi la sindaca Chiara Appendino. Attorno a lei ha fatto quadrato il Movimento 5 stelle di Torino.

Riproduzione riservata ©

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti