La strage

Tragedia Mottarone: altri 11 indagati, c’è anche la società Leitner

Si allarga l’inchiesta sulla tragedia dello scorso 23 maggio, costata la vita a 14 persone. Nel mirino anche le aziende responsabili di gestione e manutenzione

Mottarone: tolto fascicolo a gip

2' di lettura

Sale a 14 il numero degli indagati per la tragedia del Mottarone dove hanno perso la vita 14 persone. Oltre ai tre indagati, fermati e subito rilasciati, si aggiungono altri nove nomi di persone e due enti: Ferrovie del Mottarone, la società che gestisce la funivia, e Leitner, l’azienda di Vipiteno titolare del contratto di manutenzione dell’impianto. È quanto emerge nella richiesta di incidente probatorio firmato dal procuratore di Verbania Olimpia Bossi e dal pm Laura Carrera.

La tragedia e le indagini

Lo scorso 23 maggio una cabina della funivia Stresa-Alpino-Mottarone è precipitata al suolo dopo la rottura di una fune traente,schiantandosi e provocando la morte di 14 dei 15 passeggeri presenti al suo interno. Le indagini hanno fatto emergere che la tragedia è stata causata dalla scelta, consapevole, di disattivare i freni di emergenza per evitare arresti nello scorrimento della cabina.In un primo momento sono stati indagati, fermati e scarcarati il gestore della funivia, Luigi Nerini, il direttore d’esercizio Enrico Perocchio, e il capo servizio Gabriele Tadini, l’unico ai domiciliari. Il nuovo elenco di 11 indagati include Anton Seeber (presidente del Consiglio d’amministrazione della Leitner), Martin Leitner, (consigliere delegato della stessa azienda), Peter Rabanser (dirigente responsabile del Customer Service della Leitner e delegato per l’ambiente e la sicurezza relativa agli impianti a fune) e Rino Fanetti (il dipendente Leitner che ha eseguito la testa fusa della fune traente superiore della cabina 3 precipitata lo scorso 23 maggio).

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Contestati omicidio e lesioni colpose e attentato sicurezza trasporti

A tutti gli indagati per la strage alla funivia del Mottarone sono contestati i reati di omicidio colposo e lesioni colpose (le due società rispondono amministrativamente per omicidio colposo e lesioni gravi o gravissime commesse con violazione delle norme sulla tutela della salute e sicurezza sul lavoro). Alle 12 persone indagate è contestato anche il reato di attentato alla sicurezza dei trasporti. Come già noto a Gabriele Tadini, caposervizio e unico indagato che si trova ai domiciliari, è contestato anche il falso.

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