SCENARI

Transizione e investimenti: l’auto nel deserto dei margini

Il passaggio verso i motori ibridi ed elettrici impone alle imprese impegni miliardari. Gli analisti temono un crollo dei profitti e si interrogano sulla sostenibilità economica del settore

di Mario Cianflone


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Il concept Audi Ai:Trial, futuristico mezzo a zero emissioni prodotto dal marchio dei quattro anelli. I quattro motori elettrici, ciascuno per ogni ruota, assicurano 435 cavalli. L’autonomia raggiunge i 500 chilometri

3' di lettura

Un mondo difficile quello dell’auto alle soglie del nuovo decennio e la preoccupazione numero uno dei ceo dei grandi gruppi è una sola: i margini in discesa a causa degli investimenti ingentissimi per la transizione tecnologica che risponde a tre parole chiave: elettrificazione e guida automatizza. Ma è propri la spinta sui nuovi powertrain ibridi e 100% a batteria che drena risorse enormi (basti pensare agli oltre 44 miliardi messi dal gruppo Vw su questo fronte). Numerosi Analisti, da AlixPartners a Standard & Poor’s hanno lanciato l’allarme sui margini affermando che le case stanno correndo verso la desertificazione dei profitti. Del resto come rileva uno studio McKinsey, finora sono stati investiti 275 miliardi di euro nella mobilità elettrica ed entro il 2025, i costruttori porteranno sul mercato più di 300 nuovi modelli bev. La transizione verso l’elettrico e l’ibrido plug-in rischia di costare molto cara e tutto questo a causa delle normative Ue sulle emissioni di climalteranti. E su questo fronte è curioso osservare come i regolatori europeo siano intervenuti ad gamba tesa sulla fragile industria dell’auto e non su altre. Forse imporre l’uso in case, aziende e negozi di lampade Led, al posto di quelle convenzionale ed alogene, avrebbe benefici enormi in termini di riduzione della CO2.

Ma a quanto pare il conto del riscaldamento globale rischia di pagarlo in gran parte l’auto che per di più è quella che contribuisce meno. I numeri uno delle case automobilistiche non nascondono infatti timori sulla sostenibilità e stiamo parlando di quella economica che non può essere separata da quella ambientale. Lo stesso Ola Källenius, numero uno di Daimler, a dichiarato come “la rivoluzione è iniziata e che ora la priorità è creare un business sostenibile e profittevole. Questa situazione difficile comporta una pressione sui costi ancora maggiore a causa degli ingenti e necessari investimenti in nuove tecnologie e soluzioni. Secondo Källenius ci vorranno 10-15 anni prima che le case possano essere profittevoli sul fronte dell’elettrico e Daimler sta lavorando anche con i partner cinesi (Con Geely, suo primo azionista, produrrà la nuova smart elettrica in joint-venture paritaria e con Baic prosegue la partnership anche con partecipazione azionaria).

Di uguale avviso anche Carlos Tavares, numero uno di Psa, che ha ribadito l’importanza di realizzare vetture elettriche sostenibili non solo dal punto di vista ambientale ma anche economico. Anche Herbert Diess ceo del gruppo Volkswagen ha posto in più di un’occasione l’accento sulla sostenibilità della rivoluzione elettrica. Questa deve essere tale anche per gli automobilisti e a fronte di un’offerta elettrica e ibrida che si amplia si intravedono costi più alti per la mobilità delle famiglie. è vero che stanno arrivando bev da 30mila euro, non sono comunque pochi in un paese come l’Italia dove le auto più vendute si aggirano sui 15mila euro. e va anche detto che la necessità di adottare tecnologie ibride (anche mild, cioè leggere) nei segmenti più bassi come quello A e B rischia di far lievitare i listini (così come i canoni di noleggio), comprimere i margini e in ultima analisi spingere le case a non puntare in un futuro sulle compatte. E senza utilitarie si impoveriscono le famiglie e si riduce la scelta di mobilità individuale, considerata anche la mancanza di un trasporto pubblico efficiente a livello nazionale.

Passando ai modelli a zero emissioni adatto al traffico cittadino, l’offerta parte dalla compatta Smart a due posti (ora solo elettrica) fino alla Renault Zoe. Recentemente aggiornata con l’introduzione della terza serie, la francese non è cambiata troppo esteticamente ma ha aumentato la potenza e portato l’autonomia a 395 chilometri con omologazione Wltp. Nella partita delle compatte Ev sono entrate anche le nuove Peugeot e-208 e Corsa-e, sviluppate entrambe sulla stessa piattaforma e con 330 km a disposizione prima di doversi fermare ad una colonnina di ricarica. Misure “cittadine” ma lo stile aumenta con la nuova Mini Cooper Se, mentre Honda con la E punta sullo stile vintage per la sua compatta elettrica. Salendo di dimensioni la più attesa su strada è la Volkswagen Id.3, prodotta sulla nuova piattaforma modulare Meb (realizzata per la mobilità elettrica) e primo modello della futura gamma elettrica Id. Se nel segmento dei crossover dall’ampio spazio a bordo la partita è tra Audi e-tron e Mercedes Eqs, al vertice del segmento delle elettriche si posiziona la nuova Porsche Taycan. Primo modello completamente elettrico del marchio di Zuffenhausen, porta la potenza ad oltre 760 cavalli e per la prima volta nell’intero settore è dotata di un impianto a 800 volt.

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