Interventi

Transizione ecologica e rischio finanziario: il ruolo chiave delle aspettative

di Stefano Battiston e Irene Monasterolo

3' di lettura

Le autorità finanziarie a livello globale ed Europeo hanno riconosciuto che il cambiamento climatico pone dei nuovi rischi sia per le istituzioni finanziarie individuali, che per la stabilità finanziaria nel suo complesso.
Secondo le linee guida sui rischi climatici finanziari, pubblicate lo scorso Novembre, la Banca Centrale Europea si aspetta che gli istituti creditizi Europei integrino i rischi climatici ed ambientali nei loro processi interni di analisi e gestione del rischio e siano preparate per la revisione prudenziale del 2022. Dall'altro lato dell'Atlantico, il presidente degli Stati Uniti d'America ha firmato da poco un'ordinanza che richiede l'analisi dei rischi climatici da parte delle istituzioni finanziarie.
Uno strumento essenziale per l'analisi dei rischi e per gli stress-test climatici sono gli scenari di mitigazione del cambiamento climatico. Questi scenari non sono previsioni, ma proiezioni sulle traiettorie dei settori economici, condizionate agli obbiettivi di riduzione delle emissioni dei gas-serra e alle tecnologie disponibili. Per esempio, l'obbiettivo dell'Unione Europea di zero emissioni (nette) entro il 2050 implica una riduzione drastica di tutte le attività economiche nella catena del valore dei combustibili fossili.
In questo contesto, gli scenari di riferimento per il settore finanziario sono stati sviluppati dalla piattaforma globale di autorita' finanziarie per la finanza verde (NGFS in inglese), in collaborazione con scienziati del Panel Intergovernativo sul Cambiamento Climatico (IPCC in Inglese). Questi scenari sono fondamentali per comprendere le dinamiche degli investimenti in attività economiche che contribuiscono direttamente o indirettamente alle emissioni, ma anche in attività che possono essere di supporto alla transizione, come per esempio le infrastrutture per l'elettrificazione dei trasporti, come indicato dalla Tassonomia Europea degli investimenti sostenibili. Gli scenari vengono usati in particolare per disegnare politiche climatiche come la tassa sulle emissioni.
Tuttavia, allo stato attuale, questi scenari non considerano le aspettative del sistema finanziario (in termini di rischi e ritorni), né la credibilità delle politiche. Questo è un limite importante, come abbiamo evidenziato nel nostro studio pubblicato di recente dalla rivista scientifica “Science” (Battiston, S., Monasterolo, I., Riahi, K., van Ruijven, B. (2021). Accounting for finance is key for climate mitigation pathways. Science, 10.1126/science.abf3877 (2021).

Essendo promossi dalle principali autorità finanziarie, gli scenari hanno il potere di influenzare le aspettative odierne dei mercati. A loro volta, le aspettative si traducono in decisioni di investimento che vanno ad influenzare la realizzazione degli scenari stessi. Per esempio, se gli investitori giudicano credibile l'introduzione della tassa sulle emissioni, possono aggiustare prontamente le loro aspettative, e riallocare progressivamente il capitale in investimenti a basse emissioni. In questo modo facilitano la transizione. Al contrario, se gli investitori non giudicano credibile l'introduzione della tassa, possono ritardare la revisione delle loro aspettative e farlo poi in maniera repentina. Questo fenomeno è legato a concetti come i Minsky moments e ne abbiamo visto degli esempi nella crisi del 2008. Questa dinamica ostacola la transizione, rendendola più costosa per la società, perché può portare ad aggiustamenti improvvisi dei prezzi e ad instabilità finanziaria. Si genera in questo modo un'interdipendenza tra percezione dei rischi e scelte di investimento. Gli scenari attuali non ne tengono conto. Il nostro studio introduce un metodo per migliorare gli scenari integrandovi le aspettative degli investitori. In particolare, estende la metodologia precedente per lo stress-test climatico finanziario (Battiston, S., Mandel, A., Monasterolo, I., Schütze, F., Visentin, G. (2017). A Climate stress-test of the financial system. Nature Climate Change, 7(4), 283–288. https://doi.org/doi:10.1038/nclimate3255), portandolo da statico a dinamico. Questo permette di condurre analisi più coerenti dei rischi climatici finanziari. Le sfide con cui si confrontano banche centrali e regolatori finanziari includono la sottostima del rischio negli stress test climatici, il greenwashing e l'azzardo morale. A questo riguardo, è importante che le metodologie impiegate siano trasparenti e basate sui risultati della ricerca scientifica. La stima dei rischi climatici potrebbe presto essere rilevante anche per i criteri di attività stanziabili a garanzia delle operazioni di politica monetaria.

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Stefano Battiston e' professore associato all'Universita' di Zurigo e all'Universita' Ca' Foscari di Venezia

Irene Monasterolo e' professore aggiunto alla Vienna University of Economics and business e ricercatore a IIASA e Boston University.


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