ambiente

Transizione ecologica, ecco il “modello francese” voluto da Macron. Presentata la legge green

Il testo “Clima e resilienza” punta a rendere “credibile” l'obiettivo di riduzione del 40% delle emissioni di gas a effetto serra nel 2030 rispetto al 1990

La ministra francese per la Transizione ecologica Barbara pompili - Afp

2' di lettura

Il governo francese ha presentato mercoledì 10 in Consiglio dei ministri il progetto di legge sul clima che punta a spostare «l'ecologia al centro del modello francese». Presentato come uno dei testi cardine del mandato di Emmanuel Macron, il progetto di legge è già criticato da organizzazioni ecologiste ed Ong che lo accusano di mancare di ambizione.

Il testo “Clima e resilienza” punta a rendere “credibile” l'obiettivo di riduzione del 40% delle emissioni di gas a effetto serra nel 2030 rispetto al 1990. Con i suoi 69 articoli, il progetto punta ad inserire l'ecologia come pilastro «nella scuola, nei servizi pubblici, nella giustizia ma anche nella politica degli alloggi e della città», ha detto la ministra della Transizione ecologica, Barbara Pompili. Il Parlamento esaminerà la proposta di legge dalla fine di marzo per un'adozione prevista «al massimo a settembre».

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Il progetto è stato formato sulla base delle proposte della Convenzione cittadina per il clima, un'iniziativa di democrazia partecipativa con 150 persone estratte a sorte che hanno messo nero su bianco 149 misure per la lotta contro il riscaldamento climatico. Macron, che convocò la convenzione per uscire dalla crisi dei gilet gialli (nata proprio per una tassa sulle emissioni di anidride carbonica). in vista della sua probabile ricandidatura nel 2022, avrebbe la possibilità di affermare, come ha già fatto a dicembre, che «nessun governo ha mai fatto altrettanto per l'ecologia».

Ma le prime critiche sono già piovute sul governo, accusato di disfare le proposte della Convenzione cittadina, in particolare per il fatto che la legge - pur ambiziosa - non consentirà alla Francia di ridurre di almeno il 40% le emissioni di gas a effetto serra entro il 2030, obiettivo che fa parte degli impegni internazionali assunti dalla Francia.

Particolarmente agguerrite sono le critiche sul capitolo dei regolamenti per la pubblicità, soltanto in parte coercitivi come avrebbe voluto la Convenzione cittadina. In particolare, la pubblicità dei veicoli inquinanti, e fra questi i SUV. Vietata? «Le auto inquinanti non sfuggiranno», ha proclamato la Pompili. In realtà, nel progetto di legge si vieta la «promozione delle energie fossili», quindi i carburanti utilizzati dalle auto più inquinanti, non i veicoli in quanto tali.

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