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Transizione energetica, il settore auto alla ricerca di nuovi percorsi

di Simonluca Pini

Il futuro dell'auto. Un momento della discussione fra Marco Alù Saffi (Ford Italia) e Filomena Greco (Il Sole 24 Ore)

3' di lettura

Il settore automotive sta affrontando la sua più importante rivoluzione dal boom economico a oggi. Dopo aver affrontato, senza esserne ancora uscita, la carenza di semiconduttori e il calo delle vendite iniziati entrambi con la pandemia di Covid 19, l’industria dell’auto è nel pieno di una “tempesta perfetta” causata dalla transizione verso una mobilità completamente elettrica entro il 2035 che ha portato le aziende cinesi in posizione di netto vantaggio verso i rivali europei e americani.

Questi e altri temi sono stati al centro dell’Automotive Business Summit, evento organizzato da Il Sole 24 Ore per dare una fotografia reale dello stato del settore e delle sfide in arrivo nei prossimi anni. Ad aprire la giornata di lavori, moderata da Mario Cianflone Automotive Chief Editor de Il Sole 24 Ore, Filomena Greco giornalista de Il 24 Ore e Massimo di Donato Giornalista Radio 24, è stato il direttore del Il Sole 24 Ore, Fabio Tamburini: «L’industria dell’auto è fondamentale per il manifatturiero. È un’industria cruciale per il sistema economico e se crolla la componentistica per l’auto, avremo problemi seri, anche di mantenimento dei livelli occupazionali». Seguendo l’ordine della giornata di lavori, Davide Di Domenico, Managing Director e Senior Partner BCG, ha sottolineato come gli obiettivi della transizione energetica non subiranno rallentamenti e come non sia corretto attuare una politica anticinese.

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Mario Cianflone ha invece affrontato con Santo Ficili, Country Manager Stellantis Italia, il tema della prontezza del sistema del mercato italiano nei confronti dell'auto elettrica: «Come Stellantis siamo al lavoro per offrire una gamma completamente elettrificata entro il 2030, senza dimenticarci dell’accessibilità al prodotto per tutte le fasce di mercato lavorando sulle tecnologie proposte e sfruttando al meglio gli incentivi statali fondamentali in questa fase di transizione». Con Pierpaolo Antonioli, ceo Punch Torino e cto Punch Group, Massimo De Donato ha affrontato il tema del futuro dei motori endotermici e con Andrea Cardinali, Direttore Generale Unrae, l’importanza della neutralità tecnologica e dell’utilizzo di carburanti sintetici.

L’idrogeno è stato al centro dell’intervento di Luigi Ksawery Luca’, ceo Toyota Motor Italia, che ha sottolineato come sia «complementare rispetto a elettrico a batteria. Il nostro approccio è multitecnologico, riteniamo che la differenziazione sia un elemento fondamentale».

Con Adolfo De Stefani Cosentino, Presidente Federauto, Paolo Scudieri, Presidente Anfia, e Michele Ziosi di Iveco Group, e l’introduzione di Gerardo Ciccone di Capgemini, si è affrontato il tema dell’impatto sulla filiera automotive nazionale, causato da sostenibilità e transizione energetica, mentre Fabrizio Longo, brand director Audi, ha sottolineato come «l’evoluzione sostenibile di Audi è sostenuta dalla coerenza e costanza degli investimenti. Il gruppo ha stanziato 37 miliardi di euro nei prossimi 4 anni in ricerca e sviluppo, immobili e stabilimenti. Ad oggi siamo un unicum per quanto riguarda una gamma elettrica completamente carbon neutral».

Radek Jelinek, presidente e ceo di Mercedes Italia ha sottolineato come «la nostra strategia punta a rifocalizzare tutte le attività nel segmento del lusso, ma ciò non significa che abbandoniamo i segmenti A e B, che continueremo a presidiare, offrendo alla nostra clientela business un’offerta all’altezza delle aspettative».

Con Teodoro Lio di Accenture, Marko Bertogna, professore ordinario Università di Modena e Reggio Emilia, Andrea Campello, ceo Xev Trade, Pier Paolo Tamma, chief digital officer Pirelli, si è affrontato il tema cruciale del software e della sfida tra case automobilistiche e tech company, tra sistemi operativi sviluppati in house o forniti direttamente da Google & co. Una partita dove in mezzo c’è il cliente che poi, puntualmente, sceglie, l’integrazione più comoda con il proprio smartphone. Trattati anche i temi dello sviluppo software degli pneumatici e della guida autonoma, promessa ancora lontana.

Marco Santucci, ceo Jaguar Land Rover Italia, oltre all’elettrificazione ha posto l’attenzione sul tema ambientale, sottolineando come «l’estetica vada a pari passo con l’etica. Come Jrl stiamo reinterpretando il futuro del modern luxury, andando ad unire la mobilità a zero emissioni ad un design minimalista ed eco-compatibile».

Con Nicola De Mattia ceo Targa Telematics, Alberto Viano Presidente Aniasa e Riccardo Vitelli, Presidente Osservatorio Top Thousand, si è approfondito sull’evoluzione del settore delle flotte aziendali divise tra proprietà e varie forme di utilizzo.

Se nell’auto la transizione dovrà affrontare sfide molto complesse, secondo Marco Alù Saffi, direttore relazioni Esterne Ford Italia, «nei veicoli commerciali la transizione elettrica è più facile rispetto alle auto, perché il loro utilizzo è programmabile in maniera più prevedibile».

A chiudere la giornata di lavori l’intervento di Pier Luigi Del Viscovo, fondatore e direttore Centro studi Fleet&Mobility che ha sottolineato come «l’industria chiede di essere aiutata a uscire dall’angolo del full electric nel 2035. Ha capito che non tutti i clienti le vorranno, perché di fondo richiede una mobilità troppo programmata, alla Furio e Magda, mentre oggi la vita è sempre più on-the-spot, all’istante».

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