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Trapani scommette sulle rotte sociali e il co-marketing

Progetto per creare un polo per il disassemblaggio degli aeroplani

di Nino Amadore

Progetto per creare un polo per il disassemblaggio degli aeroplani


3' di lettura

Nuove rotte e nuove compagnie aeree, puntare sul cargo, fare di Trapani la prima base in Europa per il disassemblaggio degli aerei. È una strategia in tre mosse per rilanciare l’aeroporto Vincenzo Florio di Trapani Birgi. È quella messa nero su bianco da Salvatore Ombra, tornato ad agosto dell’anno scorso alla presidenza di Airgest, la società di gestione dell’aeroporto controllato quasi totalmente dalla Regione siciliana che possiede il 99,7% delle quote.

Il tentativo di Ombra, che ha già consegnato il nuovo piano industriale al presidente della Regione Nello Musumeci, è di riportare l’aeroporto agli “antichi” fasti sia in termini di passeggeri (il traffico è passato da 1,5 milioni di passeggeri del 2015 a 480mila del 2019 con un crollo del 69,7%) che di bilancio. Anche quest’anno si farà ricorso a una ricapitalizzazione da 9 milioni di euro per far fronte al fabbisogno finanziario. «Ma dovrebbe essere l’ultimo» assicura Ombra. Rientra in questa strategia il lavoro diplomatico avviato con diverse compagnie aeree e in particolare con Ryanair. Ombra tornerà a incontrare i vertici della compagnia irlandese in questi giorni portando in dote una buona notizia che ha un valore enorme in termini di credibilità: nei giorni scorsi l’assemblea dei sindaci della provincia ha stabilito la ripartizione dei 200 mila euro che mancano per saldare un debito con Ams, società pubblicitaria collegata al vettore irlandese, risalente a cinque anni fa. Hanno aderito, oltre alla Camera di commercio di Trapani guidata da Pino Pace, quasi tutti i comuni dell’area tranne Castelvetrano e Pantelleria, guidati da sindaci del Movimento 5 Stelle che sembra essere schierato contro il rilancio dell’aeroporto trapanese. «Il territorio - dice Ombra - deve comprendere la grande potenzialità in termini di sviluppo strategico di questo aeroporto. Noi vogliamo essere un aeroporto complementare: in Sicilia c’è ancora una potenzialità di altri 10 milioni di passeggeri che non possono andare tutti su Palermo e Catania. Io penso che si debba puntare sugli aeroporti di Trapani e Comiso. Per quanto mi riguarda stiamo lavorando bene e penso che nel 2021 si vedranno i risultati».

Per quanto riguarda il rapporto con le compagnie, Airgest può contare su un finanziamento per il 2020 di 4.625.500 della Regione siciliana e altrettanti per il 2021 per il co-marketing con le compagnie aeree: «Per superare gli obblighi in tema di aiuti di Stato in questo caso noi abbiamo scelto la strada del Meo test e abbiamo avuto il via libera dall’Ue». Altri fondi che torneranno utili per la ripresa del traffico sono quelli destinati alle cosiddette “rotte onerate” che garantiscono la continuità territoriale: Trapani ha avuto 35 milioni per tre anni per sei rotte e il bando, assicura Ombra, sarà pubblicato domani. Altra cosa: partiranno le rotte su Roma e Milano operate da Alitalia che si è aggiudicata il bando del Comune di Marsala.

Una assoluta novità è rappresentata dal progetto per fare di Trapani una base («unica in Europa» dice Ombra) per il disassemblaggio degli aerei: c’è già una società pronta a investire una ventina di milioni e il progetto è stato presentato all’Enac. «Possono già intervenire su 15 macchine, che arriveranno via mare - dice Ombra -. Verranno costruiti tre hangar. Entro fine anno la base dovrebbe essere operativa».

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